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	<title>A Fronte Alta &#187; Politichese</title>
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	<description>Siate uomini liberi, in piedi, a fronte alta, non servitori in ginocchio.</description>
	<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 13:09:43 +0000</pubDate>
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		<title>Caso Alitalia: punto di vista di Mauro Frustaci</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 02:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Caro Luca,
ho visitato molte volte il vostro sito e molte  volte mi soffermo a leggere e a compiacermi delle vostre iniziative. Mi ha colpito il messaggio di apertura della  nuova stagione di iniziative del vostro gruppo, e al vostro invito a partecipare alle idee di afrontealta rispondo con una proposta che spero possa trovare consensi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm4.static.flickr.com/3128/2798780540_3a07a7e53c_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Caro Luca,<br />
ho visitato molte volte il vostro sito e molte  volte mi soffermo a leggere e a compiacermi delle vostre iniziative. Mi ha colpito il messaggio di apertura della  nuova stagione di iniziative del vostro gruppo, e al vostro invito a partecipare alle idee di afrontealta rispondo con una proposta che spero possa trovare consensi e spazio all’interno del blog.<br />
Non so se avete seguito, tra le tante cose che oramai fanno parte del nostro panorama economico sociale  il caso <strong>Alitalia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra che a breve il progetto denominato <em>Fenice</em> (progetto di risoluzione con spacchettamento della compagnia aerea) commissionato dal governo e realizzato dall’advisor IntesaSanPaolo stia per arrivare ad una conclusione. Vi sono solamente da ridefinire le ultime sciocchezzuole come scegliere il partner straniero, trovare soci preferibilmente nei paesi con ampie disponibilità di fondi sovrani o non, accontentare Il futuro presidente della Newco Colannino con la gestione alla Fondiara-sai  della previdenza sociale dei dipendenti della compagnia aerea, cercare di spostare compagnie concorrenti verso altri scali aereoportuali in barba all’ economia concorrenziale ed altre piccole cose che non sto qui ad elencare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ti dirò, caro Luca, tutto questo mi sta ancora bene: l’importante è mantenere una compagnia di bandiera forte e che possa supportare il sistema paese! Ma la mia incertezza e tristezza cala sul fatto che si sono tutti talmente impegnati a farsi i conti politici ed economici, che quando è arrivato il momento di parlare di licenziamenti hanno rifilato il cetriolo alla <em>Bad Company</em> che sarà gestita da Fantozzi, rispondendo al problema degli esuberi con un bel <em>Una ricollocazione presso società e agenzie pubbliche come Poste, Catasto, Entrate</em> oppure <em>Un ammortizzatore molto forte che dovrebbe coprire fino a 7 anni, 4 di cassa integrazione e 3 di mobilità</em> parole e musica del Ministro delle Infrastrutture Matteoli (persone che io stimo ed ammiro). Non userò parole di sinistra dicendo<em> ma perché non l’abbiamo dato ai francesi che avrebbero risolto il problema?</em>, poiché  non sono assolutamente d’accordo a svendere e a chiudere una posizione dominante su un settore strategico, un pò di orgoglio e razionalità nazionale ogni tanto ci vuole, e poi diciamoci la verità, ma siamo davvero convinti che a lungo andare i Francesi non avessero effettuato altri licenziamenti ripetto a quelli preventivati nel loro piano?</p>
<p style="text-align: justify;">La mia perplessità nasce dal non riuscire  a collocare persone che hanno lavorato nel trasporto aereo all’interno di altri uffici, a svolgere mansioni che sinceramente non hanno nulla a che vedere con le loro qualifiche. Non conosco con esattezza le mansioni, l’età , l’esperienza e le esigenze familiari etc.  dei <em>papabili</em> di Alitalia posso solo elencarli per come sono stati riportati dai giornali: 700 piloti Az Fly, 1100 assistenti volo, 1500 dipendenti terra, 1700 manutenzione ed altri non ancora quantificati né qualificati. Te lo immagini, caro Luca, e so che in questo campo sei una celebrità, un assistente di volo Az, che ha lavorato per cinque anni a bordo di un aereo, che ti chiama dall’ufficio delle entrate per comunicazioni urgenti? Cosa ti potrà dire <em>Attenzione, attenzione allacciarsi le cinture</em>? E un pilota direttore delle poste?</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando seri. Non sono il solo che ha notato l’anomalia , non che abbiano tutti la mia fervida immaginazione, ma altro tipo di lamentela è stato presentato dalle Poste, che non ha intenzione di ingrossare il suo personale, da esponenti della società e della politica, che lamentano un spessa maggiore per i contribuenti. Effettivamente è vero, e forse anche giusto: magari vi è anche una pecca in solidarietà, non dico delle poste, ma di coloro che non vogliono cacciarsi dalle tasche cinque centesimi per un poveretto che ha perso il lavoro!</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivo al dunque. Il punto è molto semplice. Un governo deve essere soprattutto serio ed evitare tali situazioni, non dico nell’evitare la crisi di Alitalia (hanno dimostrato in dieci anni di non saper operare in tal senso), ma di arrivare ad una soluzione ottimale sia dal punto di vista di spesa pubblica che di allocazione del personale. Stiamo parlando di licenziare persone che hanno operato in una compagnia che ha degli standard alti nella qualità dei servizi che offre, si sta parlando, per la maggior parte, di  persone altamente qualificate e che meritano lo stesso impegno che abbiamo visto profondere da Lor Signori quando si tratta dell’interesse proprio, nel trovare una sistemazione o una soluzione più idonea per questi lavoratori o di provarci per lo meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché, propongo io, non cercare una soluzione che sia più vicina agli interessi e alle esigenze di questi lavoratori affidando la riallocazione ad un gruppo o diversi gruppi di selezione del personale e gestione delle risorse umane che possa avvantaggiarsi dell’ apporto politico e governativo in modo da andare incontro a quelle che sono le qualità, l&#8217;esperienza e le esigenze degli impiegati di Alitalia? Vi sembra una proposta cosi assurda?  Fatemi sapere! Anche per maggiori delucidazioni.</p>
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		<title>Ma di chi era la festa?</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 09:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il 29% degli italiani dichiara di essere all’oscuro di cosa sia successo il 2 giugno e a quale anno di preciso ci si riferisca. Per i lettori del post che dovessero appartenere a questa consistente percentuale della popolazione ricordiamo che il 2 giugno 1946 si tenne il referendum tra monarchia e repubblica: gli italiani scelsero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 29% degli italiani dichiara di essere all’oscuro di cosa sia successo il 2 giugno e a quale anno di preciso ci si riferisca. Per i lettori del post che dovessero appartenere a questa consistente percentuale della popolazione ricordiamo che il 2 giugno 1946 si tenne il referendum tra monarchia e repubblica: gli italiani scelsero la repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti Italiani non sanno in realtà quale sia il motivo del festeggiamento (e del conseguente giorno di vacanza). Tra quelli che lo ignorano, si registra, oltre che una prevedibile maggiore diffusione di persone con basso titolo di studio e spesso disinteressate a qualsiasi tematica politica e sociale, anche la presenza di numerosissimi giovani al di sotto dei 24 anni. Quali, secondo voi, le ragioni? Scarso senso di appartenenza? Ignoranza dilagante? Inesistenza dell&#8217;educazione civica a scuola? Sfiducia nelle istituzioni? Ragioniamo insieme sulle cause di un fenomeno molto italiano.</p>
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		<title>Il travaglio</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 16:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
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L&#8217;autore di questo post ha visto la puntata di Che tempo che fa andata in onda sabato 10 maggio.
I telespettatori che hanno seguito il TG delle 20 del giorno successivo non hanno ascoltato l&#8217;audio relativo alle immagini della puntata in questione. Sì, perché il giornalista di RAI1 ha deciso per noi che quelle di Travaglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm3.static.flickr.com/2337/2103116561_512ec4bd3d_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;autore di questo post ha visto la puntata di <em>Che tempo che fa</em> andata in onda sabato 10 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">I telespettatori che hanno seguito il TG delle 20 del giorno successivo non hanno ascoltato l&#8217;audio relativo alle immagini della puntata in questione. Sì, perché il giornalista di RAI1 ha deciso per noi che quelle di Travaglio erano <em>offese</em> (<em>sic</em>) e se proprio c&#8217;erano dichiarazioni da riportare, naturalmente le uniche ammesse erano quelle dei politici. Andiamo con ordine.</p>
<p style="text-align: justify;">Due sono i ragionamenti che Travaglio fa su Renato Schifani, neo-eletto Presidente del Senato.</p>
<p style="text-align: justify;">Marco Travaglio cita Schifani dopo aver elencato i nomi di importanti personaggi politici del passato (Fanfani, Parri, Einaudi, De Nicola, Nenni, etc.), al fine di ridicolizzarne la statura politica e sottintendendo quello che, per lo stesso Travaglio, è il basso valore morale dell&#8217;esponente del Pdl. Travaglio conclude, ipotizzando che solo la <em>muffa</em> potrebbe seguire Schifani nella lista. Poi si corregge sostenendo che l&#8217;esempio non è pertinente poiché dalla muffa si ricava la penicillina. Insomma, per Travaglio, la muffa è meglio di Renato Schifani.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro momento in cui Travaglio cita Schifani è contestualizzato nel ragionamento sulla indipendenza-dipendenza della stampa. Travaglio ricorda un fatto riportato anche dal giornalista antimafia Lirio Abbate: Renato Schifani ha costituito, in passato, una società insieme con tre persone; due di queste, successivamente vengono condannate per mafia. Travaglio sostiene che in un Paese libero la stampa chiederebbe conto a Schifani delle sue frequentazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sapevo che l&#8217;intervento di Travaglio sarebbe risultato offensivo e ho giudicato io stesso certe esternazioni fuori luogo. Naturalmente, mi riferisco alle prime che ho citato: quelle sulla muffa. Sono esternazioni gratuitamente allusive a una connotazione negativa della persona di Schifani. Non è detto che tutti la pensino come Travaglio e non si possono, da giornalista, esprimere pareri <em>comici</em> sul mero valore politico di un personaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colpo di scena è che lo scalpore dei politici tutti, eccezion fatta per il giustizialista Di Pietro, è stato destato non dal primo argomento di Travaglio, ma dal secondo. Insomma, l&#8217;offesa è che Schifani aveva rapporti con gente poi accertata mafiosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Che ne pensate? È vero, come dicono, che non è stato rispettato il contraddittorio? Pensate anche voi che su fatti accertati giudizialmente ci sia bisogno di attuare un contraddittorio? E se è così, perché Schifani non ha sfruttato la prima telecamera per spiegare quei rapporti, piuttosto che minacciare querele?</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima domanda: se l&#8217;informazione è libera, perché ieri sera il TG1 non ha consentito ai telespettatori di ascoltare la viva voce di Marco Travaglio, affidando, invece, la relazione sui fatti ai commenti dei politici?</p>
<p style="text-align: justify;">P.s. YouTube è stato inondato di contributi sulla puntata, clicca <a href="http://it.youtube.com/results?search_query=travaglio+schifani&amp;page=1" title="Il caso Travaglio-Schifani" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/it.youtube.com');">qui</a> per vederli. Di seguito proponiamo parte dell&#8217;intervista a Marco Travaglio nella puntata del 10 maggio a <strong>Che tempo che fa</strong>.</p>
<span class="coolplayer_wrapper"><span class="coolplayer_playlist" id="coolplayer_playlist_201218359" style="width: 478px"><a href="javascript: coolplayer('&lt;a href=&quot;http://www.afrontealta.com/video/travaglio1.flv&quot;&gt;Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte prima)&lt;/a&gt;', '201218359', '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte prima)">1</a> <a href="javascript: coolplayer('&lt;a href=&quot;http://www.afrontealta.com/video/travaglio2.flv&quot;&gt;Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte seconda)&lt;/a&gt;', '201218359', '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte seconda)">2</a> <a href="javascript: coolplayer('&lt;a href=&quot;http://www.afrontealta.com/video/travaglio3.flv&quot;&gt;Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte terza)&lt;/a&gt;', '201218359', '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte terza)">3</a> <a href="javascript: coolplayer('&lt;a href=&quot;http://www.afrontealta.com/video/travaglio4.flv&quot;&gt;Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte quarta)&lt;/a&gt;', '201218359', '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte quarta)">4</a> </span><span id="coolplayer_container_201218359"></span><span class="coolplayer_info" id="coolplayer_info_201218359" style="width: 478px;display: block;" ondblclick="coolplayer_input(this, '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Doppio click per immettere il tuo URL, premere Invio per iniziare la riproduzione.">Caricamento in corso...</span><script type="text/javascript"><!--
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		<title>Voto non voto</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 10:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Quest&#8217;espressione potrebbe essere interpretabile in diversi modi: come un dubbio amletico, un&#8217;affermazione a cui segue una negazione, un ripensamento, oppure ancora come una sostanziale equivalenza tra le due azioni.
È una strana campagna elettorale, senza lotta all&#8217;ultimo sangue come eravamo abituati e si preannuncia ricca di incognite e sorprese al fotofinish. L&#8217;astensionismo è il grande tema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img src="http://img253.imageshack.us/img253/4752/votehomerwo5.jpg" style="border: 2px solid #000000" /></p>
<p>Quest&#8217;espressione potrebbe essere interpretabile in diversi modi: come un dubbio amletico, un&#8217;affermazione a cui segue una negazione, un ripensamento, oppure ancora come una sostanziale equivalenza tra le due azioni.</p>
<p>È una strana campagna elettorale, senza lotta all&#8217;ultimo sangue come eravamo abituati e si preannuncia ricca di incognite e sorprese al fotofinish. L&#8217;astensionismo è il grande tema al centro dell&#8217;attenzione politica. L&#8217;appello dei principali leaders al voto utile rappresenta il richiamo quotidiano, accompagnato da motivazioni legate alla maggiore giovernabilità, al cambiamento possibile, al rinnovamento della classe dirigente e alla migliore sorte dei cittadini italiani.</p>
<p>Eppure tra comizi, interviste e dibattiti televisivi si fatica ad ascoltare cosa ne pensano loro, gli elettori, ora stanchi, ora delusi, ora amareggiati per il malcontento diffuso a macchia d&#8217;olio. Un clima sociale provato dallo spettro della recessione e dai bassi consumi non è certamente dei migliori per chiedere a distanza di appena due anni un ulteriore voto. Un sentimento misto di  rabbia e rassegnazione serpeggia sotto la pelle di chi non ha voce nei salotti televisivi o sulla carta stampata.</p>
<p>Tuttavia è cambiato l&#8217;atteggiamento degli elettori, più sensibili, più attenti, meno indifferenti al contrario di quanto si possa pensare dalla realtà che emerge dai media. E non c&#8217;è più la volontà di votare il cosiddetto <strong>meno peggio turandosi il naso</strong>. Il non voto a detta di molti equivarrebbe cosi ad un segnale preciso all&#8217;intera politica, contro questa legge elettorale e l&#8217;assenza di alternative realmente credibili. Voi cosa ne pensate?</p>
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		<title>La politica latitante</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 13:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ La camorra non esiste.
La mafia non esiste.
La ndrangheta non esiste.
La premessa dell&#8217;attuale campagna elettorale è la marginalizzazione della questione principe delle nostre esistenze da cittadini italiani: le mafie. Un&#8217;esclusione netta perchè fastidiosa sottolineata di recente da Roberto Saviano. Emerge cosi un totale disinteresse dei partiti e dei candidati premier rispetto alla malavita organizzata.
Nel variegato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p> <strong>La camorra non esiste.<br />
La mafia non esiste.<br />
La ndrangheta non esiste.</strong></p></blockquote>
<p>La premessa dell&#8217;attuale campagna elettorale è la marginalizzazione della questione principe delle nostre esistenze da cittadini italiani: le mafie. Un&#8217;esclusione netta perchè fastidiosa sottolineata di recente da Roberto Saviano. Emerge cosi un totale disinteresse dei partiti e dei candidati premier rispetto alla malavita organizzata.</p>
<p>Nel variegato panorama di simboli e liste, sembra davvero arduo individuare una sola persona che tratti l&#8217;argomento nelle sue molteplici sfaccettature, impegnandosi a debellare, attraverso una legislazione più severa e maggiori risorse, il cancro che paralizza il paese intero, il mezzogiorno e in particolare la Campania un tempo <em>felix</em>, terra dalle innumerevoli potenzialità ma oltraggiata dalla commistione di criminalità, politica e imprenditoria.</p>
<p>I fatti di cronaca, le persone coinvolte, i contesti in cui attecchiscono gli affari sporchi sono diventate quotidianeità note a tutti. Chiunque conosce e riconosce i personaggi di paesi e quartieri che tengono sotto scacco l&#8217;economia, controllano i traffici di droga, attuano con feroci intimidazioni il racket e le estorsioni. Secondo una cifra approssimata, solo nella regione campana, pregiudicati, boss dal cognome pesante, famiglie e affiliati sono quantificabili in 150.000 persone.</p>
<p>Un pò più a sud, c&#8217;è poi la calabria. Recentemente la Commissione Antimafia ha evidenziato in una relazione la potenza della ndrangheta, complessa holding internazionale definita la più <em>robusta e radicata organizzazione </em>con interessi molteplici nel centro Nord e in Europa, una ramificata multinazionale del malaffare, che è stata paragonata per la capacità di moltiplicazione delle sue cellule sparse nei paesi, per l&#8217;estensione geografica e il voluminoso giro d&#8217;affari ad Al Qaeda. <em>Una mafia liquida</em> che riproduce anche in luoghi lontanissimi dalla sua origine l&#8217;identico marchio criminale.</p>
<p>Risale ad ottobre del 2007 la denuncia della Confersecenti che nel rapporto &#8220;Sos impresa&#8221; segnala il fatturato dell&#8217;azienda più virtuosa del paese, la Mafia Spa, pari a 90 miliardi di euro all&#8217;anno, equivalente al 7 per cento del Pil.</p>
<p>È difficile allora farsi una ragione del silenzio assordante che circonda questi politici, delle parole al vento abusate o svuotate del loro significato,dei monologhi preelettorali farciti di promesse stanche che sanno di antico. Il Governo del paese e il Parlamento meriterebbero persone con un&#8217;etica della responsabilità, cosa rarissima di questi tempi. Basta osservare i manifesti colorati che campeggiano sui muri delle città.</p>
<p>Nella battaglia dei manifesti che si gioca sui muri compare la sigla <em>Movimento per l&#8217;Autonomia del Sud</em>, rappresentato dall&#8217;onorevole uscente <strong>Barbato</strong>, protagonista indiscusso dell&#8217;ultima crisi del governo. I più lo ricorderanno artefice di uno spettacolo indecente contro un collega dello stesso partito -l&#8217;Udeur - insultandolo a più riprese per il suo voto a favore del governo, facendogli il gesto delle corna e, ciliegina sulla torta, sputandogli addosso. Non si parla di mafia ma non si parla neanche di esempi di virtù pubblica e alto senso delle istituzioni che, in questo caso, escono dalla finestra e vorrebbero rientrare dalla porta. E&#8217; la loro presenza che rimarca una distanza sempre maggiore tra cittadini e politica, alla quale si chiede piuttosto di affermare con forza l&#8217;unica lotta possibile contro tutte le mafie, al fine di elevare veramente il paese, sciogliendolo da lacci e catene in memoria e nel rispetto di chi ha scelto il martirio civile. Troppi gli interessi in gioco? Troppi i conflitti d&#8217;interesse? È evidente in questa drammatica contraddizione l&#8217;irrisolta questione meridionale, proprio quando il baricentro dell&#8217;attenzione politica sembra essersi spostato al Nord Est e ad una presunta questione settentrionale. Di certo è che quando cala il silenzio sulle associazioni a delinquere che infettano regole, valori e modelli comportamentali, non c&#8217;è da meravigliarsi se all&#8217;interno delle scuole gli insegnanti mostrano difficoltà ad impartire le più semplici regole di convenza civile di ogni grado.</p>
<p>In una guerra per la civiltà e il rispetto del diritto che vede coinvolti magistrati e forze dell&#8217;ordine, emerge un&#8217;estrema solitudine di taluni servitori dello Stato, con molte gatte da pelare, tanti nemici e poche gratificazioni. Negli ultimi tempi si registra un&#8217;escalation di successi inaspettati con arresti eccellenti che la politica continua a ignorare, lasciando gli operatori dell&#8217;ordine e della legge con scarsi mezzi messi a disposizione e risorse esigue che costringono anche alti magistrati a fare collette per una fotocopiatrice,per svolgere correttamente indagini, ricerche, intercettazioni o a pagare la benzina per gli spostamenti fuori città.</p>
<p>Dinnanzi a uno stato di cose cosi avvilente, non resta che esprimere sentimenti di solidarietà e vicinanza all&#8217;operato del pool anticamorra che ha denunciato pubblicamente le minacce dei Casalesi, volte a diffamare scrittori scomodi del calibro di Saviano, autore di Gomorra, giornalisti come Rosaria Capacchione, del Mattino di Caserta minacciata di morte, alla quale è stata affidata la scorta e il valido magistrato Cantone, tutti accomunati dalla colpa di compiere il proprio dovere fino in fondo.<br />
Se da un lato perdura la disillusione e la sfiducia nella politica spendacciona e miope, dall&#8217;altro i magistrati continuano a rappresentare per tanti giovani degli autentici modelli di riferimento civile, sentinelle di una democrazia fondata su diritti e doveri, custodi della legge, fari luminosi per il perseguimento di ideali di giustizia e moralità pubblica. La nobile ostinazione che anima questi uomini, pur incontrando ostacoli di ogni sorta, consente ai cittadini di poter credere ancora nel futuro, riconoscendo nell&#8217;azzeramento delle cosche e dei padrini, una speranza per la nostra travagliata società.</p>
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		<title>Questione di vita o di voti?</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 11:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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Il tema dell&#8217;aborto è stato al centro di un lungo ed esasperante dibattito messo in moto dal caravanserraglio massmediatico, trascinatosi fino alla costituzione da parte di Giuliano Ferrara di una lista pro life.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3035/2321296124_d83e4b70e3_d.jpg" style="border: 2px solid #000000" /></p>
<p align="justify">Il tema dell&#8217;<strong>aborto</strong> è stato al centro di un lungo ed esasperante dibattito messo in moto dal caravanserraglio massmediatico, trascinatosi fino alla costituzione da parte di<strong> Giuliano Ferrara </strong>di una lista<em> pro life.</em></p>
<p align="justify">In questi ultimi tempi si è creata cosi una profonda frattura all&#8217;interno dell&#8217;opinione pubblica, tra coloro che credono nella salvaguardia della vita dal concepimento naturale sino alla morte, costante richiamo di <strong>Benedetto XVI</strong> incentrato sui temi etici e quanti criticano piuttosto le perduranti invasioni della Chiesa cattolica negli affari interni dello Stato, nelle questioni che riguardano esclusivamente le donne e della libertà di scelta.</p>
<p align="justify">Ferrara dal suo giornale <em>Il Foglio</em> ha lanciato dapprima la sua provocazione per una moratoria sulla vita all&#8217;Onu, accolta con fervore dagli ambienti ecclesiastici. La ragione nasce, a detta del giornalista, al fine di proteggere la vita, dopo il successo ottenuto per la moratoria internazionale sulla pena di morte, con  numerosi paesi uniti per la prima volta su un tema cruciale come la contrarietà alla pena capitale, contro una resistenza agguerita di tanti paesi favorevoli al suo mantenimento.</p>
<p align="justify">Da allora l&#8217;accento sulla questione e le polemiche che ne sono scaturite hanno riempito giornali e notiziari, generando una corrente che ha influenzato quel portantino del Policlinico di Napoli - caso che ha suscitato scalpore - fino a chiedere l&#8217;intervento immediato della polizia che ha interrogato una donna in seguito ad un aborto in stato di choc. Immediate le reazioni di migliaia di donne che hanno manifestato in diverse città per la difesa della legge 194 e l&#8217;episodio alquanto spiacevole.</p>
<p align="justify">A Genova, un noto ginecologo che praticava aborti clandestini ha deciso di farla finita lanciandosi nel vuoto dal suo studio. Infine nei dintorni di Roma è avvenuto un macabro ritrovamento all&#8217;interno di una cartiera per riciclo del busto di un neonato.</p>
<p align="justify">Numerose le parti politiche che concordano trasversalmente su certi temi eppure riesce difficile comprendere l&#8217;ipocrisia di fondo. È prevalsa nel dibattito una voluta superficialità, un non voler andare al fondo delle situazioni, alla ricerca delle reali ragioni che potrebbero motivare un aborto.</p>
<p align="justify">Si potrebbe cominciare a riflettere sulle giovani generazioni: improntare un&#8217;educazione sessuale seria e rigorosa da inserire nelle scuole sullo stile britannico, resasi necessaria nel paese oltre Manica per le numerose ragazze madri che partoriscono o abortiscono a tredici anni. La corretta comunicazione e la conoscenza è basilare sul mondo sessuale, per prevenire malattie, disagi e complicazioni. In secondo luogo è indispensabile creare quelle condizioni economiche e sociali che consentano ad una coppia di tenere il proprio bambino. Allo stato attuale risulta un progetto di vita privo di incentivi o sussidi che rappresenta un&#8217;impresa ardua per chi vive sulla propria pelle situazioni di precarietà.</p>
<p align="justify">Appare pertanto stupida, bieca, superficiale la criminalizzazione di una donna, cosi come non è possibile immaginare obiettori di coscienza all&#8217;interno dei consultori familiari, unici luoghi che dovrebbero restare laici e fornire piena fiducia e sicurezza mediante consigli mirati, suggerimenti che accompagnino scelte non da poco, in piena libertà di coscienza.</p>
<p align="justify">Giuliano Ferrara invece ne ha fatto una questione di vita e di voti, presentando la sua fantomatica lista <em>No Aborto</em>, unico scopo per il quale combattere eventualmente entrasse in Parlamento. È paragonabile per la limitatezza dell&#8217;argomento, per la presunzione nel trattarlo e la radicalità della posizione al partito dell&#8217;amore di Cicciolina. Alle elezioni ci vorrebbe meno ipocrisia e più concretezza per affrontare i problemi del paese.</p>
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		<title>Etica, scienza e politica</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 13:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il messaggio politico è incompatibile con il messaggio scientifico.
Da quando nasci politicamente, ti vengono posti dilemmi: aborto sì o aborto no, nucleare sì o nucleare no, termovalorizzatori sì o termovalorizzatori no, giusto per fare qualche esempio. E come si comporta la politica di fronte a questi temi? Si frattura, si spacca in due e opposti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il messaggio politico è incompatibile con il messaggio scientifico.</p>
<p align="justify">Da quando nasci <em>politicamente</em>, ti vengono posti dilemmi: aborto sì o aborto no, nucleare sì o nucleare no, termovalorizzatori sì o termovalorizzatori no, giusto per fare qualche esempio. E come si comporta la politica di fronte a questi temi? Si frattura, si spacca in due e opposti schieramenti sostenengono opposte soluzioni. Resta da chiedersi se il dilemma sia il modo giusto di porre il problema.</p>
<p align="justify">La settimana scorsa la tv ha proposto il divertente siparietto fra Pierferdinando Casini, Udc e Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica. Il tema era l&#8217;energia nucleare. Casini incalzava lo scienziato per indurlo a sancire ufficialmente l&#8217;indispensabilità dell&#8217;utilizzo dell&#8217;energia nucleare. Rubbia sudava sette camicie per spiegare che il nucleare può servire, ma è una soluzione di lungo termine e che non può comunque costituire l&#8217;unica soluzione del problema energetico.</p>
<p align="justify">Mi sono ricordato di quando, due settimane prima, alla conferenza sull&#8217;emergenza rifiuti, il Prof. Arena ci illustrava il teorema che Massimo Troisi spiegava a Leonardo da Vinci: <em>Leonà,  33% - 33% e 33%!</em> Il tema era lo smaltimento dei rifiuti e anche in quella occasione abbiamo scoperto che non esistono soluzioni uniche, mistiche, taumaturgiche.   Eppure anche su questo tema le fazioni politiche si sono fatte foriere di posizioni radicali, uniche, assolute. Perché?</p>
<p align="justify">La politica si basa sulla <strong>comunicazione</strong>. E la comunicazione è più <strong>forma</strong> che sostanza. Ve li immaginate i comizi sulla situazione napoletana  in cui si dia conto di tutti i responsabili, di tutte le disfunzionalità del sistema, di tutto il ventaglio di soluzioni che offre la scienza?</p>
<p align="justify">I discorsi sarebbero noiosi, nessuno li seguirebbe, i politici perderebbero voti. Ecco spiegata l&#8217;operazione di marketing che tende a semplificare e a scegliere un concetto, a volte una sola parola, per orientare milioni di votanti.</p>
<p align="justify">Possiamo accettarlo? No. Il messaggio scientifico è autorevole proprio perché approfondisce i problemi e li contestualizza. Di qui l&#8217;ovvia impossibilità di spiegare con una parolina fenomeni complessi.</p>
<p align="justify">Proposta: quando vogliamo farci un&#8217;idea su salute, ambiente, bioetica, energia e tutto ciò per cui donne e uomini illustri spendono la vita in biblioteche o laboratori, allontaniamoci dal Parlamento, avviciniamoci all&#8217;Università.</p>
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		<title>Le risposte della politica</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Oct 2007 14:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ultima puntata. Sul finire della serata Michele Santoro, giornalista sul quale molto si è discusso e molto ancora si discuterà, pone una domanda semplice. Una domanda che con efficacia riassume l’intero senso di un dibattito e di una rabbia diffusa.
Santoro, sostanzialmente, chiede a Scotti, sottosegretario alla Giustizia che rendeva conto dei vizi formali di cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">L’ultima puntata. Sul finire della serata Michele Santoro, giornalista sul quale molto si è discusso e molto ancora si discuterà, pone una domanda semplice. Una domanda che con efficacia riassume l’intero senso di un dibattito e di una rabbia diffusa.</p>
<p>Santoro, sostanzialmente, chiede a Scotti, sottosegretario alla Giustizia che rendeva conto dei vizi formali di cui erano macchiati gli atti del PM De Magistris:</p>
<p><em>Caro Scotti, ho capito che il ministro avrà pure le sue ragioni per inviare gli ispettori, ma non sembra un po’ assurdo che per la prima volta che un uomo</em></p>
<ul>
<li><em>fa importanti indagini sulla ‘ndrangheta;</em></li>
<li><em>scopre dove vanno a finire i fondi UE;</em></li>
<li><em>indaga sulle società a partecipazione pubblica in cui i mafiosi s’accordano con i politici;</em></li>
<li><em>dà una lezione di deontologia professionale a tanti suoi colleghi </em><em>addormentati;</em></li>
</ul>
<p><em>ebbene proprio quell’uomo diventa bersaglio delle indagini di un Ministro e delle critiche della classe politica?</em></p>
<p align="justify">Al punto interrogativo scatta l’applauso della Calabria, della Basilicata, dell’intero Sud che, stanco di essere oppresso, si rimbocca le maniche e scende in piazza a difendere un suo eroe.</p>
<p>Day after, risponde <strong>Clemente Mastella</strong>, <strong>Ministro di Grazia e Giustizia</strong>:</p>
<p><em>[...] ma vi pare che io, con il 2% dell’UDEUR, sono la causa di tutto questo malcontento?</em></p>
<p>Per par condicio, riportiamo il commento di un esponente dell’opposizione, <strong>Roberto Maroni</strong> (Lega Nord)</p>
<p><em>Ricordo ai colleghi della sinistra che sono stati loro a volere fortemente il ritorno di Santoro in tv!</em></p>
<p align="justify"> Amici, siete contenti delle risposte dei nostri rappresentanti? Commentate! Diteci quanto hanno esaurito la vostra curiosità.</p>
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