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	<title>A Fronte Alta &#187; Napoli</title>
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	<description>Siate uomini liberi, in piedi, a fronte alta, non servitori in ginocchio.</description>
	<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 15:23:00 +0000</pubDate>
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		<title>Un magistrato tra i banchi di scuola</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 15:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Gherardo Colombo ha lasciato la magistratura l&#8217;anno scorso per dedicarsi alla formazione di una cultura della legalità. I ragazzi di A Fronte Alta hanno partecipato all&#8217;incontro organizzato dal Liceo scientifico Carlo Urbani di S.Giorgio a Cremano con l&#8217;ex magistrato milanese.

La giustizia, per quel che ho potuto constatare, ha sempre funzionato male.
- Gherardo Colombo

Le parole che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Gherardo Colombo ha lasciato la magistratura l&#8217;anno scorso per dedicarsi alla formazione di una cultura della legalità. I ragazzi di A Fronte Alta hanno partecipato all&#8217;incontro organizzato dal Liceo scientifico Carlo Urbani di S.Giorgio a Cremano con l&#8217;ex magistrato milanese.</em></p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>La giustizia, per quel che ho potuto constatare, ha sempre funzionato male</em>.<br />
- Gherardo Colombo</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Le parole che non t&#8217;aspetti. <em>La giustizia, per quel che ho potuto constatare, ha sempre funzionato male</em>. A dirlo è Gherardo Colombo, colui che, dalla scoperta della loggia P2 a Mani Pulite, ha fatto luce, con altri, tra le ombre più odiose dell&#8217;Italia degli ultimi trent&#8217;anni e che a sessant&#8217;anni ha deciso di cambiare vita. O forse no. <em>Io non ho mollato; ho pensato che per far funzionare la giustizia ci sia bisogno di qualcos&#8217;altro; qualcosa cui mi sono dedicato non appena sono uscito dalla magistratura</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il perché della scelta nelle battute iniziali del dibattito: <em>affinché funzioni la giustizia è necessario che i cittadini capiscano il perché delle regole. Le regole sono al nostro servizio, non noi al servizio delle regole. </em>Non accetta giustificazioni Colombo, non vuol sentirsi dire che se il paese è alla deriva, la colpa è dei politici. <em>Vi pare mai che la Rivoluzione Francese l&#8217;ha fatta il re?</em> Guarda negli occhi dei ragazzi di S. Giorgio e, da disinvolto PM, interroga <em>forse che non conoscete gente che non paga il biglietto del tram? Forse che qualcuno di voi non ha mai preso una strada in senso vietato?</em> Insomma, è necessario che esista una condivisa cultura generale di rispetto delle regole, è necessario che la legalità si diffonda dal basso, nelle singole azioni. La convinzione dell&#8217;ex magistrato è che furbizia e privilegio siano i cancri che attanagliano l&#8217;Italia a tutti i livelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il teorema è più semplice di quello di Pitagora e i liceali di uno scientifico fanno in fretta a capirlo; quanto all&#8217;esempio scelto, la fonte è piuttosto autorevole: <em>sapete perché è finita tangentopoli? Inizialmente le indagini riguardavano potenti personaggi politici, gente in cui i cittadini difficilmente riuscivano a identificarsi. Col passare del tempo le indagini hanno coinvolto personaggi comuni, normali cittadini con i quali ciascuno si poteva identificare. Le bocche si sono improvvisamente chiuse, le dichiarazioni sono terminate e le prove sono venute a mancare. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Dal rapporto del fratello maggiore con il minore a quello del politico con il suo elettorato, in ogni declinazione del vivere comune è arrivato il tempo di sostituire con il rispetto delle regole (che significa rispetto di noi stessi) le logiche di prevaricazione che orientano la vita di un paese in cattiva salute. <em>Tutto non può partire che dai cittadini.</em> È la frase che ripete più spesso, è l&#8217;idea che ha determinato la sua scelta di vita, è il credo in nome del quale un ragazzo di sessant&#8217;anni, zaino in spalla, scorrazza per l&#8217;Italia a incontrare studenti. È il credo in nome del quale la nostra associazione è stata fondata. In bocca al lupo Gherardo, a fronte alta!</p>
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		<title>L&#8217;appello di Roberto Saviano</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 09:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il Bel Paese]]></category>

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		<category><![CDATA[Castelvolturno]]></category>

		<category><![CDATA[Gomorra]]></category>

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		<description><![CDATA[Castelvolturno. Sei extracomunitari muoiono ammazzati da un centinaio di pallottole sparate all&#8217;impazzata da un manipolo di soldati della camorra travestiti da poliziotti. È la soprannominata strage di San Gennaro. Una mattanza che lascia a terra scie di sangue. Le immagini riprese da tv e giornali sembrano uscite dagli anni settanta, gli anni di piombo.
Il giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Castelvolturno. Sei extracomunitari muoiono ammazzati da un centinaio di pallottole sparate all&#8217;impazzata da un manipolo di soldati della camorra travestiti da poliziotti. È la soprannominata <em>strage di San Gennaro</em>. Una mattanza che lascia a terra scie di sangue. Le immagini riprese da tv e giornali sembrano uscite dagli anni settanta, gli anni di piombo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno dopo si scatena la protesta rabbiosa contro le efferatezze compiute, con gli immigrati che bloccano la Domitiana, lanciando accuse di razzismo agli italiani. Il Ministro Maroni promette quattrocento agenti per contrastare più efficacemente la lotta alla criminalità. Mercoledì riferirà in Parlamento.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.afrontealta.com/wp-content/uploads/2008/09/saviano.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa sta accadendo in questa martoriata terra, in cui tutto ciò avviene come se nulla fosse, quasi rientrasse in una normalità del vivere, alla quale assuefarsi inesorabilmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul quotidiano <em>La Repubblica</em> è stata pubblicata lunedì 22 settembre una <a title="La Repubblica: lettera di Roberto Saviano" href="http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/caserta-sparatoria/saviano-omerta/saviano-omerta.html" target="_blank">splendida lettera</a> di Roberto Saviano a Gomorra, che aiuta a fare chiarezza, incitando al cambiamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Auguri di buon compleanno, Roberto. A Fronte Alta!</p>
<p><a href="http://www.afrontealta.com/wp-content/uploads/2008/09/saviano.jpg"></a></p>
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		<title>Musica neomelodica napoletana: maestra d’ignoranza?</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/09/16/neomelodica-maestra-d-ignoranza/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 17:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci siamo imposti più volte in Associazione, così come da mission, di mettere in atto qualsiasi iniziativa e/o opera di sensibilizzazione che riuscisse a porre in essere un’inversione di tendenza della nostra società, in cui l’illegalità è divenuta un fattore endemico, una sottocultura mascherata da cultura popolare che attecchisce sulla gran parte della gioventù partenopea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Times New Roman;">Ci siamo imposti più volte in Associazione, così come da <em>mission</em>, di mettere in atto qualsiasi iniziativa e/o opera di sensibilizzazione che riuscisse a porre in essere un’inversione di tendenza della nostra società, in cui l’illegalità è divenuta un fattore endemico, una sottocultura mascherata da cultura popolare che attecchisce sulla gran parte della gioventù partenopea, quel sostrato sociale al quale sono affidate le nostre forze e le nostre speranze. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Times New Roman;">Ancora una volta si assiste passivamente a qualcosa di grave che si materializza ogni giorno, a tutte le ore, sulle emittenti regionali partenopee e che noi, senza alcuna particolare attenzione, salutiamo con un sorriso per le voci stonate o per i personaggi a dir poco fiabeschi. Basterebbe invece solo un pò d’attenzione per rendersi conto di quanto la musica neomelodica giochi un ruolo chiave nella diseducazione delle attuali generazioni, veri e propri maestri dell’illegalità imbandiscono tavole di sottocultura alle quali invitare commensali facilmente <em>adescabili</em>. Senza voler generalizzare, mi concentro principalmente sulla canzone di un bambino di undici anni, tale Giuseppe Junior, il quale in <a title="Bellissima" href="http://it.youtube.com/watch?v=4oXGJea92P8"><em>Bellissima</em></a> esorta la propria fidanzatina coetanea a togliersi la minigonna per abbandonarsi in un’unione sessuale, ed a non rimetterla in modo che possano rifarlo ancora una volta. È assurdo! Un bambino di soli undici anni che inneggia al sesso tra minori come se fosse una cosa normale, un invito profondo a chi è ancora per natura fuori dei giochi di sesso, a tentare in tutti i modi di raggiungere quell’obiettivo. Non parlo qui di etica, ma parlo di funzione diseducativa di tale canzone, parlo soprattutto di uno sfruttamento dell’immagine di un bambino a scopo lucrativo fatto in barba alle leggi sui minori dello Stato italiano. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Times New Roman;">Aggiungo inoltre, sulla scia della musica neomelodica dei <em>bambini</em>, la canzone di Arianna <a href="http://it.youtube.com/watch?v=6o_MxD7cEws"><em>A nonna mia</em></a>, nella quale tale bambina prova un bene immenso per la sua arzilla nonna alla quale non basta l’esercizio di usuraia, è talmente in gamba da vendere le sigarette di contrabbando nel proprio rione. Queste parole proferite da bambini, hanno un effetto deleterio sui coetanei che le ascoltano, bisogna impedire che questa sottocultura prenda il sopravvento, bisogna impedire che i bambini vengano usati come forieri di illegalità!</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando lo Stato entra in curva</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/09/06/quando-lo-stato-entra-in-curva/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 13:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma-Napoli. La partita a rischio per eccellenza, ancora più a rischio dopo gli scontri dell&#8217;anno scorso, presso l&#8217;Autogrill di Montepulciano.
Undici su quindici i treni devastati, 500.000 euro di danni, arresti che si contano sulle dita di una mano, numerosissime le condanne alle quali aggiungiamo anche la nostra di sportivi napoletani. Una sola domanda: chi ha reso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Roma-Napoli. La partita a rischio per eccellenza, ancora più a rischio dopo gli scontri dell&#8217;anno scorso, presso l&#8217;Autogrill di Montepulciano.</p>
<p style="text-align: justify;">Undici su quindici i treni devastati, 500.000 euro di danni, arresti che si contano sulle dita di una mano, numerosissime le condanne alle quali aggiungiamo anche la nostra di sportivi napoletani. Una sola domanda: <strong>chi ha reso possibile tutto ciò?</strong></p>
<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px; text-align: justify;"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm2.static.flickr.com/1303/539773919_397c6d247d_m_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nella serata del sabato precedente l’incontro, il numero di biglietti venduti ai tifosi napoletani era di 3096. La stragrande maggioranza dei tifosi, come reso noto attraverso volantini e striscioni, sembrava intenzionata a raggiungere la capitale in treno pagando il regolare biglietto (così ricordava l’ANSA sabato sera). Solo un centinaio i tifosi partiti alle 8.24; la polizia doveva aspettarsene altri 3000 circa. Sappiamo, invece, che dalle 9 si è scatenato un inferno che è durato fino alla sera.</p>
<p style="text-align: justify;">Da Repubblica:<br />
<em>Per le Ferrovie non avrebbero dovuto salire sul treno quei tifosi perchè non avevano biglietto. È stata un’ordinanza urgente della Prefettura di Napoli a prescrivere all’azienda di farli viaggiare. </em>Motivi di ordine pubblico<em>, ha scritto il Prefetto. Così le Ferrovie hanno aperto gli sportelli agli ultrà e hanno addirittura consigliato ai passeggeri che erano già sul convoglio ed erano diretti a Torino di scendere e trovare </em>un’altra soluzione<em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Può, lo Stato, favorire l’Antistato? Ma soprattutto riduciamo la questione al seguente dilemma: possiamo concludere che le forze dell’ordine siano così<strong> incompetenti</strong> da non saper gestire situazioni di questo tipo, nonostante l’arcinota pericolosità della partita in questione, o dobbiamo, piuttosto, insinuare che la situazione sia stata <strong>creata ad arte</strong> per legittimare futuri provvedimenti disciplinari e misure di pubblica sicurezza?</p>
<p style="text-align: justify;">Sia chiaro: ogni punizione nei confronti dei facinorosi sarà sacrosanta. Meno sacrosanta è l’emergenza creata ad arte.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Se questo è il calcio d&#8217;inizio</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/08/31/se-questo-e-il-calciodinizio/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 20:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Napoli, tifosi padroni del treno. Petardi e fumogeni anche a Termini.&#8221; - Corriere della Sera.it
Roma-Napoli, prima giornata di campionato. Una storia già vista. In Italia non si è in grado di giocare una partita di calcio senza schieramento massiccio di agenti di polizia, carabinieri e finanzieri in assetto antisommossa. Dopo i tafferugli saranno vietate le trasferte. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Napoli, tifosi padroni del treno. Petardi e fumogeni anche a Termini.&#8221; - Corriere della Sera.it</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Roma-Napoli, prima giornata di campionato. Una storia già vista. In Italia non si è in grado di giocare una partita di calcio senza schieramento massiccio di agenti di polizia, carabinieri e finanzieri in assetto antisommossa. Dopo i tafferugli saranno vietate le trasferte. Un tranquillo e appassionato tifoso non potrà seguire la sua squadra del cuore. Per colpa di chi?</p>
<p style="text-align: justify;">I fatti. All&#8217;arrivo di un migliaio di tifosi che pretendono di salire senza biglietto presso la stazione di Napoli Piazza Garibaldi, parte il caos. Dalla Prefettura l&#8217;ordine di far salire i tifosi per motivi di ordine pubblico. I controllori, in quattro rimarranno contusi, consiglieranno ai passeggeri paganti regolarmente il biglietto di prendere altri treni. Tra questi c&#8217;è chi avrebbe dovuto lavorare dal giorno seguente, in piedi sin dal buon mattino. O chi come una signora, ha pianto e gridato contro l&#8217;atteggiamento camorristico dei tifosi, per portare suo figlio bisognoso di cure al Gaslini di Genova.</p>
<p style="text-align: justify;">I passeggeri. Duecentocinquanta circa, alla fine fatti scendere dall&#8217;Intercity Modigliani per raccogliere i tifosi del Napoli diretti all&#8217;Olimpico. Partirà ben tre ore dopo, un crescendo di tensioni. Il treno si riempie all&#8217;inverosimile. Lungo il viaggio si scatena la furia rabbiosa con la devastazione delle carrozze, incluse le tendine, i sedili, i finestrini, i bagni con gran sporcizia ovunque da contorno.</p>
<blockquote><p>&#8220;Ultrà del Napoli padroni del treno. Ferrovie: danni per 500.000  euro.&#8221; - La Repubblica.it</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;eredità di mezzo milione di euro, secondo i danni quantizzati da Trenitalia. Giunti alla stazione di Roma un fiume di ragazzi ha attraversato la stazione lanciando nei corridoi e inveendo contro il <em>romano bastardo</em>, tutto sotto gli occhi vigili delle forze dell&#8217;ordine. Caricati su autobus, a detta di un tranquillo tifoso come delle <em>bestie</em>, concludono allo stadio la mattinata sfondando i cancelli, brandendo i bastoni per le bandiere come armi, lanciando fumogeni e minacciando di spaccare tutto. All&#8217;ingresso avvenuto nel secondo tempo il via libera senza controlli.</p>
<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px; text-align: justify;"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm3.static.flickr.com/2016/2233929067_83d97cf847_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un tifoso napoletano è stato accoltellato nell&#8217;intervallo e un tifoso romano è stato trovato in possesso di un martello, del quale ha tentato di disfarsene all&#8217;arrivo della polizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa è successo? All&#8217;atto della decisione di vendere circa quattro mila biglietti alla tifoseria del Napoli-decisione dell&#8217;osservatorio istituito dal Viminale- è mancato il polso della situazione assieme ad un coordinamento tra forze istituzionali che prevedesse eventuali disordini. C&#8217;è chi ha parlato di &#8220;trappole&#8221; tese alla tifoseria, approfittando della storica rivalità tra le due squadre e dei cani sciolti che avrebbero avuto spazio e visibilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Trenitalia aveva sconsigliato l&#8217;utilizzo del treno per la coincidenza col 31 agosto, data di arrivi e partenze; i tifosi, a loro volta, per timore di distruzione delle autovetture ed incidenti all&#8217;esterno dell&#8217;Olimpico hanno preferito utilizzare il treno; la questura ha dato l&#8217;ok alla partenza perché in caso contrario si sarebbero esasperati quegli animi già esacerbati da tensioni e attese. Intanto i passeggeri si accomodavano altrove.</p>
<p style="text-align: justify;">Desiderio di sentirsi importante, di essere qualcuno nel branco abbandonandosi alla violenza gratuita e offendendo con atti oltraggiosi la città, il tifo vero e la stessa società. Napoli torna alla ribalta e la mortificazione delle persone civili si esprime in forum, blog e lettere ai giornali per evitare facili strumentalizzazioni o bieche generalizzazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi sono queste teste calde?</p>
<p style="text-align: justify;">Per taluni bisogna accettarli cosi come si presentano, vite deviate, bisognosi di sfogarsi dentro e fuori l&#8217;arena, grazie ai riflettori puntati per l&#8217;occasione. Molti di questi tifosi, secondo testimonianze raccolte <em>sul campo</em>, sono stati impegnati nel secondo tempo a inveire contro gli avversari, senza rivolgere un solo sguardo al gioco di Hamsik e Lavezzi ma lanciando fumogeni e petardi. C&#8217;è chi parla di camorra dietro i disordini di questa prima domenica di campionato.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto serve però reprimere  un&#8217;intera tifoseria?</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto può contare il ruolo delle società nell&#8217;isolare i facinorosi? (Vedasi il caso di Fiorentina - Juventus senza incidenti)</p>
<p style="text-align: justify;">Norme più severe o rigidità nell&#8217;applicarle?</p>
<p style="justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Cercasi occhi nuovi per uno sguardo innovativo sul mondo</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/08/28/siamo-alla-ricerca-di-occhi-nuovi/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 13:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il Bel Paese]]></category>

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		<category><![CDATA[Vita d'associazione]]></category>

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		<category><![CDATA[studenti universitari]]></category>

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		<description><![CDATA[
Stiamo tornando. Le città iniziano lentamente a ripopolarsi. La mente è ancora rivolta altrove, alla distrazione. al bel tempo vissuto e al necessario relax dopo un anno di lavoro o di studio intenso. A Fronte Alta ricomincia da dove era rimasta. Nonostante i suoi silenzi dovuti ai motivi pocanzi sottolineati, sta per riprendere la sua vita, a partire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm1.static.flickr.com/190/491760049_4124fa07c2_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo tornando. Le città iniziano lentamente a ripopolarsi. La mente è ancora rivolta altrove, alla distrazione. al bel tempo vissuto e al necessario relax dopo un anno di lavoro o di studio intenso. A Fronte Alta ricomincia da dove era rimasta. Nonostante i suoi silenzi dovuti ai motivi pocanzi sottolineati, sta per riprendere la sua vita, a partire dalla prossima riunione in programma che vedrà tutti attorno ad un tavolo, in attesa di un&#8217;agognata sede che possa accogliere un giorno le nostre lunghe conversazioni, le idee, i pensieri, le proposte e le decisioni dei soci e dei simpatizzanti di A Fronte Alta.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>&#8220;Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo&#8221;.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Concedeteci questa menzione musicale. Più o meno nasce con queste intenzioni A Fronte Alta! Partorita dopo diverse riunioni nell&#8217;ultima parte del 2007, vede la luce al principio del gennaio 2008.</p>
<p style="text-align: justify;">Non nacque precisamente al bar ma tra una pausa in biblioteca, un caffè a casa e una birra al pub. Le prime tracce di quest&#8217;idea comune risalgono ad un anno fa. Il desiderio di far sentire la propria voce è sempre stato forte, mai presuntuoso o autoreferenziale ma orgoglioso di mostrare che tanti giovani studenti universitari non intendono più subire in silenzio il pesante degrado culturale, la sopportazione del cancro camorristico, le etichette e i luoghi comuni, cosi come la sopraffazione e gli abusi di potere di ogni casta. Preferiscono far luce su coloro che ogni giorno, giovani e meno giovani, appartenenti ai più svariati mondi o categorie sociali, lavorano talora lontano dai riflettori per migliorare le persone e l&#8217;ambiente circostante. Con lo stesso spirito positivo, cerchiamo per quanto possibile di responsabilizzare e animare giovani delusi dalla politica e amareggiati come noi dall&#8217;immobilismo di talune istituzioni e dal letargo di una certa opinione pubblica. Stimolare e incentivare altri giovani all&#8217;aggregazione sociale è essenziale per dare forma a nuove idee e nascoste potenzialità che vadano a strutturare la colonna vertebrale di A Fronte Alta.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spunto per il nome fu offerto da una frase che l&#8217;ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini rivolse proprio ai giovani di allora, durante un discorso di fine anno del 31 dicembre 1983:</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="center;"><em><strong>&#8220;Siate uomini liberi, in piedi, a fronte alta, padroni del vostro destino e non servitori in ginocchio&#8221;</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;abbiamo fatta nostra quella frase, amiamo ripeterla spesso, in ogni occasione ed è a quell&#8217;appello che ci rifacciamo ogni volta per scuotere le coscienze di ogni generazione, nella speranza di seminare gradualmente quella volontà di cambiamento di cui avvertiamo tutti un estremo bisogno. A Napoli e in Italia. In città. Nel paese. In Europa come nel mondo. C&#8217;è in posta la qualità della nostra vita,i diritti sanciti dalla Costituzione spesso calpestati, la questione meridionale, irrisolta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rifiuti, camorra, disoccupazione, droga, corruzione, illegalità, evasione scolastica, criminalità, lavoro nero, morti bianche, violenza. E tanta miseria umana.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Napoli, capitale illustre di storia e cultura ridotta a perenne focolaio dei problemi italiani. Constatiamo la cruda realtà dei fatti. Tra luci ed ombre la evidenziamo e tentiamo di analizzarla per cercare le risposte più consone. Convinti che non siano pochi i giovani vogliosi di un cambiamento vero. La realtà multiforme non richiede occhiali nuovi ma nuovi occhi, che guardino lontano e non si riflettano in quel partito o in quel colore. Per questo motivo crediamo che ciascuno possa arricchire il patrimonio di visioni e prospettive comuni attraverso le sue libere idee.</p>
<p style="text-align: justify;">In un tempo di vita associativa cosi breve e inaspettatamente intenso, numerosi sono stati gli avvenimenti, le discussioni, gli incontri a tema, le nuove interessanti conoscenze e i progetti elaborati cantierati e in via di definizione. Un tempo fatto di riunioni serali, di riflessioni e proposte, di critiche e suggerimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono trascorsi già otto mesi durante i quali abbiamo mosso i primi passi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>un dibattito pubblico aperto alla cittadinanza di Portici organizzato nella sala ex cinema Capitol sull&#8217;emergenza rifiuti dal titolo ironico <em>Per non affogare in un mare di balle</em> con la presenza di noti esperti e punti di vista diversi, al fine di stimolare il senso critico e un&#8217;idea complessiva della tragedia ambientale campana;</li>
<li>la collaborazione con la Federazione &#8220;Città del Monte&#8221; nel promuovere Gomorra, il film di Matteo Garrone, in occasione del collaudato cineforum all&#8217;aperto <strong>Fresko film</strong> svoltosi nella città di Portici, con una grande promozione dell&#8217;Associazione visibile su circa 50.000 volantini;</li>
<li>un protocollo d&#8217;intesa con la scuola media statale Macedonio Melloni per la realizzazione di un progetto sull&#8217;emergenza rifiuti riguardante la realizzazione di spot e un cortometraggio tra i ragazzi di Portici;</li>
<li>l&#8217;idea di un premio nazionale proposto al Comune di Portici, dedicato alla figura di Giovanni Falcone che si spera possa andare in porto a partire dal prossimo anno.</li>
</ul>
<p style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm3.static.flickr.com/2258/2421181892_690cce9940_m_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ora più che mai abbiamo bisogno di persone che dedichino una porzione del loro tempo ad una passione, a quella voglia di cambiare la realtà che ribolle dentro, mossa dalla sana convinzione che non è più tempo di accontentarsi ma di pretendere e far valere i propri diritti, oltre al consueto rispetto dei propri doveri. Quel farsi <em>padroni del proprio destino</em> realmente, ogni giorno, discutendo, suggerendo, indagando e criticando, purchè la parola d&#8217;ordine torni ad essere la <strong>partecipazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo essere pertanto una vetrina nuova, trasparente, pulita per quei giovani ancora giovani (perchè pare che i giovani vecchi siano in aumento) che amano la propria terra, credono nella legalità, sperano in un avvenire migliore senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, appartenenza politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo quelli che hanno in tasca pochi euro ma una grande voglia di fare. Vorremmo che lo stesso entusiasmo, la stessa passione che ci anima contagiasse ragazze e ragazzi di ogni dove.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel nostro piccolo il sito ha raccolto visite da oltre centoquaranta città italiane e diciotto paesi in Europa e nel mondo. Abbiamo lasciato il porto e la navigazione non è mai semplice. Con coraggio andiamo avanti. Per noi il motto cambia: tutti sono utili, ognuno è necessario. Vi aspettiamo numerosi. Scrivete a <a href="mailto:info@afrontealta.com">info@afrontealta.com</a>.</p>
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		<title>Rivoluzionare Scampia. Per sempre</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 08:55:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Di ieri la notizia dell&#8217;arresto di sette spacciatori a Scampia. All&#8217;interno delle vele rossa e gialla, giovani uomini che per mille ragioni vivevano spacciando droga d&#8217;ogni sorta, assieme al kit del perfetto tossicodipendente, tra incroci di edifici fatiscenti, specchi rotti e come se non mancasse, circondati da rifiuti ed erbacce. Sfortunati sicuramente, divenuti aridi come quegli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm2.static.flickr.com/1389/1378488407_b4d70b3d92_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="Times New Roman;">Di ieri la notizia dell&#8217;arresto di sette spacciatori a Scampia. All&#8217;interno delle vele rossa e gialla, giovani uomini che per mille ragioni vivevano spacciando droga d&#8217;ogni sorta, assieme al kit del perfetto tossicodipendente, tra incroci di edifici fatiscenti, specchi rotti e come se non mancasse, circondati da rifiuti ed erbacce. Sfortunati sicuramente, divenuti aridi come quegli alberi intristiti di color giallo canarino, assiepati in file lungo i larghi viali vecchio asfaltati che aspettano invano un giardiniere comunale. Quanta tristezza in quest&#8217;angolo di Napoli, lontana dal mare e dalla città. Un non luogo, un villaggio senza logica con al centro un polmone verde, tipico contentino per compensare i danni prodotti attorno. Perchè non ci si ribella al fatto che questo tipo di vita è un insulto alla vita stessa, un&#8217;offesa al valore di quella che il filosofo Foa ha definito <strong>una possibilità</strong>? La vita, per l&#8217;appunto, che non merita di essere vissuta in questi contesti di degrado, solitudine e dilagante miseria.</span></p>
<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px; text-align: justify;"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm2.static.flickr.com/1061/1182931086_2560db6223_m_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="Times New Roman;">L&#8217;eccessiva tolleranza che esprimiamo dinnanzi alle nostre disgrazie quotidiane, accompagnata da una naturale stanchezza per i troppi problemi che ci sommergono, dovrebbe trovar modo di mutarsi in una repentina e doverosa richiesta di diritti, ampiamente sanciti dalla Costituzione che per un ventiquattrenne non rappresentano nè carta straccia, nè pagine ingiallite del dopoguerra. Inventiamoci allora un&#8217;altra Scampia, facciamone tabula rasa affinchè rinasca con un <em>project financing</em>, fondi pubblici e privati supportati da uno scatto d&#8217;orgoglio vigoroso e da una volontà politica ferrea di tutte le istituzioni, a Roma come a Napoli. Chi lotta oggi per conservare lo status quo dei luoghi, può solo essere complice di chi trae benefici dalla droga o preferisce soluzioni a basso impatto improduttive, lì dove un sano decisionismo volto alla riqualificazione, purchè ampiamente discusso, potrà solo generare nuova vita. Scampia sembra attaccata ad un respiratore, sembra in coma vegetativo e vorrebbe uno spazio ragionato e un tempo diverso per le sue genti, oneste e lavoratrici, che conservano con orgoglio la propria dignità a testa alta e sopravvivono tra mille difficoltà  nella grigia e solitaria periferia. Non si comprende cosa possa connettere una stazione della metropolitana, se non il nulla al centro. Manca una visione d&#8217;insieme<span> </span>e di ampio respiro che faccia di Scampia un centro a tutti gli effetti.  Una rinascita, iniziata alcuni anni fa con l&#8217;abbattimento delle vele è sicuramente possibile. Lanciando un concorso internazionale che richiami i migliori architetti e urbanisti per restituire la libertà ad una terra sequestrata e maltrattata, eliminando per sempre le contraddizioni intrinseche fatte di casermoni buoni per mangiare, dormire e spacciare. È a dir poco stupefacente che nessun esponente delle classi dirigenti spenda solo una parola sulla necessità di un cambiamento radicale, drastico se non <em>rivoluzionario</em>. Le giovanissime generazioni non possono più attendere il futuro, una parola lontana, abusata, quasi astratta, talora un comodissimo alibi. Esportiamo dunque la bellezza a Scampia, diffondiamo i colori, offriamo la gioia di vivere che in tanti tra insegnanti, sacerdoti e volontari donano già ogni giorno, ma in un ambiente a misura d&#8217;uomo, sano, dignitoso e soprattutto giusto.</span></p>
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		<title>Il passato e il futuro nelle parole di Marotta</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 13:28:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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Di seguito la lettera pubblicata su Repubblica, edizione Napoli in data mercoledì 4 giugno 2008 nella rubrica La parola ai lettori:
In occasione della Festa della Repubblica, si è svolto un incontro a Ercolano, presso la casina del mosaico all&#8217;interno del Parco Inferiore della Villa La Favorita. Ultimata nel 1768, ha ospitato genti illustri provenienti da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm4.static.flickr.com/3280/2544994320_2da6b91b09_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito la lettera pubblicata su <strong><em>Repubblica</em></strong>, edizione Napoli in data mercoledì 4 giugno 2008 nella rubrica <strong>La parola ai lettori</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>In occasione della Festa della Repubblica, si è svolto un incontro a Ercolano, presso la casina del mosaico all&#8217;interno del Parco Inferiore della Villa La Favorita. Ultimata nel 1768, ha ospitato genti illustri provenienti da ogni dove. In occasione del matrimonio con Ferdinando IV, fu celebrato un ricevimento con tutti gli onori per Maria Carolina d&#8217;Austria. Agli inizi dell&#8217;Ottocento re Ferdinando vi sbarcò dopo la conquista del regno a opera del cardinale Ruffo. Nel 1879 la villa ospitò il pascià Kedivé d&#8217;Egitto, presente sui libri di storia per l&#8217;apertura del canale di Suez. Ieri è stata la volta dell&#8217;avvocato Marotta, presidente dell&#8217;Istituto Italiano per glI Studi Filosofici, giunto per tenere &lt;&lt;un&#8217;orazione ai giovani ercolanesi&gt;&gt;. Parole forti e alte, di condanna per questo tempo cupo che ci avvolge, per coloro che pensano soltanto alla cura dei propri interessi, per commentatori settentrionali che hanno dimenticato quante tonnellate di rifiuti tossici del Nord abbia ingoiato la nostra terra. Ho capito quanto sia importante la ricerca delle radici storiche napoletane per comprendere le difficoltà del tempo presente. Con le sue parole e i suoi gesti è stato capace di rendere reali, meglio di una ricostruzione virtuale eventi avvenuti agli albori della nascita della Repubblica Partenopea del 1799. Sembrava di rivedere sul palco Eleonora Pimentel Fonseca, Cirillo, Pagano, i vescovi, tutti a giurare per la filosofia, la libertà, la Repubblica. Infine il richiamo alla Costituzione italiana, alla sua estrema attualità e il discorso audio tenuto da Piero Calamandrei sulla Costituzione presso l&#8217;Università Umanitaria di Milano nel 1955. In qualità di studente universitario e giovane cittadino di questa antichissima città, alla ricerca di punti di riferimento dall&#8217;animo nobile e di incentivi per continuare a vivere, studiare e magari lavorare in questa terra, desidero ringraziare colui che con la sua opera e il suo amore tiene alto il nome di Napoli nel mondo, facendo rivivere la storia e la bellezza del nostro passato. Con la speranza di costruire un avvenire migliore.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Luca Coppola Ercolano - Napoli</em></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span style="Times New Roman;"> </span></p>
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		<title>Berlusconi santo subito</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 18:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo il contenuto di un lunghissimo striscione sistemato a Fuorigrotta, che accoglie il premier a Napoli. Se, continua, elimina rifiuti e criminalità, a testimoniare il clima di attesa creatosi attorno all&#8217;evento odierno che ha visto il consiglio dei ministri riunirsi presso la Prefettura per provvedimenti e misure legate all&#8217;economia e alla sicurezza.
Come giudicate le misure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo il contenuto di un lunghissimo striscione sistemato a Fuorigrotta, che accoglie il premier a Napoli. <em>Se</em>, continua, <em>elimina rifiuti e criminalità</em>, a testimoniare il clima di attesa creatosi attorno all&#8217;evento odierno che ha visto il consiglio dei ministri riunirsi presso la Prefettura per provvedimenti e misure legate all&#8217;economia e alla sicurezza.</p>
<p>Come giudicate le misure adottate dal consiglio dei ministri sull&#8217;emergenza rifiuti? Quali sono le vostre aspettative?</p>
<p>Ecco in breve le decisioni approntate:</p>
<ul>
<li>nomina di Guido Bertolaso, attuale capo della Protezione civile, a sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all&#8217;emergenza rifiuti e superpoteri;</li>
<li>cinque siti secretati per le discariche in tutte e cinque le province campane secretati sino alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale che ingoieranno un totale di dieci milioni di tonnellate di immondizia;</li>
<li>le discariche della Campania saranno aree di interesse strategico-militare e verranno presidiate dall&#8217;esercito, a Barbara Contini, ex governatrice di Nassirya in Iraq, toccherà invece il difficile compito di mediare con le popolazioni dei territori sui quali verranno aperte le discariche;</li>
<li>per superare l&#8217;emergenza, inoltre, si punterà su quattro termovalorizzatori di cui uno a Napoli da stabilire entro 30 giorni;</li>
<li>l&#8217;immediata riattivazione del termovalorizzatore di Acerra che dovrà riattivarsi entro la fine del 2008 (sebbene ogni gara di aggiudicazione vada deserta nonostante le numerose agevolazioni);</li>
<li>entro trenta mesi sarà conclusa la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno, al quale si aggiungerà quello di Santa Maria La Fossa;</li>
<li>è prevista la chiusura di sette impianti di combustione dei rifiuti per essere trasformati in impianti per il compostaggio di qualità, consentendo secondo le intenzioni, la raccolta differenziata;</li>
<li>i comuni che non raggiungono gli obiettivi del 25% per la raccolta differenziata entro il 2008, del 35% entro il 2009 e del 50% entro il 2010, subiranno una maggiorazione della tariffa per lo smaltimento pari rispettivamente al 25%, al 35% e al 50% per ogni tonnellata di rifiuti.</li>
<li>tre i commi, inseriti in un unico articolo del decreto, che inaspriscono le pene per chi da domani tentera&#8217; di bloccare le iniziative per risolvere l&#8217;emergenza rifiuti. Il primo comma, afferma che &#8221;chi entra abusivamente nelle aree dichiarate di interesse strategico nazionale o renda difficoltoso l&#8217;accesso alle aree medesime, e&#8217; punito a norma dell&#8217;articolo 682 del codice penale&#8221; che prevede una pena da 3 mesi ad un anno. Il secondo comma stabilisce invece che &#8221;chi impedisca, ostacoli o renda difficoltosa la complessiva azione di gestione dei rifiuti e&#8217; punito a norma dell&#8217;articolo 340 del codice penale&#8221;. La pena e&#8217; fino ad un anno ma per i &#8221;capi, promotori od organizzatori&#8221; sono puniti con la pena fino a cinque anni. Il terzo comma, infine, afferma che &#8221;chi distrugge o rovina i beni e gli impianti legati alla gestione dei rifiuti e&#8217; punito ai sensi dell&#8217;articolo 635 comma 2 del codice penale&#8221;. La pena prevista va da sei mesi a tre anni.</li>
</ul>
<p>              </p>
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		<title>Naples is burning</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/05/17/napoli-is-burning/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 12:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa resta di quella città affacciata sul golfo dipinta da Giacinto Gigante nelle sue tele ottocentesche? In questo scorcio di maggio inoltrato, non più panorami incantevoli tornano alla memoria, bensì le cronistorie crude di Matilde Serao ad osservare attoniti le molteplici emergenze insolute che traboccano dai televisori delle case degli italiani. Dai rifiuti che sembrano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cosa resta di quella città affacciata sul golfo dipinta da Giacinto Gigante nelle sue tele ottocentesche? In questo scorcio di maggio inoltrato, non più panorami incantevoli tornano alla memoria, bensì le cronistorie crude di Matilde Serao ad osservare attoniti le molteplici emergenze insolute che traboccano dai televisori delle case degli italiani. Dai rifiuti che sembrano moltiplicarsi levando ossigeno e dignità ad una società civile ormai a pezzi, alla questione Rom e dei campi dati alle fiamme. È un clima nevrotico quello che si respira, un cocktail di sopportazione ed eccessi di ira che spinge giovani muniti di molotov ad appiccare il fuoco ai campi improvvisati di una periferia alle porte di Napoli. Altri giovani ancora, in varie zone della città, sparpagliano cumuli di sacchetti aperti e sfusi sulle arterie principali, bloccando il traffico nelle ore di punta. La vecchia capitale del Regno delle Due Sicilie sembra un&#8217;anziana signora rapinata e spogliata dei suoi averi. Se la stessa esasperazione che monta tra la gente fosse condotta nei confronti dei camorristi, Napoli sarebbe una città libera. Nulla di tutto ciò avviene perché la stessa camorra offre pane e companatico, insinuandosi nei vuoti lasciati dallo Stato e nella trascuratezza decennale delle istituzioni che hanno lasciato un cartello <span style="color: #000000;"><strong>Torno subito</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">I disordini spettacolari di questi giorni, sommati all&#8217;impotenza e/o l&#8217;incapacità di ripristinare l&#8217;ordine pubblico, offrono agli occhi dei media il termometro dell&#8217;umore generale. Sullo stato di natura hobbesiano, <strong>Bossi</strong> ripete: <em>La gente fa quello che non riesce a fare la classe dirigente. Bisogna dare sicurezza.</em> Da apprezzarne la sincerità. È raro poi, che nei TG di punta quando l&#8217;oggetto del servizio sia Napoli, si intervistino persone che parlino la lingua italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">La preferenza giornalistica, guarda caso, cade quasi sempre su donne e uomini del volgo, dall&#8217;accento dialettale e movenze folkloristiche da peggior sceneggiata, offrendo una rappresentazione settaria, falsa e ingiusta della gente di Napoli al paese intero. A Fronte Alta prova ad approfondire lo sguardo d&#8217;insieme:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ponticelli </strong>è un grosso quartiere della periferia orientale di Napoli. Vi risiedono circa cinquantacinque mila persone, senza contare l&#8217;elevato numero di abusivi e clandestini che secondo alcuni porterebbe il numero oltre i sessantamila. Affonda la propria identità storica nella presenza di insediamenti romani e influenze religiose fenicie. Ha rivestito inoltre un ruolo politico sia durante la rivoluzione partenopea, con la dura reazione borbonica che vide tredici impiccagioni, sia durante le quattro giornate di Napoli, testimone di una strage nazista che vide perire trentaquattro innocenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi è un quartiere connotato da un contesto di degrado urbano, sociale, economico con un alto tasso di criminalità. Come in altre periferie, la disoccupazione tocca livelli elevati per l&#8217;assenza di politiche mirate e il forte peso nella zona della camorra. I Sarno costituiscono, tra gli altri, il clan più aggressivo e al contempo più autonomo insieme al clan Di Lauro di Secondigliano. Eppure un tempo Ponticelli costituiva un comune a sè, inglobato alla città durante il fascismo nel programma di ampliamento cittadino. Nel dopoguerra, nonostante il fallimento del piano, conservò una duplice anima agricola ed industriale ma i problemi sorsero immediatamente dopo, con la ricostruzione caratterizzata dalla grande speculazione edilizia sotto il sindaco <strong>Achille Lauro</strong>. Il bisogno di case portò alla realizzazione di centinaia di rioni malsani e sovrappopolati che raccolsero la numerosa immigrazione dall&#8217;hinterland e successivamente gli sfollati dopo il terremoto del 1980.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="mw-headline">Il <strong>Rione Conocal</strong> ad esempio, è</span> una zona del quartiere di Ponticelli posta tra Via Argine e Lotto Zero. Caratterizzata da vecchie palazzine, tele di amianto e cemento, costituisce covo per spacciatori e tossicodipendenti, mentre il <strong>Rione Inicis</strong> è situato vicino ai quartieri di Volla e Caravita, nella quale è situata buona parte dell&#8217;attività illegale e del racket della zona ed è quindi gestito dalla criminalità organizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">A questi problemi si aggiunge l&#8217;alta percentuale di evasione scolastica e di disagio culturale. La rilevante presenza di immigrati extracomunitari, non ha mai creato problemi di convivenza particolari. Fortunatamente non è solo degrado quello che affiora, grazie all&#8217;impegno quotidiano di persone desiderose di restituire un&#8217;immagine gradevole e diversa della zona, attraverso manifestazioni sociali e culturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ponticelli. Una periferia dell&#8217;anima. Palazzi grigi o casermoni ripetuti all&#8217;ossesso che si stagliano in file, ben visibili dalla tangenziale e la accomunano ad altri quartieri simili di Roma, Palermo, Bari. Gente tranquilla, persone per bene, schiere di lavoratori, famiglie e studenti che convivono con <em>gli altri</em>. Sono questi altri coloro i quali sporcano loro malgrado l&#8217;ambiente, rispondono alle leggi del sistema, spacciano droga per campare, tra quartieri fantasma e piazze di vendita al dettaglio. I napoletani, ad onor del vero, sono per natura un popolo accogliente e tollerante. Il porto, emblema di flussi secolari fatti di traffici commerciali, di incontri tra genti e culture lontane, costituisce l&#8217;orizzonte di tolleranza e apertura verso il mondo, ben interiorizzato nei secoli dalla popolazione partenopea. Sentire puntati addosso indici istituzionali che accusano di razzismo e xenofobia fa male.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure è accaduto che si sia scatenata una reazione violentissima da parte di teppisti partiti dai fortini della camorra contro il presunto tentativo da parte di una minorenne rom di portar via una bimba. Indagano gli acquirenti sull&#8217;accaduto, mentre sciacalli, tra cui il figlio di un camorrista accusato di strage, si aggiravano immediatamente dopo i roghi, tra le macerie fumanti, morali e materiali, cercando di recuperare qualche radio, tv, videoregistratore, frugando qua e la tra le baracche annerite. Una foto su tutte racconta di questo popolo, i rom, perseguitato sin dalla notte dei tempi: una colonna di sgarrubati ape car arrugginiti, con a bordo intere famiglie scortate dalla polizia che fuggono con le poche cose tratte in salvo. È sembrato di rivedere uno sgombero delle S.S. nei sobborghi di Berlino. La meta? Incognita.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;apice del fallimento politico si è raggiunto con l&#8217;ipocrisia delle dichiarazioni di sdegno e l&#8217;attacco all&#8217;intolleranza. Lo Stato, la Regione, il Comune, dove erano mentre i nomadi albergavano in condizioni igienico sanitarie da quarto mondo? Dove erano le istituzioni mentre proliferavano gli insediamenti abusivi e fatiscenti dei Rom su terreni demaniali abbandonati? La politica da queste parti fa spallucce, non essendo in grado di interpretare la realtà, i suoi bisogni, le istanze dal basso. Il non decisionismo alla lunga paga, arrivando a chiudere entrambi gli occhi sulle condizioni sanitarie impossibili di centinaia di persone, moltissime delle quali bambini e donne. E sul diritto alla sicurezza e ad un minimo di vivibilità degli abitanti di una periferia già martoriata.</p>
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		<title>La politica latitante</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 13:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ La camorra non esiste.
La mafia non esiste.
La ndrangheta non esiste.
La premessa dell&#8217;attuale campagna elettorale è la marginalizzazione della questione principe delle nostre esistenze da cittadini italiani: le mafie. Un&#8217;esclusione netta perchè fastidiosa sottolineata di recente da Roberto Saviano. Emerge cosi un totale disinteresse dei partiti e dei candidati premier rispetto alla malavita organizzata.
Nel variegato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p> <strong>La camorra non esiste.<br />
La mafia non esiste.<br />
La ndrangheta non esiste.</strong></p></blockquote>
<p>La premessa dell&#8217;attuale campagna elettorale è la marginalizzazione della questione principe delle nostre esistenze da cittadini italiani: le mafie. Un&#8217;esclusione netta perchè fastidiosa sottolineata di recente da Roberto Saviano. Emerge cosi un totale disinteresse dei partiti e dei candidati premier rispetto alla malavita organizzata.</p>
<p>Nel variegato panorama di simboli e liste, sembra davvero arduo individuare una sola persona che tratti l&#8217;argomento nelle sue molteplici sfaccettature, impegnandosi a debellare, attraverso una legislazione più severa e maggiori risorse, il cancro che paralizza il paese intero, il mezzogiorno e in particolare la Campania un tempo <em>felix</em>, terra dalle innumerevoli potenzialità ma oltraggiata dalla commistione di criminalità, politica e imprenditoria.</p>
<p>I fatti di cronaca, le persone coinvolte, i contesti in cui attecchiscono gli affari sporchi sono diventate quotidianeità note a tutti. Chiunque conosce e riconosce i personaggi di paesi e quartieri che tengono sotto scacco l&#8217;economia, controllano i traffici di droga, attuano con feroci intimidazioni il racket e le estorsioni. Secondo una cifra approssimata, solo nella regione campana, pregiudicati, boss dal cognome pesante, famiglie e affiliati sono quantificabili in 150.000 persone.</p>
<p>Un pò più a sud, c&#8217;è poi la calabria. Recentemente la Commissione Antimafia ha evidenziato in una relazione la potenza della ndrangheta, complessa holding internazionale definita la più <em>robusta e radicata organizzazione </em>con interessi molteplici nel centro Nord e in Europa, una ramificata multinazionale del malaffare, che è stata paragonata per la capacità di moltiplicazione delle sue cellule sparse nei paesi, per l&#8217;estensione geografica e il voluminoso giro d&#8217;affari ad Al Qaeda. <em>Una mafia liquida</em> che riproduce anche in luoghi lontanissimi dalla sua origine l&#8217;identico marchio criminale.</p>
<p>Risale ad ottobre del 2007 la denuncia della Confersecenti che nel rapporto &#8220;Sos impresa&#8221; segnala il fatturato dell&#8217;azienda più virtuosa del paese, la Mafia Spa, pari a 90 miliardi di euro all&#8217;anno, equivalente al 7 per cento del Pil.</p>
<p>È difficile allora farsi una ragione del silenzio assordante che circonda questi politici, delle parole al vento abusate o svuotate del loro significato,dei monologhi preelettorali farciti di promesse stanche che sanno di antico. Il Governo del paese e il Parlamento meriterebbero persone con un&#8217;etica della responsabilità, cosa rarissima di questi tempi. Basta osservare i manifesti colorati che campeggiano sui muri delle città.</p>
<p>Nella battaglia dei manifesti che si gioca sui muri compare la sigla <em>Movimento per l&#8217;Autonomia del Sud</em>, rappresentato dall&#8217;onorevole uscente <strong>Barbato</strong>, protagonista indiscusso dell&#8217;ultima crisi del governo. I più lo ricorderanno artefice di uno spettacolo indecente contro un collega dello stesso partito -l&#8217;Udeur - insultandolo a più riprese per il suo voto a favore del governo, facendogli il gesto delle corna e, ciliegina sulla torta, sputandogli addosso. Non si parla di mafia ma non si parla neanche di esempi di virtù pubblica e alto senso delle istituzioni che, in questo caso, escono dalla finestra e vorrebbero rientrare dalla porta. E&#8217; la loro presenza che rimarca una distanza sempre maggiore tra cittadini e politica, alla quale si chiede piuttosto di affermare con forza l&#8217;unica lotta possibile contro tutte le mafie, al fine di elevare veramente il paese, sciogliendolo da lacci e catene in memoria e nel rispetto di chi ha scelto il martirio civile. Troppi gli interessi in gioco? Troppi i conflitti d&#8217;interesse? È evidente in questa drammatica contraddizione l&#8217;irrisolta questione meridionale, proprio quando il baricentro dell&#8217;attenzione politica sembra essersi spostato al Nord Est e ad una presunta questione settentrionale. Di certo è che quando cala il silenzio sulle associazioni a delinquere che infettano regole, valori e modelli comportamentali, non c&#8217;è da meravigliarsi se all&#8217;interno delle scuole gli insegnanti mostrano difficoltà ad impartire le più semplici regole di convenza civile di ogni grado.</p>
<p>In una guerra per la civiltà e il rispetto del diritto che vede coinvolti magistrati e forze dell&#8217;ordine, emerge un&#8217;estrema solitudine di taluni servitori dello Stato, con molte gatte da pelare, tanti nemici e poche gratificazioni. Negli ultimi tempi si registra un&#8217;escalation di successi inaspettati con arresti eccellenti che la politica continua a ignorare, lasciando gli operatori dell&#8217;ordine e della legge con scarsi mezzi messi a disposizione e risorse esigue che costringono anche alti magistrati a fare collette per una fotocopiatrice,per svolgere correttamente indagini, ricerche, intercettazioni o a pagare la benzina per gli spostamenti fuori città.</p>
<p>Dinnanzi a uno stato di cose cosi avvilente, non resta che esprimere sentimenti di solidarietà e vicinanza all&#8217;operato del pool anticamorra che ha denunciato pubblicamente le minacce dei Casalesi, volte a diffamare scrittori scomodi del calibro di Saviano, autore di Gomorra, giornalisti come Rosaria Capacchione, del Mattino di Caserta minacciata di morte, alla quale è stata affidata la scorta e il valido magistrato Cantone, tutti accomunati dalla colpa di compiere il proprio dovere fino in fondo.<br />
Se da un lato perdura la disillusione e la sfiducia nella politica spendacciona e miope, dall&#8217;altro i magistrati continuano a rappresentare per tanti giovani degli autentici modelli di riferimento civile, sentinelle di una democrazia fondata su diritti e doveri, custodi della legge, fari luminosi per il perseguimento di ideali di giustizia e moralità pubblica. La nobile ostinazione che anima questi uomini, pur incontrando ostacoli di ogni sorta, consente ai cittadini di poter credere ancora nel futuro, riconoscendo nell&#8217;azzeramento delle cosche e dei padrini, una speranza per la nostra travagliata società.</p>
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		<title>Imagine there&#8217;s no garbage</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 17:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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Da oltre cinquanta giorni l&#8217;emergenza rifiuti appare un girone infernale per i cittadini che vivono sulla propria pelle questo autentico dramma, sul quale abbondano gli articoli di cronaca dei principali quotidiani nazionali, corredati dalle immagini dei roghi e dei cumuli ammucchiati per decine di metri. Non mancano gli spazi di approfondimento televisivo con reportage, dossier [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2173/2194415961_aa1edc2e43_d.jpg" style="border: 2px solid #000000" /></p>
<p align="justify">Da oltre cinquanta giorni l&#8217;emergenza rifiuti appare un girone infernale per i cittadini che vivono sulla propria pelle questo autentico dramma, sul quale abbondano gli articoli di cronaca dei principali quotidiani nazionali, corredati dalle immagini dei roghi e dei cumuli ammucchiati per decine di metri. Non mancano gli spazi di approfondimento televisivo con reportage, dossier e opinionisti spesso fuori luogo.</p>
<p align="justify">Intanto il Prefetto De Gennaro posto dall&#8217;ex Governo in qualità di supercommissario con pienezza di poteri e l&#8217;obiettivo di risolvere entro 120 giorni la crisi al fine di riportare la gestione ordinaria ha fatto marcia indietro. Dopo l&#8217;annuncio della riapertura delle vecchie discariche è giunto un inaspettato dietrofront su Difesa Grande ad Ariano Irpino, Treponti a Montesarchio, Cava Riconta a Villaricca, descritta nel documentario shock sulle ecomafie <a href="http://www.kinoweb.it/in_uscita/biutiful_cauntri/scheda.htm" title="Biutiful Cauntri - scheda film">Biutiful Cauntri</a> e Lo Uttaro nel casertano, dove sulla base di recenti accertamenti effettuati a 40 metri di profondità è stata verificata a detta dello stesso De Gennaro una situazione &#8220;sorprendente&#8221;.</p>
<p align="justify">Gli ultimi incidenti legati alla crisi si sono verificati a Savignano Irpino, unica località nella quale, assieme alla Manifattura Tabacchi di Gianturco, periferia est di Napoli, è stata confermata una discarica dalla capienza di settecento mila tonnellate. La scelta non è stata però condivisa dagli abitanti irpini che hanno dato vita a vivaci proteste, bloccando temporaneamente strade, caselli, binari, con un bilancio  pesante pari a diciotto feriti tra i manifestanti.</p>
<p align="justify">La settimana appena trascorsaha visto protagonista di un tour ufficiale, un gruppo di commissari europei all&#8217;ambiente, giunto in Campania per verificare la reale possibilità di un ciclo integrato dei rifiuti. Il 31 dicembre era già stata inviata alle autorità italiane una lettera di messa in mora, primo atto della procedura che è proseguita con il parere motivato inviato il 31 gennaio. Entro i prossimi due mesi si dovranno fornire all&#8217;Europa risposte precise sulla gestione della crisi e le migliaia di discariche abusive sparse nella regione, preludendo a sanzioni pecuniarie imminenti, incluso il deferimento dinnanzi alla Corte di Giustizia Europea.</p>
<p align="justify">La salvaguardia dell’immagine a livello nazionale ed internazionale rappresenta pertanto il refrain più utilizzato da parte degli operatori commerciali, turistici e culturali che osservano una netta tendenza negativa rispetto agli anni scorsi con gravi cali di presenze ed inevitabili conseguenze per posti di lavoro e produttività. Nel contesto attuale, nonostante gli sforzi del commissariato, la politica confusa e litigiosa stenta ad individuare una exit strategy efficace e di lungo periodo, considerando che la raccolta differenziata è ancora ferma a Napoli e in provincia, mentre proseguono i viaggi quotidiani verso Brema dei treni carichi di tonnellate di rifiuti indifferenziati.</p>
<p align="justify">Quanto tempo dovrà passare prima di poter vedere un barlume di normalità?</p>
<p align="justify">Imagine theres&#8217;s no garbage&#8230; it&#8217;s difficult, if you try.</p>
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		<title>Per non annegare in un mare di balle</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 12:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Venerdì, 1 febbraio alle ore 18:00, presso l&#8217;Ex Cinema Capitol di Portici (Corso Umberto I), si terrà un dibattito pubblico organizzato dall&#8217;Associazione A Fronte Alta aperto alla cittadinanza sul tema Dibattito pubblico sull&#8217;emergenza dei rifiuti: per non annegare in un mare di balle!

Interverranno come relatori il dott. Marfella, oncologo della Fondazione Tumori Pascale, Peppe Ruggiero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Venerdì, 1 febbraio alle ore 18:00, presso l&#8217;Ex Cinema Capitol di Portici (Corso Umberto I), si terrà un dibattito pubblico organizzato dall&#8217;Associazione <strong>A Fronte Alta</strong> aperto alla cittadinanza sul tema <em>Dibattito pubblico sull&#8217;emergenza dei rifiuti: per non annegare in un mare di balle!<br />
</em><br />
Interverranno come relatori il dott. Marfella, oncologo della Fondazione Tumori Pascale, Peppe Ruggiero, curatore dei rapporti con l&#8217;eco-mafia per Legambiente nonché regista del film <em>Biutiful cauntri</em>, Ing. Umberto Arena, professore  straordinario presso la Facoltà di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli, dott. Renato Olivares, geologo collaboratore dell&#8217;ARPAC per discutere circa le reali ragioni, che sono alla base di questa perenne emergenza.</p>
<p>Clicca <a href="http://www.mediafire.com/?dmymb6tzlsg" title="Per non affogare in un mare di balle - Volantino">qui</a> per scaricare il volantino dell&#8217;evento.</p>
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		<title>Una nuova alba civile è possibile</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 15:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[In questi giorni convulsi è stata sottolineata più d&#8217;una volta l&#8217;incapacità della società civile, definita recentemente strutturata, ancor prima frammentata, comunque non omogenea, di riuscire a produrre concretamente una sintesi politica.
Intanto dibattiti pubblici, conferenze e manifestazioni espressioni di varie realtà sociali si susseguono alla ricerca della partecipazione e della sensibilizzazione, ora più che mai vertendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">In questi giorni convulsi è stata sottolineata più d&#8217;una volta l&#8217;incapacità della società civile, definita recentemente <em>strutturata</em>, ancor prima <em>frammentata</em>, comunque non omogenea, di riuscire a produrre concretamente una sintesi politica.</p>
<p align="justify">Intanto dibattiti pubblici, conferenze e manifestazioni espressioni di varie realtà sociali si susseguono alla ricerca della partecipazione e della sensibilizzazione, ora più che mai vertendo sul problema rifiuti ed è un bene per la collettività, sebbene siano molti coloro i quali tra i cittadini più esasperati, desiderano conoscere soltanto le reali soluzioni al problema più urgente.</p>
<p align="justify">La massa, un corpo sociale attualmente ascrivibile a più strati sociali è caratterizzata da un comun denominatore, ovvero la stanchezza dei ragionamenti e l&#8217;esigenza avvertita di un&#8217;informazione completa e oggettiva, avvolta com&#8217;è dal disincanto, poichè dopo quattordici anni dall&#8217;elezione diretta dei sindaci, conseguente alla fase critica di tangentopoli, non si è riusciti a canalizzare le energie propositive in modo continuativo e trasparente, affinchè da quella svolta storica si creassero le premesse per una nuova classe dirigente proveniente dal basso efficiente ed innovatrice.</p>
<p align="justify">È mancata in questi anni la volontà politica bipartisan nell&#8217;imprimere una salutare inversione di rotta per Napoli, avvertita da tutti ma poco manifestata o realmente voluta. È mancato il coraggio di tanti nello spezzare davvero le contraddizioni storiche che come pesanti catene imprigionano la città del cittadino onorario Ciampi, il quale si è soffermato più volte, come Napolitano, sulla lentezza dei lavori e sulla rilassatezza e l&#8217;apatia dei meccanismi decisionali, mentre la città aspetta di trasformarsi, magari col contributo di quel motore propulsivo di intelligenze e talenti costituito dai giovani, in una moderna capitale europea sullo stile di Valencia, Barcellona o Marsiglia, città cosmopolite che si affacciano sul Mediterraneo in cui si sposano armonicamente il passato e il presente.</p>
<p align="justify">Per quanto sia imputabile solo parzialmente l&#8217;eccessiva attenzione da parte dei media solo per eventi sanguinosi o legati al malaffare, deformando a detta di alcuni la realtà, bisogna constatare amaramente che restano sulla carta i diversi progetti agli occhi dei più oramai sbiaditi che attendevano il via e hanno perso anche il soffio della novità: il sogno di Bagnoli e la Coppa America, il quartiere orientale con Gianturco, attuale sito di sversamento dei rifiuti e San Giovanni a Teduccio con l&#8217;acquario, l&#8217;università e il porto, Scampia con le sue vele grigie e la perenne ombra della camorra, ora caduta nel dimenticatoio, per non parlare dei quartieri spagnoli e di quel museo a cielo aperto che è il centro storico.</p>
<p align="justify">Nell&#8217;attuale momento travagliato troviamo in questi sogni infranti e in queste speranze inesaudite le ragioni dello scollamento tra istituzioni e cittadini, il crescente dissenso che si traduce nella totale sfiducia, creando un corto circuito che pare irreversibile eppure ha precise responsabilità politiche. E questa fase storica che viviamo rende bene l&#8217;idea di instabilità generale del paese, rappresentando questo microcosmo di contrasti irrisolti; eppure proprio il sovrapporsi degli eventi ha portato a maturazione nuove soggettività collettive che propongono, discutono, creano momenti di aggregazione di cui si avverte sempre più il bisogno, innanzitutto per cercare di confrontarsi, uscendo dalle solitudini individuali e ritrovandosi così a esprimere il proprio pensiero e ad ascoltare le opinioni altrui, in una dimensione sociale più vivace e costruttiva di ieri.</p>
<p align="justify">Creare una rete solida e duratura dei saperi, una sorta di sistema nervoso centrale che sprigioni idee e progetti nuovi che risponda a quel sentimento di cambiamento che ognuno coltiva dentro di sè è solo il primo passo di un sentiero comune che alla lunga potrebbe fornire una risposta plausibile a quell&#8217;incapacità di esprimere una sintesi programmatica seria.</p>
<p align="justify">È un imperativo morale provarci. Per non essere più indifferenti. Per mostrare che esistono ancora modelli di virtù umana, morale e civile. Per l&#8217;amore che nutriamo verso questa terra. Per il nostro futuro. Per poter guardare un giorno lontano nel tempo gli occhi dei nostri figli senza vergogna. Per poter smentire a tutti ma dapprima a noi stessi i perduranti luoghi comuni e la stanca genesi di questa complessiva crisi dell&#8217;etica, riponendo l&#8217;uomo al centro del tutto.</p>
<p align="justify">Perchè un&#8217;alba civile è possibile.</p>
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		<title>Pillole di immondizia</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 20:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		
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Chiunque si trovi a camminare per le strade delle provincie di Napoli, non può far a meno di notare cumuli di pattume, che sembrano ormai far parte integrante dell&#8217;arredo urbano. I rifiuti hanno invaso tangenziali, autostrade e,  con maggior  preoccupazione da parte di tutti,  si trovano  spesso scaricati nelle immediate vicinanze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2203/2120514359_eb6246c2f2_m_d.jpg" style="border: 2px solid #000000" /></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000">Chiunque si trovi a camminare per le strade delle provincie di Napoli, non può far a meno di notare <strong>cumuli di pattume</strong>, che sembrano ormai far parte integrante dell&#8217;arredo urbano. I rifiuti hanno invaso tangenziali, autostrade e,  con maggior  preoccupazione da parte di tutti,  si trovano  spesso scaricati nelle immediate vicinanze di zone agricole,  dalle quali provengono prodotti, che hanno come destinazione le nostre tavole.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Cosa si sta facendo per porre rimedio ad uno scenario, che ha già assunto tratti agghiaccianti e vede prospettive, se possibile, peggiori? Quali sono le possibili soluzioni che si possono adottare per far fronte ad un problema così critico?<span id="more-13"></span></span></p>
<p><span style="color: #000000">Per capirne e saperne di più l&#8217;<a href="http://www.udunapoli.com" title="UDU Napoli" target="_blank">UDU</a> di Napoli ha organizzato <strong>Pillole di immondizia, un incontro partecipato sulla questione della gestione dei rifiuti</strong>. L&#8217;incontro si terrà domani, <strong>mercoledì 19 dicembre</strong> alle<strong> ore 15</strong>, presso la sede della <strong>Facoltà di Giurisprudenza</strong> in<strong> via Porta di Massa</strong>, <strong>aule 36/37</strong>.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000">Interverranno <strong>Giuseppe Palma</strong>, professore ordinario di Diritto Amministrativo, </span><span style="color: #000000"><strong>dott.</strong> <strong>Antonio Marfella</strong> dell&#8217;Istituto Nazionale Tumori - Fondazione <em>Pascale</em>, <strong>Fabio Matteo</strong>, consigliere d&#8217;amministrazione <em>ASIA</em>, <strong>Simone Verde</strong>, giornalista de <em>Il Manifesto</em>.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Per scaricare la locandina dell&#8217;evento, clicca <a href="http://www.mediafire.com/?bh3vtn4maz9" title="Locandina" target="_blank">qui</a>.</span></p>
<p><a href="http://img514.imageshack.us/img514/8662/19122007022tz6.jpg" rel="thumbnail" title="Foto ai relatori della conferenza"><img src="http://img514.imageshack.us/img514/8662/19122007022tz6.jpg" alt="Foto ai relatori della conferenza" height="69" width="82" /></a> <a href="http://img116.imageshack.us/img116/6743/19122007021ux6.jpg" rel="thumbnail" title="Foto ai relatori della conferenza"><img src="http://img116.imageshack.us/img116/6743/19122007021ux6.jpg" alt="Foto ai relatori della conferenza" height="69" width="82" /></a></p>
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		<title>A proposito di bufale</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2007 17:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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Per evitare i controlli del sangue a delle bufale malate di brucellosi alcuni allevatori della provincia di Caserta sostituivano i campioni prelevati con quelli di alcuni animali sani. I carabinieri se ne sono accorti perché dall’esame del DNA risultavano essere tutte bestie clonate. Praticamente con il sangue di cinque bufale si sostituivano le analisi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2420/2091177970_c0707ba3d1_m_d.jpg" style="border: 2px solid #000000" /></p>
<p align="justify">Per evitare i controlli del sangue a delle bufale malate di brucellosi alcuni allevatori della provincia di Caserta sostituivano i campioni prelevati con quelli di alcuni animali sani. I carabinieri se ne sono accorti perché dall’esame del DNA risultavano essere tutte bestie clonate. Praticamente con il sangue di cinque bufale si sostituivano le analisi di centinaia di bestie.</p>
<p align="justify">Le accuse per le diciotto persone arrestate vanno da falsificazione al commercio di sostanze alimentari nocive per la salute pubblica e diffusione di malattia infettiva pericolosa per il patrimonio zootecnico. Gli allevamenti sequestrati sono stati tredici a fronte di novecento aziende che lavorano sul territorio. Tra i fermati anche due veterinari mentre alcuni degli arrestati risultano essere persone vicine ad un clan camorristico della zona, quello dei casalesi.</p>
<p align="justify">Si dice che nella nostra terra la camorra crea posti di lavoro, colma le lacune dello stato e offre <em>protezione</em> alla parte del popolo che ne legittima l’esistenza. La camorra sarebbe un ufficio di collocamento, un ente previdenziale, un Padreterno che se da un lato usa la violenza, dall’altro…</p>
<p align="justify">Dall’altro <strong>uccide</strong>. Uccide comunque. Nell’aversano continuano a nascere capre a due teste o con gli occhi sotto al mento. Tra Giugliano, Marano e Villaricca si registra il più alto tasso di mortalità per tumori in tutt’Italia.</p>
<p align="justify">La camorra ammazza. Ammazza soltanto. Ammazza la gente che la combatte, ammazza la gente che ne fa parte, ammazza i cittadini che <em>consentono</em> che i rifiuti si seppelliscano sotto le proprie case.</p>
<p align="justify">Abbiamo regalato molta parte della nostra libertà per far spazio al Sistema e cosa ne abbiamo ricevuto, in cambio?</p>
<p align="justify">La favola del <em>capovillaggio</em> che fa gli interessi dei compaesani è finita circa cento anni fa. Il mondo è cambiato e la camorra è cambiata. Si è imprenditorializzata, industrializzata, tecnologizzata. E ci ha sommerso di rifiuti, ci ha riempito l’aria, ci ha invaso i polmoni. È giunta l’ora di schierarsi a viso aperto. È il momento di tornare a respirare.</p>
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		<title>L’insostenibile leggerezza dell’emergenza rifiuti</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 17:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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I rifiuti tornano a fare capolino nelle nostre città. È di questi giorni la protesta degli autotrasportatori e la contemporanea marcia su Napoli degli abitanti del cosiddetto triangolo della morte: Giugliano – Villaricca - Qualiano, descritto anche da Saviano in Gomorra.
Guidano la protesta i primi cittadini, convinti che si stia tirando troppo la corda se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2035/2140422105_555f52c02b_m_d.jpg" style="border: 2px solid #000000" /></p>
<p align="justify">I rifiuti tornano a fare capolino nelle nostre città. È di questi giorni la protesta degli autotrasportatori e la contemporanea marcia su Napoli degli abitanti del cosiddetto <em>triangolo della morte</em>: Giugliano – Villaricca - Qualiano, descritto anche da Saviano in <em>Gomorra</em>.</p>
<p align="justify">Guidano la protesta i primi cittadini, convinti che si stia tirando troppo la corda se è vero che in origine la raccolta delle ecoballe nei propri territori era stata definita una misura <em>provvisoria</em>, mentre ancora oggi giungono tir Iveco incolonnati e mascherati da pubblicità per continuanuare a scaricare con l’inganno.</p>
<p align="justify">Questi i fatti: la <em>terra felix</em> rinomata un tempo per la qualità pregiata della sua frutta ha ingurgitato nei decenni 4 milioni di tonnellate di rifiuti.</p>
<p align="justify">Non è necessario vivere in questi paesi per constatare il problema costante, quotidiano che rende i cittadini inermi, impotenti, condannati a vivere con la <em>mondezza</em>. Si provi ad attraversare l’Asse mediano che collega i paesi a nord di Napoli, per rendersi conto degli odori nauseabondi che provengono dalle discariche e dalle migliaia di ecoballe esposte al sole e alle intemperie che giacciono a Villa Literno su uno spazio che corrisponde a 80 campi da calcio.</p>
<p align="justify">Pare che in passato i proprietari terrieri facessero la loro offerta per accogliere sul proprio suolo i rifiuti, mentre dall’insediamento del Prefetto Pansa è stato cambiato questo strano meccanismo che ingrossava le tasche di pochi e prevede un esproprio più <em>violento</em>, accompagnato da una valutazione dell’indennizzo più seria.</p>
<p align="justify">Resta un quadro desolante, fatto di un’aria irrespirabile, di fumi notturni, di speculatori e aguzzini che divorano denari pubblici alla faccia della gente onesta che lavora, studia, vive ed è costretta a inalare ogni giorno nanoparticelle invisibili, silenti che entrano dentro e lavorano pian piano fin quando, come è stato testimoniato da un’indagine scientifica, ci si ammala più frequentemente di tumore. I cittadini sono le vittime di questo sistema.</p>
<p align="justify">Non ci si meraviglia più, anzi, è l’assuefazione che è disarmante, quell’apparente normalità del rifiuto trasbordante e spesso bruciacchiato fuori casa, col percolato che penetra nell’asfalto lasciando la sua traccia indelebile. Non lasciamo che l’orgoglio e la dignità finiscano anch’essi in un cassonetto.</p>
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		<title>Mister X</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 23:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Chi è il fantomatico Mister X?
Nella bicentenaria Festa dei Gigli che si tiene ogni anno a Barra, popoloso quartiere alla periferia orientale di Napoli, un tempo residenza di nobili, il Mattino ha denunciato la scoperta del manifesto di ringraziamento rivolto da una delle paranze, che partecipavano alla sfilata di domenica al padrino indicato come Mister [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Chi è il fantomatico <strong>Mister X</strong>?</p>
<p align="justify">Nella bicentenaria <strong>Festa dei Gigli</strong> che si tiene ogni anno a Barra, popoloso quartiere alla periferia orientale di Napoli, un tempo residenza di nobili, il Mattino ha denunciato la scoperta del manifesto di ringraziamento rivolto da una delle paranze, che partecipavano alla sfilata di domenica al <em>padrino</em> indicato come <strong>Mister X</strong> nome in codice dietro il quale si celerebbe un boss del clan Aprea.</p>
<p>La raccolta dei contributi per realizzare i Gigli si svolge al limite, tra l’<strong>autofinanziamento</strong> e l’<strong>imposizione</strong>. Un quartiere dormitorio in cui vivono tante persone oneste ha bisogno di <strong>lavoro</strong>, di <strong>sicurezza</strong>, di <strong>vivibilità</strong>, non certo di una festa popolare con infiltrazioni camorristiche cosi evidenti. Tutto ciò non è normale. Tutto ciò è anormale. Tutto ciò non è possibile.</p>
<p>Per saperne di più il <a href="http://www.insuperabile.org" title="Paranza" target="_blank">link</a> di una paranza con foto, canzoni e storia di questa festa della quale in molti ignorano l&#8217;esistenza.</p>
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