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	<title>A Fronte Alta &#187; Il Bel Paese</title>
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	<description>Siate uomini liberi, in piedi, a fronte alta, non servitori in ginocchio.</description>
	<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 13:09:43 +0000</pubDate>
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		<title>Quando lo Stato entra in curva</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 13:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Roma-Napoli. La partita a rischio per eccellenza, ancora più a rischio dopo gli scontri dell&#8217;anno scorso, presso l&#8217;Autogrill di Montepulciano.
Undici su quindici i treni devastati, 500.000 euro di danni, arresti che si contano sulle dita di una mano, numerosissime le condanne alle quali aggiungiamo anche la nostra di sportivi napoletani. Una sola domanda: chi ha reso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Roma-Napoli. La partita a rischio per eccellenza, ancora più a rischio dopo gli scontri dell&#8217;anno scorso, presso l&#8217;Autogrill di Montepulciano.</p>
<p style="text-align: justify;">Undici su quindici i treni devastati, 500.000 euro di danni, arresti che si contano sulle dita di una mano, numerosissime le condanne alle quali aggiungiamo anche la nostra di sportivi napoletani. Una sola domanda: <strong>chi ha reso possibile tutto ciò?</strong></p>
<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px; text-align: justify;"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm2.static.flickr.com/1303/539773919_397c6d247d_m_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nella serata del sabato precedente l’incontro, il numero di biglietti venduti ai tifosi napoletani era di 3096. La stragrande maggioranza dei tifosi, come reso noto attraverso volantini e striscioni, sembrava intenzionata a raggiungere la capitale in treno pagando il regolare biglietto (così ricordava l’ANSA sabato sera). Solo un centinaio i tifosi partiti alle 8.24; la polizia doveva aspettarsene altri 3000 circa. Sappiamo, invece, che dalle 9 si è scatenato un inferno che è durato fino alla sera.</p>
<p style="text-align: justify;">Da Repubblica:<br />
<em>Per le Ferrovie non avrebbero dovuto salire sul treno quei tifosi perchè non avevano biglietto. È stata un’ordinanza urgente della Prefettura di Napoli a prescrivere all’azienda di farli viaggiare. </em>Motivi di ordine pubblico<em>, ha scritto il Prefetto. Così le Ferrovie hanno aperto gli sportelli agli ultrà e hanno addirittura consigliato ai passeggeri che erano già sul convoglio ed erano diretti a Torino di scendere e trovare </em>un’altra soluzione<em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Può, lo Stato, favorire l’Antistato? Ma soprattutto riduciamo la questione al seguente dilemma: possiamo concludere che le forze dell’ordine siano così<strong> incompetenti</strong> da non saper gestire situazioni di questo tipo, nonostante l’arcinota pericolosità della partita in questione, o dobbiamo, piuttosto, insinuare che la situazione sia stata <strong>creata ad arte</strong> per legittimare futuri provvedimenti disciplinari e misure di pubblica sicurezza?</p>
<p style="text-align: justify;">Sia chiaro: ogni punizione nei confronti dei facinorosi sarà sacrosanta. Meno sacrosanta è l’emergenza creata ad arte.</p>
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		<title>Pubblico impiego nell’occhio del ciclone</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/09/03/pubblico-impiego-nell%e2%80%99occhio-del-ciclone/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2008 12:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<category><![CDATA[Pubblico impiego]]></category>

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		<description><![CDATA[Come gli è riuscita in relazione alla Monnezza a Napoli, anche nei confronti del famigerato Pubblico Impiego e della scuola, da sempre ricettacoli di fannullagine, parassitismo sinistrorso, il Governo Berlusconi, vuole conseguire un ulteriore successo d’immagine, ampress’ ampress’. Non direttamente da lui gestito, ma grazie a Ministri volenterosi, ma sempre ispirati dal suo verbo: benché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="Arial;">Come gli è riuscita in relazione alla Monnezza a Napoli, anche nei confronti del famigerato Pubblico Impiego e della scuola, da sempre ricettacoli di fannullagine, parassitismo sinistrorso, il Governo Berlusconi, vuole conseguire un ulteriore successo d’immagine, <em>ampress’ ampress’</em>. Non direttamente da <strong>lui</strong> gestito, ma grazie a Ministri volenterosi, ma sempre ispirati dal <strong>suo</strong> verbo: benché il Brunetta, Ministro della Funzione Pubblica sia persona non priva di autonomia ed economista di vaglia; personaggio di minore spessore politico è la Ministra Gelmini.</span></p>
<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm1.static.flickr.com/107/286750586_62e84bb025_d.jpg" alt="" /></p>
<p>Tutti e due di Forza Italia; quest’ultima è considerata molto vicina a Comunione e Liberazione, la grande organizzazione di militantismo cattolico, molto contigua all’Episcopato <em>marca Ruini</em>, cioè nettamente <em>schierato</em> sull’attuale fronte governativo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="Arial;">Con piglio molto attivistico, deciso e giovanile, i due ministri, hanno deciso di fare guerra <em>al vecchio</em>: ovvero con tutto il marciume burocratico che appesantisce e rende inefficace la Macchina Pubblica, che non è più una struttura erogatrice di servizi necessari alla Comunità, ma una séntina di imboscati: null’altro che un’erogatrice di stipendi a sbafo. Della cui inutilità e disfunzionalità si è fatta paladina la Sinistra e i Sindacati. Mentre i cittadini <em>normali</em>, quelli <em>faticatori</em> del nord sgobbano e si sbattono, gli impiegati statali, soprattutto da Roma in  giù, passano il tempo fuori dai loro uffici, tra cappuccini al bar, shopping domestici, straordinari che non fanno e premi che non meritano: dei veri imbroglioni. Il ministro ha iniziato per primo, sospendendo tutti quelle indennità più o meno premiali che erano diventate parte integranti dello stipendio. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="Arial;">Non è che si è posto il problema della reale produttività, che nelle pubbliche amministrazioni si deve configurare in modi ovviamente diversi dalle fabbriche o dalle strutture private di servizi: settore per settore sono da individuare la stessa definizione di produttività, organizzazione, controlli, dei percorsi, stabilendo le criticità e le esigenze in relazione alle funzioni di quella data struttura. Questo sarebbe stato realmente rivoluzionario: e su questa base, dopo un lavoro serio e approfondito, riregolare il flusso delle indennità premiali. Invece, come gli ha insegnato il Master, è partito dalla fine del percorso, proclamandolo come iniziale, promuovendo su di sé, soprattutto, un grande clamore d’immagine. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="Arial;">Anche in questo caso, come per la monnezza, sembra premiata, presso l’opinione comune, questo approccio. Anzi lo stesso Ministro se n’è autoelogiato in un blog creato all’uopo presso il suo Ministero, in cui, con una buona dose di autoironia, raccoglie anche voci, commenti, caricature contrarie. Tra gli obiettivi politici conseguiti c’è certamente una finta trasformazione, di tipo gattopardesco, volta a farsi amico i grandi burocrati dello Stato. Infatti proclamando una rivoluzione che colpisce il basso della piramide statale, ha di fatto salvaguardato, confermato il potere, gli emolumenti, spesso scandalosi a fronte di realmente scarsa produttività, dei cosiddetti Grands Commis. Mentre invece è dall’alto che la struttura andava rigovernata: ma questi qui di Forza Italia vogliono creare una struttura di potere, di affidabilità politica e vogliono farlo, demagogicamnte, dando in pasto i poveracci dei ministeriali al pubblico ludibrio: essi incarnano l’insegnamento di Andreotti che così si comportava pèr accreditare il <em>suo</em> potere, che è fatto anche di appoggi in seno all’alta Amministrazione delle Stato. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="Arial;">Poi c’è un altro obiettivo perseguito in un efficace e scellerato silenzio: lo <em>spezzare le gambe</em> agli Uffici Fiscali. Infatti il rapporto di questi emolumenti premiali era di uno a tre a favore di questi settori della P.A. Ma qui c’era stata la rivoluzione di Visco, operata nel primo Governo Prodi: cointeressare e premiare i vari uffici alla lotta all’evasione fiscale. E si è vista nel secondo Governo Prodi una lotta più efficace e puntuale all’evasione fiscale. Si è trovato il modo per affossare la lotta all’evasione facendola passare come una <em>vittoria</em> contro l’elargizione di somme immeritate. Questa lotta non solo non è mai stata una priorità del Governo di B., ma la volontà politica di rallentarla è chiarissima. <em>A finale</em> noi stiamo avendo l’immagine kafkiana-fantozzesca dei ministeriali, e assimilati, che si aggirano come allucinati prigionieri agli arresti domiciliari a tempo nei loro uffici: niente fanno, come niente facevano perché non è cambiata l’organizzazione del lavoro: mentre i badges, veri terminali di controllo remoto centralizzato sono diventati come dei braccialetti elettronici istituzionali.</span></p>
<p style="text-align: right;">A cura di Francesco Capozzi</p>
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		<title>Se questo è il calcio d&#8217;inizio</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/08/31/se-questo-e-il-calciodinizio/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 20:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[&#8220;Napoli, tifosi padroni del treno. Petardi e fumogeni anche a Termini.&#8221; - Corriere della Sera.it
Roma-Napoli, prima giornata di campionato. Una storia già vista. In Italia non si è in grado di giocare una partita di calcio senza schieramento massiccio di agenti di polizia, carabinieri e finanzieri in assetto antisommossa. Dopo i tafferugli saranno vietate le trasferte. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Napoli, tifosi padroni del treno. Petardi e fumogeni anche a Termini.&#8221; - Corriere della Sera.it</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Roma-Napoli, prima giornata di campionato. Una storia già vista. In Italia non si è in grado di giocare una partita di calcio senza schieramento massiccio di agenti di polizia, carabinieri e finanzieri in assetto antisommossa. Dopo i tafferugli saranno vietate le trasferte. Un tranquillo e appassionato tifoso non potrà seguire la sua squadra del cuore. Per colpa di chi?</p>
<p style="text-align: justify;">I fatti. All&#8217;arrivo di un migliaio di tifosi che pretendono di salire senza biglietto presso la stazione di Napoli Piazza Garibaldi, parte il caos. Dalla Prefettura l&#8217;ordine di far salire i tifosi per motivi di ordine pubblico. I controllori, in quattro rimarranno contusi, consiglieranno ai passeggeri paganti regolarmente il biglietto di prendere altri treni. Tra questi c&#8217;è chi avrebbe dovuto lavorare dal giorno seguente, in piedi sin dal buon mattino. O chi come una signora, ha pianto e gridato contro l&#8217;atteggiamento camorristico dei tifosi, per portare suo figlio bisognoso di cure al Gaslini di Genova.</p>
<p style="text-align: justify;">I passeggeri. Duecentocinquanta circa, alla fine fatti scendere dall&#8217;Intercity Modigliani per raccogliere i tifosi del Napoli diretti all&#8217;Olimpico. Partirà ben tre ore dopo, un crescendo di tensioni. Il treno si riempie all&#8217;inverosimile. Lungo il viaggio si scatena la furia rabbiosa con la devastazione delle carrozze, incluse le tendine, i sedili, i finestrini, i bagni con gran sporcizia ovunque da contorno.</p>
<blockquote><p>&#8220;Ultrà del Napoli padroni del treno. Ferrovie: danni per 500.000  euro.&#8221; - La Repubblica.it</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;eredità di mezzo milione di euro, secondo i danni quantizzati da Trenitalia. Giunti alla stazione di Roma un fiume di ragazzi ha attraversato la stazione lanciando nei corridoi e inveendo contro il <em>romano bastardo</em>, tutto sotto gli occhi vigili delle forze dell&#8217;ordine. Caricati su autobus, a detta di un tranquillo tifoso come delle <em>bestie</em>, concludono allo stadio la mattinata sfondando i cancelli, brandendo i bastoni per le bandiere come armi, lanciando fumogeni e minacciando di spaccare tutto. All&#8217;ingresso avvenuto nel secondo tempo il via libera senza controlli.</p>
<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px; text-align: justify;"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm3.static.flickr.com/2016/2233929067_83d97cf847_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un tifoso napoletano è stato accoltellato nell&#8217;intervallo e un tifoso romano è stato trovato in possesso di un martello, del quale ha tentato di disfarsene all&#8217;arrivo della polizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa è successo? All&#8217;atto della decisione di vendere circa quattro mila biglietti alla tifoseria del Napoli-decisione dell&#8217;osservatorio istituito dal Viminale- è mancato il polso della situazione assieme ad un coordinamento tra forze istituzionali che prevedesse eventuali disordini. C&#8217;è chi ha parlato di &#8220;trappole&#8221; tese alla tifoseria, approfittando della storica rivalità tra le due squadre e dei cani sciolti che avrebbero avuto spazio e visibilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Trenitalia aveva sconsigliato l&#8217;utilizzo del treno per la coincidenza col 31 agosto, data di arrivi e partenze; i tifosi, a loro volta, per timore di distruzione delle autovetture ed incidenti all&#8217;esterno dell&#8217;Olimpico hanno preferito utilizzare il treno; la questura ha dato l&#8217;ok alla partenza perché in caso contrario si sarebbero esasperati quegli animi già esacerbati da tensioni e attese. Intanto i passeggeri si accomodavano altrove.</p>
<p style="text-align: justify;">Desiderio di sentirsi importante, di essere qualcuno nel branco abbandonandosi alla violenza gratuita e offendendo con atti oltraggiosi la città, il tifo vero e la stessa società. Napoli torna alla ribalta e la mortificazione delle persone civili si esprime in forum, blog e lettere ai giornali per evitare facili strumentalizzazioni o bieche generalizzazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi sono queste teste calde?</p>
<p style="text-align: justify;">Per taluni bisogna accettarli cosi come si presentano, vite deviate, bisognosi di sfogarsi dentro e fuori l&#8217;arena, grazie ai riflettori puntati per l&#8217;occasione. Molti di questi tifosi, secondo testimonianze raccolte <em>sul campo</em>, sono stati impegnati nel secondo tempo a inveire contro gli avversari, senza rivolgere un solo sguardo al gioco di Hamsik e Lavezzi ma lanciando fumogeni e petardi. C&#8217;è chi parla di camorra dietro i disordini di questa prima domenica di campionato.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto serve però reprimere  un&#8217;intera tifoseria?</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto può contare il ruolo delle società nell&#8217;isolare i facinorosi? (Vedasi il caso di Fiorentina - Juventus senza incidenti)</p>
<p style="text-align: justify;">Norme più severe o rigidità nell&#8217;applicarle?</p>
<p style="justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Caso Alitalia: punto di vista di Mauro Frustaci</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 02:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Caro Luca,
ho visitato molte volte il vostro sito e molte  volte mi soffermo a leggere e a compiacermi delle vostre iniziative. Mi ha colpito il messaggio di apertura della  nuova stagione di iniziative del vostro gruppo, e al vostro invito a partecipare alle idee di afrontealta rispondo con una proposta che spero possa trovare consensi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm4.static.flickr.com/3128/2798780540_3a07a7e53c_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Caro Luca,<br />
ho visitato molte volte il vostro sito e molte  volte mi soffermo a leggere e a compiacermi delle vostre iniziative. Mi ha colpito il messaggio di apertura della  nuova stagione di iniziative del vostro gruppo, e al vostro invito a partecipare alle idee di afrontealta rispondo con una proposta che spero possa trovare consensi e spazio all’interno del blog.<br />
Non so se avete seguito, tra le tante cose che oramai fanno parte del nostro panorama economico sociale  il caso <strong>Alitalia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra che a breve il progetto denominato <em>Fenice</em> (progetto di risoluzione con spacchettamento della compagnia aerea) commissionato dal governo e realizzato dall’advisor IntesaSanPaolo stia per arrivare ad una conclusione. Vi sono solamente da ridefinire le ultime sciocchezzuole come scegliere il partner straniero, trovare soci preferibilmente nei paesi con ampie disponibilità di fondi sovrani o non, accontentare Il futuro presidente della Newco Colannino con la gestione alla Fondiara-sai  della previdenza sociale dei dipendenti della compagnia aerea, cercare di spostare compagnie concorrenti verso altri scali aereoportuali in barba all’ economia concorrenziale ed altre piccole cose che non sto qui ad elencare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ti dirò, caro Luca, tutto questo mi sta ancora bene: l’importante è mantenere una compagnia di bandiera forte e che possa supportare il sistema paese! Ma la mia incertezza e tristezza cala sul fatto che si sono tutti talmente impegnati a farsi i conti politici ed economici, che quando è arrivato il momento di parlare di licenziamenti hanno rifilato il cetriolo alla <em>Bad Company</em> che sarà gestita da Fantozzi, rispondendo al problema degli esuberi con un bel <em>Una ricollocazione presso società e agenzie pubbliche come Poste, Catasto, Entrate</em> oppure <em>Un ammortizzatore molto forte che dovrebbe coprire fino a 7 anni, 4 di cassa integrazione e 3 di mobilità</em> parole e musica del Ministro delle Infrastrutture Matteoli (persone che io stimo ed ammiro). Non userò parole di sinistra dicendo<em> ma perché non l’abbiamo dato ai francesi che avrebbero risolto il problema?</em>, poiché  non sono assolutamente d’accordo a svendere e a chiudere una posizione dominante su un settore strategico, un pò di orgoglio e razionalità nazionale ogni tanto ci vuole, e poi diciamoci la verità, ma siamo davvero convinti che a lungo andare i Francesi non avessero effettuato altri licenziamenti ripetto a quelli preventivati nel loro piano?</p>
<p style="text-align: justify;">La mia perplessità nasce dal non riuscire  a collocare persone che hanno lavorato nel trasporto aereo all’interno di altri uffici, a svolgere mansioni che sinceramente non hanno nulla a che vedere con le loro qualifiche. Non conosco con esattezza le mansioni, l’età , l’esperienza e le esigenze familiari etc.  dei <em>papabili</em> di Alitalia posso solo elencarli per come sono stati riportati dai giornali: 700 piloti Az Fly, 1100 assistenti volo, 1500 dipendenti terra, 1700 manutenzione ed altri non ancora quantificati né qualificati. Te lo immagini, caro Luca, e so che in questo campo sei una celebrità, un assistente di volo Az, che ha lavorato per cinque anni a bordo di un aereo, che ti chiama dall’ufficio delle entrate per comunicazioni urgenti? Cosa ti potrà dire <em>Attenzione, attenzione allacciarsi le cinture</em>? E un pilota direttore delle poste?</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando seri. Non sono il solo che ha notato l’anomalia , non che abbiano tutti la mia fervida immaginazione, ma altro tipo di lamentela è stato presentato dalle Poste, che non ha intenzione di ingrossare il suo personale, da esponenti della società e della politica, che lamentano un spessa maggiore per i contribuenti. Effettivamente è vero, e forse anche giusto: magari vi è anche una pecca in solidarietà, non dico delle poste, ma di coloro che non vogliono cacciarsi dalle tasche cinque centesimi per un poveretto che ha perso il lavoro!</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivo al dunque. Il punto è molto semplice. Un governo deve essere soprattutto serio ed evitare tali situazioni, non dico nell’evitare la crisi di Alitalia (hanno dimostrato in dieci anni di non saper operare in tal senso), ma di arrivare ad una soluzione ottimale sia dal punto di vista di spesa pubblica che di allocazione del personale. Stiamo parlando di licenziare persone che hanno operato in una compagnia che ha degli standard alti nella qualità dei servizi che offre, si sta parlando, per la maggior parte, di  persone altamente qualificate e che meritano lo stesso impegno che abbiamo visto profondere da Lor Signori quando si tratta dell’interesse proprio, nel trovare una sistemazione o una soluzione più idonea per questi lavoratori o di provarci per lo meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché, propongo io, non cercare una soluzione che sia più vicina agli interessi e alle esigenze di questi lavoratori affidando la riallocazione ad un gruppo o diversi gruppi di selezione del personale e gestione delle risorse umane che possa avvantaggiarsi dell’ apporto politico e governativo in modo da andare incontro a quelle che sono le qualità, l&#8217;esperienza e le esigenze degli impiegati di Alitalia? Vi sembra una proposta cosi assurda?  Fatemi sapere! Anche per maggiori delucidazioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cercasi occhi nuovi per uno sguardo innovativo sul mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 13:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Stiamo tornando. Le città iniziano lentamente a ripopolarsi. La mente è ancora rivolta altrove, alla distrazione. al bel tempo vissuto e al necessario relax dopo un anno di lavoro o di studio intenso. A Fronte Alta ricomincia da dove era rimasta. Nonostante i suoi silenzi dovuti ai motivi pocanzi sottolineati, sta per riprendere la sua vita, a partire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm1.static.flickr.com/190/491760049_4124fa07c2_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo tornando. Le città iniziano lentamente a ripopolarsi. La mente è ancora rivolta altrove, alla distrazione. al bel tempo vissuto e al necessario relax dopo un anno di lavoro o di studio intenso. A Fronte Alta ricomincia da dove era rimasta. Nonostante i suoi silenzi dovuti ai motivi pocanzi sottolineati, sta per riprendere la sua vita, a partire dalla prossima riunione in programma che vedrà tutti attorno ad un tavolo, in attesa di un&#8217;agognata sede che possa accogliere un giorno le nostre lunghe conversazioni, le idee, i pensieri, le proposte e le decisioni dei soci e dei simpatizzanti di A Fronte Alta.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>&#8220;Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo&#8221;.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Concedeteci questa menzione musicale. Più o meno nasce con queste intenzioni A Fronte Alta! Partorita dopo diverse riunioni nell&#8217;ultima parte del 2007, vede la luce al principio del gennaio 2008.</p>
<p style="text-align: justify;">Non nacque precisamente al bar ma tra una pausa in biblioteca, un caffè a casa e una birra al pub. Le prime tracce di quest&#8217;idea comune risalgono ad un anno fa. Il desiderio di far sentire la propria voce è sempre stato forte, mai presuntuoso o autoreferenziale ma orgoglioso di mostrare che tanti giovani studenti universitari non intendono più subire in silenzio il pesante degrado culturale, la sopportazione del cancro camorristico, le etichette e i luoghi comuni, cosi come la sopraffazione e gli abusi di potere di ogni casta. Preferiscono far luce su coloro che ogni giorno, giovani e meno giovani, appartenenti ai più svariati mondi o categorie sociali, lavorano talora lontano dai riflettori per migliorare le persone e l&#8217;ambiente circostante. Con lo stesso spirito positivo, cerchiamo per quanto possibile di responsabilizzare e animare giovani delusi dalla politica e amareggiati come noi dall&#8217;immobilismo di talune istituzioni e dal letargo di una certa opinione pubblica. Stimolare e incentivare altri giovani all&#8217;aggregazione sociale è essenziale per dare forma a nuove idee e nascoste potenzialità che vadano a strutturare la colonna vertebrale di A Fronte Alta.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spunto per il nome fu offerto da una frase che l&#8217;ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini rivolse proprio ai giovani di allora, durante un discorso di fine anno del 31 dicembre 1983:</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="center;"><em><strong>&#8220;Siate uomini liberi, in piedi, a fronte alta, padroni del vostro destino e non servitori in ginocchio&#8221;</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;abbiamo fatta nostra quella frase, amiamo ripeterla spesso, in ogni occasione ed è a quell&#8217;appello che ci rifacciamo ogni volta per scuotere le coscienze di ogni generazione, nella speranza di seminare gradualmente quella volontà di cambiamento di cui avvertiamo tutti un estremo bisogno. A Napoli e in Italia. In città. Nel paese. In Europa come nel mondo. C&#8217;è in posta la qualità della nostra vita,i diritti sanciti dalla Costituzione spesso calpestati, la questione meridionale, irrisolta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rifiuti, camorra, disoccupazione, droga, corruzione, illegalità, evasione scolastica, criminalità, lavoro nero, morti bianche, violenza. E tanta miseria umana.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Napoli, capitale illustre di storia e cultura ridotta a perenne focolaio dei problemi italiani. Constatiamo la cruda realtà dei fatti. Tra luci ed ombre la evidenziamo e tentiamo di analizzarla per cercare le risposte più consone. Convinti che non siano pochi i giovani vogliosi di un cambiamento vero. La realtà multiforme non richiede occhiali nuovi ma nuovi occhi, che guardino lontano e non si riflettano in quel partito o in quel colore. Per questo motivo crediamo che ciascuno possa arricchire il patrimonio di visioni e prospettive comuni attraverso le sue libere idee.</p>
<p style="text-align: justify;">In un tempo di vita associativa cosi breve e inaspettatamente intenso, numerosi sono stati gli avvenimenti, le discussioni, gli incontri a tema, le nuove interessanti conoscenze e i progetti elaborati cantierati e in via di definizione. Un tempo fatto di riunioni serali, di riflessioni e proposte, di critiche e suggerimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono trascorsi già otto mesi durante i quali abbiamo mosso i primi passi:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>un dibattito pubblico aperto alla cittadinanza di Portici organizzato nella sala ex cinema Capitol sull&#8217;emergenza rifiuti dal titolo ironico <em>Per non affogare in un mare di balle</em> con la presenza di noti esperti e punti di vista diversi, al fine di stimolare il senso critico e un&#8217;idea complessiva della tragedia ambientale campana;</li>
<li>la collaborazione con la Federazione &#8220;Città del Monte&#8221; nel promuovere Gomorra, il film di Matteo Garrone, in occasione del collaudato cineforum all&#8217;aperto <strong>Fresko film</strong> svoltosi nella città di Portici, con una grande promozione dell&#8217;Associazione visibile su circa 50.000 volantini;</li>
<li>un protocollo d&#8217;intesa con la scuola media statale Macedonio Melloni per la realizzazione di un progetto sull&#8217;emergenza rifiuti riguardante la realizzazione di spot e un cortometraggio tra i ragazzi di Portici;</li>
<li>l&#8217;idea di un premio nazionale proposto al Comune di Portici, dedicato alla figura di Giovanni Falcone che si spera possa andare in porto a partire dal prossimo anno.</li>
</ul>
<p style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm3.static.flickr.com/2258/2421181892_690cce9940_m_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ora più che mai abbiamo bisogno di persone che dedichino una porzione del loro tempo ad una passione, a quella voglia di cambiare la realtà che ribolle dentro, mossa dalla sana convinzione che non è più tempo di accontentarsi ma di pretendere e far valere i propri diritti, oltre al consueto rispetto dei propri doveri. Quel farsi <em>padroni del proprio destino</em> realmente, ogni giorno, discutendo, suggerendo, indagando e criticando, purchè la parola d&#8217;ordine torni ad essere la <strong>partecipazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo essere pertanto una vetrina nuova, trasparente, pulita per quei giovani ancora giovani (perchè pare che i giovani vecchi siano in aumento) che amano la propria terra, credono nella legalità, sperano in un avvenire migliore senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, appartenenza politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo quelli che hanno in tasca pochi euro ma una grande voglia di fare. Vorremmo che lo stesso entusiasmo, la stessa passione che ci anima contagiasse ragazze e ragazzi di ogni dove.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel nostro piccolo il sito ha raccolto visite da oltre centoquaranta città italiane e diciotto paesi in Europa e nel mondo. Abbiamo lasciato il porto e la navigazione non è mai semplice. Con coraggio andiamo avanti. Per noi il motto cambia: tutti sono utili, ognuno è necessario. Vi aspettiamo numerosi. Scrivete a <a href="mailto:info@afrontealta.com">info@afrontealta.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stato, camorra e media</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 13:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
La guerra di camorra che, come preannunciato dal capo della dda di Napoli Roberti, imperversa nel territorio di Casal di Principe suscita una serie di osservazioni da parte dell&#8217;opinione pubblica.
Uno degli argomenti più scottanti che si ripropone ogni volta che si tratta di importanti organizzazioni criminali è quello che riguarda i pentiti.
Segnatamente, è sembrato interessante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm3.static.flickr.com/2196/1560128753_011dd12073_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">La guerra di camorra che, come preannunciato dal capo della dda di Napoli Roberti, imperversa nel territorio di Casal di Principe suscita una serie di osservazioni da parte dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno degli argomenti più scottanti che si ripropone ogni volta che si tratta di importanti organizzazioni criminali è quello che riguarda i pentiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Segnatamente, è sembrato interessante lo spunto offerto dall&#8217;<a href="http://www.annozero.rai.it/R2_HPprogramma/0,,1067115,00.html" title="Annozero: Prove d'orchestra" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.annozero.rai.it');">ultima puntata</a> stagionale di <em>Annozero</em>, in cui il direttore del Mattino, Mario Orfeo, criticava la scelta di trasmettere in tv l&#8217;intervista ad Anna Carrino, ex compagna di <em>Cicciotto &#8216;e Mezzanotte</em>, al secolo Francesco Bidognetti. La tesi di Orfeo nasce dai fatti di cronaca che hanno visto una parente della Carrino e altri parenti di uomini del clan al centro di intimidazioni da parte del clan dei Casalesi. In sostanza,  Orfeo ritiene che pubblicizzare nomi e fatti sia pericoloso per l&#8217;incolumità di chi parla e per la buona riuscita delle operazioni di lotta al crimine.</p>
<p style="text-align: justify;">Michele Santoro replicava che se lo Stato non riesce a <em>immobilizzare</em> la camorra in momenti come questo, rendendo vulnerabili i soggetti che collaborano con esso, sarebbe come <strong>dichiarare la vittoria della criminalità sullo Stato</strong> stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">E voi, che ne pensate? <strong>Meglio parlarne o no?</strong> Meglio trasmettere ai cittadini l&#8217;immagine di una <strong>camorra che s&#8217;indebolisce</strong> o <strong>mantenere il segreto</strong>, riservando certe informazioni alla cognizione della sola autorità giudiziaria? Può lo Stato garantire l&#8217;incolumità di chi esce allo scoperto, facendo sì che l&#8217;opinione pubblica parli di camorra o è meglio che la giustizia  faccia il suo corso per sentieri solitari?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ma di chi era la festa?</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/06/01/ma-di-chi-era-la-festa/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Jun 2008 09:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi e Adunate]]></category>

		<category><![CDATA[Il Bel Paese]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 29% degli italiani dichiara di essere all’oscuro di cosa sia successo il 2 giugno e a quale anno di preciso ci si riferisca. Per i lettori del post che dovessero appartenere a questa consistente percentuale della popolazione ricordiamo che il 2 giugno 1946 si tenne il referendum tra monarchia e repubblica: gli italiani scelsero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 29% degli italiani dichiara di essere all’oscuro di cosa sia successo il 2 giugno e a quale anno di preciso ci si riferisca. Per i lettori del post che dovessero appartenere a questa consistente percentuale della popolazione ricordiamo che il 2 giugno 1946 si tenne il referendum tra monarchia e repubblica: gli italiani scelsero la repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti Italiani non sanno in realtà quale sia il motivo del festeggiamento (e del conseguente giorno di vacanza). Tra quelli che lo ignorano, si registra, oltre che una prevedibile maggiore diffusione di persone con basso titolo di studio e spesso disinteressate a qualsiasi tematica politica e sociale, anche la presenza di numerosissimi giovani al di sotto dei 24 anni. Quali, secondo voi, le ragioni? Scarso senso di appartenenza? Ignoranza dilagante? Inesistenza dell&#8217;educazione civica a scuola? Sfiducia nelle istituzioni? Ragioniamo insieme sulle cause di un fenomeno molto italiano.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intolleranza danza</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/05/27/lintolleranza-danza/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2008 21:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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Gli eventi di intolleranza diffusa che si stanno consumando nella Capitale ricordano le scene cruenti della provincia statunitense dipinta in American history X, riflessione sull’odio in cui va di scena il razzismo. È la storia di un ragazzo, orfano di padre e deluso dalle ingiustizie sociali, che canalizza la rabbia verso il mondo nell’attività politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm1.static.flickr.com/166/431361375_329ee4063b_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Gli eventi di intolleranza diffusa che si stanno consumando nella Capitale ricordano le scene cruenti della provincia statunitense dipinta in <em>American history X, </em>riflessione sull’odio in cui va di scena il razzismo. È la storia di un ragazzo, orfano di padre e deluso dalle ingiustizie sociali, che canalizza la rabbia verso il mondo nell’attività <em>politica</em> di un <em>hate group</em>, dove crede di trovare forza e sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il film non è una storia che parla solo di razzismo, ideali, ostilità. Insegna a non fare agli altri ciò che non si vorrebbe venisse fatto a noi. È la vicenda di tanti giovani arrabbiati pieni di paura e di dubbi che vengono sfogati attraverso la violenza.<br />
Una storia infinita della divisione di razza, di patria e di intolleranza, di ragazzi abbandonati a se stessi, svuotati dagli affetti e riempiti di odio per sopperire alle incertezze che la vita ha loro offerto.</p>
<p style="text-align: justify;">Un film che andrebbe visto di certo da coloro che hanno commesso atti vandalici nelle vetrine di extracomunitari, hanno lanciato minacce e intimidazioni ad un conduttore radiofonico omosessuale, hanno usato spranghe e mazze di legno contro altri coetanei.</p>
<p style="text-align: justify;">È di oggi la notizia di nuovi disordini a Roma, in pieno giorno. Violenza e catene tra studenti di fazioni politiche opposte. Sette feriti con spalle lussate, ferite alla testa, segni di spranghe. Secondo le indagini il gruppo dei giovani di sinistra stava strappando i manifesti di protesta appesi all&#8217;università da Forza Nuova contro l&#8217;annullamento del convegno sulle foibe, alla quale avrebbe partecipato Roberto Fiore, segretario nazionale del movimento di destra Forza Nuova. L&#8217;iniziativa è stata assunta dal prorettore vicario Luigi Frati, revocando l&#8217;autorizzazione concessa dal preside della facoltà di Lettere e Filosofia.</p>
<p style="text-align: justify;">La rissa si è consumata in dieci minuti, all&#8217;arrivo di una macchina carica di altri militanti di Fn armati di spranghe e coltelli, coinvolgendo una ventina di militanti antifascisti e un gruppo di cinque ragazzi di estrema destra.</p>
<p style="text-align: justify;">Sei le persone arrestate, di cui due fanno parte dei collettivi universitari di sinistra e gli altri quattro di movimenti di estrema destra. Il ministro dell&#8217;Istruzione Gelmini ha chiesto al rettore de La Sapienza di Roma una <em>relazione</em> sui fatti accaduti, mentre il sindaco Alemanno ha condannato le violenze e smentito al contempo la presenza di un clima intolleranza sempre più diffuso nella capitale, parlando di <em>imbecilli pericolosi da isolare</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><!-- do nothing --><!-- fine TESTO -->Eppure risale solo ad alcuni giorni fa il raid punitivo ad opera di un gruppo di venti ragazzi, guidati da un uomo, muniti di assi di legno e con i volti coperti da foulard con la svastica, nei confronti degli <em>sporchi stranieri</em> e <em>Bastardi</em>. Queste le grida dei barbari che hanno accompagnato le percosse e i danni ad alcuni extracomunitari del quartiere Pigneto a Roma, luogo di artisti e musicisti nel quale trovano sede il centro sociale Snia Viscosa, tra i più grandi e attivi della città, il Bar Necci, famoso per essere stato il bar di Pier Paolo Pasolini e una storica sede dell&#8217;Associazione Nazionale Partigiani Italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;irruzione vandalica a scapito di alcuni negozi ha visto andare in frantumi due vetrine e un frigo bar di un negozio di alimentari e le vetrine di una lavanderia-phone center apaprtenenti a cingalesi. A seguire un assalto ad un alimentari di un indiano e la rottura di una vetrata del portone di un&#8217;abitazione. Un extracomunitario del Bangladesh è stato picchiato dalla banda con una bastonata. Attoniti i bengalesi residenti da anni, scesi in strada per rifiutare ogni forma di razzismo e che lavorano onestamente, pagando le tasse come tutti i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Scrive <em>The Guardian:</em> <em>[...] l’attacco accade mentre il governo di Silvio Berlusconi dà il via ad azioni repressive verso l’immigrazione illegale e giorni dopo che la folla ha incendiato i campi degli zingari a Napoli. Lo scorso mese la folla ha dato il benvenuto al nuovo eletto sindato Gianni Napolitano con il saluto fascista, davanti al municipio.</em></p>
<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px; text-align: justify;"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm2.static.flickr.com/1011/566224445_38bf92bfa4_m_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Infine la recente aggressione ai danni di Christian Floris, 24 anni, conduttore del portale DeeGay.it, stava rincasando nella Capitale quando due persone gli sbattono la testa contro il muro minacciandolo per via dei temi legati alla sfera dell&#8217;omosessualità di cui si occupa e gli intimano di smetterla.</p>
<p style="text-align: justify;">Stupisce che accadano episodi di tale gravità proprio a Roma, quel modello di comunità aperta e solidale promosso dall&#8217;ex sindaco Veltroni come un moderno riferimento culturale. Evidentemente serbavano sotto pelle odi, disagi, rancori profondi non percepiti, mai sopiti, ai quali la politica non è riuscita a offrire adeguate risposte. Sembra quasi che tutta la rabbia accumulata per l&#8217;impotenza espressa dal Governo precedente su temi scottanti come il bisogno di sicurezza, ancor prima che l&#8217;eliminazione delle mafie, tracimi nella foga rabbiosa e ceca di questi giorni, attraverso una recrudescenza di odi antichi che si traduce in violenze verbali e fisiche.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà la violenza è l&#8217;ultimo stadio di una sostanziale depressione italiana per la mancanza di risposte sociali certe e l&#8217;assenza di fari etici, civili e morali. Sono i problemi economici, la difficoltà di arrivare a fine mese, il salasso delle rate dei mutui, il precariato che soffoca ogni progetto per il futuro, un grave e generale abbassamento della qualità di vita a caratterizzare l&#8217;Italia del 2008.</p>
<div class="dida" style="text-align: justify;">Intanto Berlino ricorda con un monumento collocato nei pressi della Porta di Brandeburgo gli omossessuali, vittime di una feroce discriminazione ai tempi del regime nazista. Un grande blocco con una fessura affacciata su uno schermo dove viene proiettato il bacio di una coppia gay.</div>
<div class="dida" style="text-align: justify;">L&#8217;intolleranza danza: non c&#8217;è speranza?</div>
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		<title>Berlusconi santo subito</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 18:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo il contenuto di un lunghissimo striscione sistemato a Fuorigrotta, che accoglie il premier a Napoli. Se, continua, elimina rifiuti e criminalità, a testimoniare il clima di attesa creatosi attorno all&#8217;evento odierno che ha visto il consiglio dei ministri riunirsi presso la Prefettura per provvedimenti e misure legate all&#8217;economia e alla sicurezza.
Come giudicate le misure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo il contenuto di un lunghissimo striscione sistemato a Fuorigrotta, che accoglie il premier a Napoli. <em>Se</em>, continua, <em>elimina rifiuti e criminalità</em>, a testimoniare il clima di attesa creatosi attorno all&#8217;evento odierno che ha visto il consiglio dei ministri riunirsi presso la Prefettura per provvedimenti e misure legate all&#8217;economia e alla sicurezza.</p>
<p>Come giudicate le misure adottate dal consiglio dei ministri sull&#8217;emergenza rifiuti? Quali sono le vostre aspettative?</p>
<p>Ecco in breve le decisioni approntate:</p>
<ul>
<li>nomina di Guido Bertolaso, attuale capo della Protezione civile, a sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all&#8217;emergenza rifiuti e superpoteri;</li>
<li>cinque siti secretati per le discariche in tutte e cinque le province campane secretati sino alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale che ingoieranno un totale di dieci milioni di tonnellate di immondizia;</li>
<li>le discariche della Campania saranno aree di interesse strategico-militare e verranno presidiate dall&#8217;esercito, a Barbara Contini, ex governatrice di Nassirya in Iraq, toccherà invece il difficile compito di mediare con le popolazioni dei territori sui quali verranno aperte le discariche;</li>
<li>per superare l&#8217;emergenza, inoltre, si punterà su quattro termovalorizzatori di cui uno a Napoli da stabilire entro 30 giorni;</li>
<li>l&#8217;immediata riattivazione del termovalorizzatore di Acerra che dovrà riattivarsi entro la fine del 2008 (sebbene ogni gara di aggiudicazione vada deserta nonostante le numerose agevolazioni);</li>
<li>entro trenta mesi sarà conclusa la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno, al quale si aggiungerà quello di Santa Maria La Fossa;</li>
<li>è prevista la chiusura di sette impianti di combustione dei rifiuti per essere trasformati in impianti per il compostaggio di qualità, consentendo secondo le intenzioni, la raccolta differenziata;</li>
<li>i comuni che non raggiungono gli obiettivi del 25% per la raccolta differenziata entro il 2008, del 35% entro il 2009 e del 50% entro il 2010, subiranno una maggiorazione della tariffa per lo smaltimento pari rispettivamente al 25%, al 35% e al 50% per ogni tonnellata di rifiuti.</li>
<li>tre i commi, inseriti in un unico articolo del decreto, che inaspriscono le pene per chi da domani tentera&#8217; di bloccare le iniziative per risolvere l&#8217;emergenza rifiuti. Il primo comma, afferma che &#8221;chi entra abusivamente nelle aree dichiarate di interesse strategico nazionale o renda difficoltoso l&#8217;accesso alle aree medesime, e&#8217; punito a norma dell&#8217;articolo 682 del codice penale&#8221; che prevede una pena da 3 mesi ad un anno. Il secondo comma stabilisce invece che &#8221;chi impedisca, ostacoli o renda difficoltosa la complessiva azione di gestione dei rifiuti e&#8217; punito a norma dell&#8217;articolo 340 del codice penale&#8221;. La pena e&#8217; fino ad un anno ma per i &#8221;capi, promotori od organizzatori&#8221; sono puniti con la pena fino a cinque anni. Il terzo comma, infine, afferma che &#8221;chi distrugge o rovina i beni e gli impianti legati alla gestione dei rifiuti e&#8217; punito ai sensi dell&#8217;articolo 635 comma 2 del codice penale&#8221;. La pena prevista va da sei mesi a tre anni.</li>
</ul>
<p>              </p>
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		<item>
		<title>Dillo a Fronte Alta: coniugare giustizia e solidarietà</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/05/20/dillo-a-fronte-alta-coniugare-giustizia-e-solidarieta/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 May 2008 20:46:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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A Fronte Alta raccoglie e pubblica una testimonianza della Federazione scs/cnos, l&#8217;ente che racchiude diverse Ong che fanno capo ai Padri Salesiani. Tratta dell&#8217;ondata xenofoba e razzista che negli ultimi tempi interessa il nostro Paese.
CONIUGARE GIUSTIZIA E SOLIDARIETÀ
 
Come Federazione SCS/CNOS, Salesiani per il sociale, giorni addietro  chiudevamo la nostra assemblea annuale con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm2.static.flickr.com/1116/1352149315_8ef27cb7f8_d.jpg" alt="" /></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="Arial;">A Fronte Alta raccoglie e pubblica una testimonianza della Federazione scs/cnos, l&#8217;ente che racchiude diverse Ong che fanno capo ai Padri Salesiani. Tratta dell&#8217;ondata xenofoba e razzista che negli ultimi tempi interessa il nostro Paese.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left; padding-left: 30px;"><em><strong><span style="Arial;"><span style="small;">CONIUGARE GIUSTIZIA E SOLIDARIETÀ</span></span></strong></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left; padding-left: 30px;"><em><strong><span style="Arial;"> </span></strong></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="Arial;">Come </span></em><span style="Arial;">Federazione SCS/CNOS, Salesiani per il sociale</span><em><span style="Arial;">, giorni addietro <span style="yes;"> </span>chiudevamo la nostra assemblea annuale con un occhio attento agli sviluppi e alle ondate razziste e xenofobe che si stanno producendo nel nostro paese affermando: “Noi in questa caccia allo straniero, al diverso, all’emarginato, non ci troviamo, siamo dall’altra parte. Continueremo a stare per <span style="bold;">e con i ragazzi poveri<strong>,</strong></span> continueremo a bussare - come don Bosco - non tanto per chiedere la carità dei progetti, ma per esigere e tutelare i diritti dei più poveri”. </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="Arial;">Questo perché le esperienze dei nostri educatori di strada, dei centri diurni nelle città a forte valenza immigratoria, ci chiedono di svuotare la mente da tutti quegli stereotipi che quotidianamente imprigionano gli italiani relativamente alla figura dell’immigrato ed ancor peggio dell’immigrato cosiddetto “irregolare”. Abbiamo incontrato in strada non clandestini o immigrati ma persone. Che raccontano storie di paesi bellissimi che a malincuore hanno dovuto abbandonare, di povertà, di responsabilità verso chi è rimasto e non ha le risorse per mangiare. Tutto questo ci sollecita ad un paradigma conoscitivo non totalitario e chiuso, bensì attento, curioso, disponibile ad uno scambio, ad una condivisione anche di tipo culturale, che non nasconde le differenze ma le valorizza nella loro specificità e nella loro unicità come unica e eccezionale è l’esperienza di ogni essere umano.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="Arial;">In questi anni ci siamo incontrati con individui a cui non abbiamo proprio niente da insegnare, persone laureate che si ritrovano a fare la fila per una doccia, per un pasto caldo e per un abito pulito, situazioni che mettono di fronte all&#8217;interrogativo: “Sono una persona?&#8221; prima ancora che &#8220;Sono una persona che ha diritti?&#8221;. </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="Arial;">La strada, unica soluzione che spesso la nostra società ha offerto agli “stranieri”, addormenta e soffoca le risorse individuali, che spesso però, con adeguati interventi e la giusta attenzione, riprendono vita e si trasformano in “possibilità”. </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="Arial;">Come giustamente qualcuno ha osservato: “Le recenti elezioni ci hanno mostrato quanto può la paura dei nuovi flussi migratori. Allargando a una intera etnia le caratteristiche di alcuni suoi membri che vivono in una situazione di marginalizzazione, si sta oggi costruendo in Italia l&#8217;immagine del nemico rumeno, capro espiatorio ideale per una società che, travolta in un processo di trasformazione anche etnica, non riesce più a riconoscersi”.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="Arial;">Noi riteniamo sia arrivato il momento di smetterla con le generalizzazioni, col credere che c’è un’etnia di violentatori, una di spacciatori, una di truffatori, ecc.; forse è più realistico e più utile andare a ragionare sul fatto che queste persone esistono, trasversalmente a tutte le nazionalità e al di là del possesso di documenti o meno. </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="Arial;">Ma c’è un risvolto più educativo che ancora ci interessa.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="Arial;">Di fronte ad adulti che bruciano i campi nomadi, che organizzano ronde “giustizialiste” che usano parole cariche di violenza (in politica, nei media e nel quotidiano), che dimostrano un&#8217;assoluta mancanza di rispetto per l&#8217;altro, per quell’altro che esce di poco dai confini della cerchia familiare e di amici, che cosa si può pretendere dai più piccoli che respirano questo clima di intolleranza, di chiusura e di poca disponibilità all’ascolto e all’accoglienza?</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="Arial;">Il giovane studente picchiato dai suoi compagni perché «sporco romeno» è uno degli esempi delle conseguenze possibili e purtroppo reali.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="Arial;">Una esagerata, opportunista utilizzazione del cosiddetto «tema sicurezza» sta creando nei nostri quartieri, tra molte persone, soprattutto gli anziani e le persone che vivono condizioni di povertà, un tipo di rifiuto che sta molto vicino all&#8217;odio. </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em><span style="Arial;">Tutti dicono che c’è domanda educativa, ma per chi? Forse non solo per i ragazzi, gli adolescenti, c’è da educare un mondo di adulti, città da costruire a misura di persone. In questa bagarre xenofoba, razzista, in questa “caccia”, facciamo un passo indietro. In primo luogo lo diciamo alla politica che è l’arte della mediazione, della ricerca della strada possibile per tutti. Nel binomio giustizia e solidarietà non c’è prima la giustizia e poi la solidarietà, come qualche amministratore ha detto; vanno coniugate insieme, altrimenti diventa una giustizia solo per pochi. In questo modo vanno trasmessi ai giovani.</span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left; padding-left: 30px;"><em><span style="Arial;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left; padding-left: 30px;"><em><span style="Times New Roman;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: left; padding-left: 30px;"><em><span style="Arial;"><span style="small;">Domenico Ricca<br />
</span><span style="small;">Presidente SCS<br />
Salesiani per il sociale</span></span></em></p>
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		<title>Il travaglio</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 16:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
L&#8217;autore di questo post ha visto la puntata di Che tempo che fa andata in onda sabato 10 maggio.
I telespettatori che hanno seguito il TG delle 20 del giorno successivo non hanno ascoltato l&#8217;audio relativo alle immagini della puntata in questione. Sì, perché il giornalista di RAI1 ha deciso per noi che quelle di Travaglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm3.static.flickr.com/2337/2103116561_512ec4bd3d_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;autore di questo post ha visto la puntata di <em>Che tempo che fa</em> andata in onda sabato 10 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">I telespettatori che hanno seguito il TG delle 20 del giorno successivo non hanno ascoltato l&#8217;audio relativo alle immagini della puntata in questione. Sì, perché il giornalista di RAI1 ha deciso per noi che quelle di Travaglio erano <em>offese</em> (<em>sic</em>) e se proprio c&#8217;erano dichiarazioni da riportare, naturalmente le uniche ammesse erano quelle dei politici. Andiamo con ordine.</p>
<p style="text-align: justify;">Due sono i ragionamenti che Travaglio fa su Renato Schifani, neo-eletto Presidente del Senato.</p>
<p style="text-align: justify;">Marco Travaglio cita Schifani dopo aver elencato i nomi di importanti personaggi politici del passato (Fanfani, Parri, Einaudi, De Nicola, Nenni, etc.), al fine di ridicolizzarne la statura politica e sottintendendo quello che, per lo stesso Travaglio, è il basso valore morale dell&#8217;esponente del Pdl. Travaglio conclude, ipotizzando che solo la <em>muffa</em> potrebbe seguire Schifani nella lista. Poi si corregge sostenendo che l&#8217;esempio non è pertinente poiché dalla muffa si ricava la penicillina. Insomma, per Travaglio, la muffa è meglio di Renato Schifani.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro momento in cui Travaglio cita Schifani è contestualizzato nel ragionamento sulla indipendenza-dipendenza della stampa. Travaglio ricorda un fatto riportato anche dal giornalista antimafia Lirio Abbate: Renato Schifani ha costituito, in passato, una società insieme con tre persone; due di queste, successivamente vengono condannate per mafia. Travaglio sostiene che in un Paese libero la stampa chiederebbe conto a Schifani delle sue frequentazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sapevo che l&#8217;intervento di Travaglio sarebbe risultato offensivo e ho giudicato io stesso certe esternazioni fuori luogo. Naturalmente, mi riferisco alle prime che ho citato: quelle sulla muffa. Sono esternazioni gratuitamente allusive a una connotazione negativa della persona di Schifani. Non è detto che tutti la pensino come Travaglio e non si possono, da giornalista, esprimere pareri <em>comici</em> sul mero valore politico di un personaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colpo di scena è che lo scalpore dei politici tutti, eccezion fatta per il giustizialista Di Pietro, è stato destato non dal primo argomento di Travaglio, ma dal secondo. Insomma, l&#8217;offesa è che Schifani aveva rapporti con gente poi accertata mafiosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Che ne pensate? È vero, come dicono, che non è stato rispettato il contraddittorio? Pensate anche voi che su fatti accertati giudizialmente ci sia bisogno di attuare un contraddittorio? E se è così, perché Schifani non ha sfruttato la prima telecamera per spiegare quei rapporti, piuttosto che minacciare querele?</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima domanda: se l&#8217;informazione è libera, perché ieri sera il TG1 non ha consentito ai telespettatori di ascoltare la viva voce di Marco Travaglio, affidando, invece, la relazione sui fatti ai commenti dei politici?</p>
<p style="text-align: justify;">P.s. YouTube è stato inondato di contributi sulla puntata, clicca <a href="http://it.youtube.com/results?search_query=travaglio+schifani&amp;page=1" title="Il caso Travaglio-Schifani" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/it.youtube.com');">qui</a> per vederli. Di seguito proponiamo parte dell&#8217;intervista a Marco Travaglio nella puntata del 10 maggio a <strong>Che tempo che fa</strong>.</p>
<span class="coolplayer_wrapper"><span class="coolplayer_playlist" id="coolplayer_playlist_280350438" style="width: 478px"><a href="javascript: coolplayer('&lt;a href=&quot;http://www.afrontealta.com/video/travaglio1.flv&quot;&gt;Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte prima)&lt;/a&gt;', '280350438', '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte prima)">1</a> <a href="javascript: coolplayer('&lt;a href=&quot;http://www.afrontealta.com/video/travaglio2.flv&quot;&gt;Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte seconda)&lt;/a&gt;', '280350438', '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte seconda)">2</a> <a href="javascript: coolplayer('&lt;a href=&quot;http://www.afrontealta.com/video/travaglio3.flv&quot;&gt;Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte terza)&lt;/a&gt;', '280350438', '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte terza)">3</a> <a href="javascript: coolplayer('&lt;a href=&quot;http://www.afrontealta.com/video/travaglio4.flv&quot;&gt;Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte quarta)&lt;/a&gt;', '280350438', '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte quarta)">4</a> </span><span id="coolplayer_container_280350438"></span><span class="coolplayer_info" id="coolplayer_info_280350438" style="width: 478px;display: block;" ondblclick="coolplayer_input(this, '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Doppio click per immettere il tuo URL, premere Invio per iniziare la riproduzione.">Caricamento in corso...</span><script type="text/javascript"><!--
coolplayer('<a href=\"http://www.afrontealta.com/video/travaglio1.flv\">Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte prima)</a>', '280350438', '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');
//--></script></span>
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		<title>Stop agli immigrati&#8230; o agli italiani?</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/05/06/stop-agli-immigrati-o-agli-italiani/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 13:54:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
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Chiunque da mesi si imbatta in un notiziario televisivo o nella lettura dei titoli di un qualsiasi giornale avrà appreso di allarme criminalità, di violenze sessuali in aumento e di calo della sicurezza nelle città italiane. Chiunque avrà appreso queste cose, avrà sicuramente notato la connessione tra certi fatti criminosi e la extraitalianità dell&#8217;autore. Ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://www.afrontealta.com/wp-content/uploads/2008/05/grafico_ita_rum.png" alt="" width="474" height="280" /></p>
<p style="text-align: justify;">Chiunque da mesi si imbatta in un notiziario televisivo o nella lettura dei titoli di un qualsiasi giornale avrà appreso di allarme criminalità, di violenze sessuali in aumento e di calo della sicurezza nelle città italiane. Chiunque avrà appreso queste cose, avrà sicuramente notato la connessione tra certi fatti criminosi e la extraitalianità dell&#8217;autore. Ad onor del vero, relativamente ai delitti di violenza sessuale (argomento sempre attuale, ma che oggi gode di particolare attenzione da parte dell&#8217;informazione), pareva che a commeterne fossero solo romeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa il <em>Corriere della Sera</em> ha reso noti i dati forniti dal Ministero dell&#8217;Interno circa la nazionalità degli autori dei reati più frequenti in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima notizia è che al primo posto, in tutte le categorie di reato, almeno fino a tutto il 2007 si confermano gli italiani. La seconda è che il secondo posto spetta ai romeni, a seguire marocchini e albanesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Faremo l&#8217;esempio  delle violenze sessuali nel 2007, data la particolare attenzione riservata a quest&#8217;argomento dai media. Sono 397 le violenze compiute dai romeni. Quante violenze sessuali sono riconducibili ad autori italiani? 2705. Più del doppio, più del triplo, molto più del quintuplo. L&#8217;articolo, a firma di Fiorenza Sarzanini, che commenta la tabella del Viminale si scorgono frasi un po&#8217; approssimative, a partire dal titolo: <strong>Romeni, marocchini e albanesi in testa alla classifica dei reati</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Obiezione: in verità, l&#8217;abbiamo detto, la medaglia d&#8217;oro, in territorio italiano, non può che essere dei cittadini italiani. Seconda frase approssimativa: <em>[...] tra clandestini e regolari entrati nel nostro paese negli ultimi quattro anni sono loro a commettere il maggior numero di delitti</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Obiezione. <strong>Loro</strong>, chi? La risposta è nel periodo precedente: <em>[...] nella foto della criminalità straniera che agisce in Italia, romeni marocchini e albanesi confermano il proprio primato negativo.</em> Punto. Ora, se tu contestualizzi nel quadro della criminalità straniera un fatto, chiudendo con senso compiuto un periodo e nel periodo successivo <strong>dimentichi</strong> di specificare che si sta parlando di criminalità straniera, è molto facile che il lettore capisca semplicemente che <strong>sono loro a commettere il maggior numero di delitti</strong> (cfr. figura).</p>
<p style="text-align: justify;">Terza frase approssimativa, sempre sulla paternità romena dei delitti: <em>[...] con un&#8217;impennata che negli ultimi dodici mesi ha riguardato i furti e le rapine e una crescita costante delle violenze sessuali</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il crimine cresce, non i crimini dei romeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, meglio precisare che la somma complessiva dei colpevoli stranieri (marocchini, albanesi, senegalesi, cinesi) fa acquisire più peso al dato degli immigrati che delinquono e, sia chiaro, questo post non pretende di emettere sentenze sulla <strong>questione immigrazione</strong>. Il punto qual è, allora?</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto è che i fatti avvengono indipendentemente da come li raccontano. Il reato si compie, sta alla stampa parlarne. Il modo in cui i fatti vengono raccontati dall&#8217;industra giornalistica dominante non rispecchia le proporzioni dei fenomeni. A volte la scoperta dei fatti non coincide con l&#8217;ascolto di un tg.</p>
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		<title>Lo stivale a destra</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/04/29/lo-stivale-a-destra/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 11:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Le elezioni amministrative hanno confermato la svolta a destra del Paese. Il risultato raggiunto costituisce un segnale di netta discontinuità, coadiuvato anche da un&#8217;elevata astensione, che non sminuisce un traguardo suddivisibile per aree geografiche: l&#8217;elezione a presidente del consiglio di Silvio Berlusconi per la terza volta in quindici anni, l&#8217;avanzata della Lega soprattutto tra gli operai al Nord, la vittoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le elezioni amministrative hanno confermato la svolta a destra del Paese. Il risultato raggiunto costituisce un segnale di netta discontinuità, coadiuvato anche da un&#8217;elevata astensione, che non sminuisce un traguardo suddivisibile per aree geografiche: l&#8217;elezione a presidente del consiglio di Silvio Berlusconi per la terza volta in quindici anni, l&#8217;avanzata della Lega soprattutto tra gli operai al Nord, la vittoria storica di Gianni Alemanno, primo sindaco di destra dal dopoguerra della Capitale e di Raffaele Lombardo con il movimento per l&#8217;autonomia a presidente della regione Sicilia.</p>
<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="justify;"><strong>Veltroni: con le primarie ha fatto cadere il governo Prodi, con le elezioni politiche ha cacciato i comunisti dal Parlamento, candidando Rutelli ha perso Roma. Walter santo subito.</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nel Pd si parla di sconfitta pesante, alla quale dovrà seguire una profonda riflessione, che sottintende una messa in discussione dei vertici e delle strategie adottate finora. Un cartello di sostenitori del nuovo sindaco di Roma è eloquente a tal proposito.</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto un altro punto di vista è possibile parlare di netta vittoria del centro destra, rappresentato dal Popolo della Libertà, con una precisa responsabilità governativa e amministrativa assegnata dagli elettori per i prossimi anni. La democrazia è alternanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Democrazia sotto scacco</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/04/27/democrazia-sotto-scacco/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Apr 2008 13:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Si stanno susseguendo segnali inquietanti in questi giorni. In alcune città del Sud Italia le mafie alzano la voce e lo fanno attraverso i metodi tradizionali. Il silenzio clamoroso della politica su certe vicende fa più rumore di un colpo di pistola. L&#8217;intimidazione e la violenza primitiva di questi balordi tiene sotto scacco la democrazia. Non un personaggio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm2.static.flickr.com/1187/1303566131_9396ef9ed3_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Si stanno susseguendo segnali inquietanti in questi giorni. In alcune città del Sud Italia le mafie alzano la voce e lo fanno attraverso i metodi tradizionali. Il silenzio clamoroso della politica su certe vicende fa più rumore di un colpo di pistola. L&#8217;intimidazione e la violenza primitiva di questi balordi tiene sotto scacco la democrazia. Non un personaggio, una terra, una regione ma il paese intero è aggredito nelle sue libertà fondamentali.</p>
<p style="text-align: justify;">Offrire uno spazio adeguato a queste notizie passate in second&#8217;ordine è il minimo che A Fronte Alta possa fare, affinché nulla cada nell&#8217;oblio e nell&#8217;indifferenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pomigliano D&#8217;Arco, Napoli</strong>: attacco alla sede del comitato elettorale di Tommaso Sodano, esponente di Rifondazione Comunista. Sodano, presidente della commissione ambientale nell&#8217;ultima legislatura, da sempre è impegnato nelle questioni relative a salute ed ambiente, divenendo un punto di riferimento per molti problemi da Scanzano, venuta alla ribalta per l&#8217;ipotesi di collocare un deposito di scorie nucleari, sino alla questione rifiuti, il problema diossina e il termovalorizzatore di Acerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha denunciato più volte a viso aperto le connivenze fra camorra e politica nella gestione dei rifiuti in Campania. In particolare gruppi imprenditoriali che sebbene siano stati interdetti dalla prefettura per infiltrazioni camorristiche, riescono ad aggiudicarsi gli appalti attraverso subappalti e prestanomi.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi mesi è stato oggetto di ripetute minacce di morte e diverse lettere contenenti più di sedici proiettili. La Prefettura di Napoli ha deciso cosi di metterlo sotto scorta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fuoco appiccato nel giorno della Liberazione alla sede elettorale dell&#8217;onorevole Sodano è giunto, secondo lo stesso, perché è stata abbassata la guardia dopo i controlli effettuati in seguito alle prime intimidazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Caserta</strong>: è stata organizzata una catena umana di solidarietà nei confronti di Saviano, il pm Cantone e la giornalista Rosaria Capacchione, dinnanzi alla sede della redazione casertana del Mattino. L&#8217;iniziativa messa in piedi dai giovani della diocesi ha voluto essere un segnale di speranza e l&#8217;auspicio di una rinascita sociale per la città di Caserta. Nessun parlamentare presente, eccetto alcuni assessori di Comune e Provincia e Fulvio Martusciello, PDL, unico rappresentante regionale presente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gioia Tauro, Reggio Calabria</strong>: attentato mafioso in piena regola con una bomba posta sotto l&#8217;auto di un commerciante di abbigliamento e interessi nel calcio. L&#8217;ordigno radiocomandato è esploso provocando lesioni agli arti superiori e inferiori di Antonino Princi, 45 anni. Perderà la vista per la deflagrazione e ha subito già l&#8217;amputazione di tutti gli arti. È attualmente ricoverato in prognosi riservata.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;azione è riconducibile al clima di tensione che da mesi caratterizza la piana di Gioia Tauro. La fine dei vecchi equilibri mafiosi, sfociata con l&#8217;omicidio recente dl boss Molè è aggravata da questo gesto violento e chiaro. L&#8217;imprenditore è titolare di una serie di negozi di abbigliamento e socio in alcune società che gestiscono supermercati nei centri commerciali aperti di recente nel Reggino. Coltiva interessi anche nel mondo del calcio. Negli anni scorsi era stato socio di riferimento del Catanzaro, quando la squadra militava in serie B.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Consiglio dei Ministri ha deciso negli ultimi provvedimenti lo scioglimento del Consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Reggio Calabria</strong>: in data 22 aprile è stata rilevata durante una bonifica dei Ros una microspia in un ufficio della Procura della Repubblica. Nicola Gratteri, il pubblico ministero  titolare dell&#8217;inchiesta sulla strage di Duisburg. La microspia non è tecnologicamente avanzata: funziona a pile che vanno ricaricate periodicamente. È in grado di diffondere le intercettazioni in un raggio massimo di venti metri. L&#8217;ipotesi avanzata è che un altro magistrato possa essere la talpa in Procura, sede di altissime tensioni dopo che le inchieste hanno visto fughe di notizie, pilotate per sabotarle. Questo è accaduto in relazione alle indagini sulle relazioni pericolose del senatore Sergio <span style="underline;">De Gregorio</span> filmato a cena con alcuni esponenti della &#8216;ndrangheta e i rapporti tra Marcello <span style="underline;">Dell&#8217;Utri</span> e il <em>faccendiere </em>Aldo Micciché che prometteva di poter manipolare i voti degli italiani del Sud America in cambio di una sostanziosa bustarella.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Csm ha nominato Giuseppe Pignatone nuovo Procuratore capo della Procura di Reggio, al fine di calmierare l&#8217;atmosfera avvelenata negli uffici giudiziari e dare una spinta forte alla lotta contro le cosche calabresi. Pignatone è stato coordinatore delle indagini che hanno condotto all&#8217;arresto di Provenzano e sembra intenzionato a portare battaglia alla&#8217;ndrangheta dopo anni di esperienza maturati a Palermo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Palermo</strong>: è apparso l&#8217;ennesimo murales con il volto del boss latitante trapanese Matteo Messina Denaro nei pressi della facoltà di Giurisprudenza. Nei giorni scorsi aveva fatto scalpore un altro murales alle spalle della Cattedrale. Lo stile è tipico della pop art di Andy Warhol in cui il viso del boss appare come in una vecchia fotografia con indosso un paio di occhiali da sole ed è riprodotto in colori diversi. Sotto la scritta Messina Denaro, il simbolo del dollaro e la sigla <em>FA</em>. Il disegno è comparso anche su una delle facciate dei nuovi uffici comunali di Castelvetrano, paese natale del capomafia. Gli investigatori stanno cercando di appurare se si tratti di una sfida civile al mafioso o di un segnale inquietante.</p>
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		<title>V2-DAY</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/04/24/v2-day/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 16:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Domani, 25 aprile, in tutta Italia il Popolo dei Grillini scenderà di nuovo in piazza per firmare a favore di tre referendum:

abolizione dell&#8217;ordine dei giornalisti
cancellazione dei contributi pubblici all&#8217;editoria
abolizione della legge Gasparri

Le tematiche che Beppe Grillo intende sollevare affondano le radici nello stesso principio di cui abbiamo parlato nell&#8217;approfondimento: l&#8217;indipendenza dell&#8217;informazione.
I ragazzi di A Fronte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Domani, 25 aprile, in tutta Italia il <strong>Popolo dei Grillini</strong> scenderà di nuovo in piazza per firmare a favore di tre referendum:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>abolizione dell&#8217;ordine dei giornalisti</li>
<li>cancellazione dei contributi pubblici all&#8217;editoria</li>
<li>abolizione della legge Gasparri</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Le tematiche che Beppe Grillo intende sollevare affondano le radici nello stesso principio di cui abbiamo parlato nell&#8217;approfondimento: l&#8217;<a href="http://www.afrontealta.com/2008/04/17/dillo-a-fronte-alta-indipendenza-dell-informazione/" title="Dillo a fronte alta: indipendenza dell'informazione" target="_blank"><strong>indipendenza dell&#8217;informazione</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">I ragazzi di <strong>A Fronte Alta domani</strong>, dalle 9 alle 14, saranno presso il <strong>piazzale Brunelleschi di Portici</strong>, per videointervistare organizzatori e partecipanti della racolta di firme.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi voglia aggregarsi, sa dove trovarci!</p>
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		<title>Dillo a fronte alta: indipendenza dell&#8217;infomazione</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Apr 2008 19:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Da dove comincia il problema dell’indipendenza dell’informazione? È una questione che riguarda solo i CdA dei gruppi editoriali o affonda le sue radici nella soglia d’ingresso alla professione?
Giovanni Bruner, un amico di A fronte alta, studente universitario ha scritto a uno dei coordinatori per offrire il suo punto di vista. Pubblichiamo di seguito la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm1.static.flickr.com/197/488497260_b5b924b215_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Da dove comincia il problema dell’indipendenza dell’informazione? È una questione che riguarda solo i CdA dei gruppi editoriali o affonda le sue radici nella soglia d’ingresso alla professione?</p>
<p style="text-align: justify;">Giovanni Bruner, un amico di <strong>A fronte alta</strong>, studente universitario ha scritto a uno dei coordinatori per offrire il suo punto di vista. Pubblichiamo di seguito la sua lettera.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>Caro Luca<br />
seguo con vivo interesse la lotta per una informazione libera condotta da Beppe Grillo. Non ne condivido tutti i contenuti, né condivido pienamente certe altre scelte del comico (come quella del non-voto). Sono laureato con il massimo dei voti, parlo fluentemente inglese e francese e da grande sogno di fare il giornalista. Ma in Italia, si sa, spesso i sogni sono destinati a rimanere tali. Ho scritto per un anno e mezzo su una testata del napoletano, praticamente ogni giorno e gratis. Sono stato cacciato a calci in culo e senza spiegazioni quando ho chiesto un minimo di rimborso spese almeno per le telefonate.</em></p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><em>Volete sapere qual è uno dei segreti della nostra informazione, in mano alla cricca neoliberale che spadroneggia su questo paese e che accumula ingenti ricchezze ai danni del resto della popolazione? Beh lo dico subito: il segreto è nel reclutamento dei servi. Ci sono due modi in Italia per lavorare e guadagnarsi da vivere con il giornalismo: il primo, quello più antico e complesso è una lunga, lunghissima gavetta per poi farsi assumere al praticantato che da diritto al concorso per l&#8217;albo dei giornalisti. I posti in palio sono pochissimi e perlomeno al sud (dove vivo) riservati a figli e nipoti; l&#8217;altro, ed apparentemente più facile, modo per avere accesso ad una testata nazionale o regionale è quello di inscriversi ad una delle scuole di giornalismo riconosciute dall&#8217;Albo. Ce ne sono in tutto sette o otto, sotto forma di master, scuole di specializzazione o altro ed i loro costi sono ai limiti dell&#8217;assurdo. Luiss e Iulm chiedono rette annue da 9.500 euro annui, a cui per un fuori sede bisogna aggiungere i costi di vitto e alloggio per una previsione di circa 20.000 euro annui (da sottolineare che i corsi sono a frequenza obbligatoria). Più moderate le pretese a Bologna (6.000 euro annui) e Perugia (5.000 euro). La storica Carlo De Martino di Milano chiede ai suoi studenti una retta di 4.000 annui ma si regge sui finanziamenti del governo regionale Formigoni. Urbino richiede una retta vicino alla soglia di ammissibilità per un figlio di una famiglia normale. Soli 3.200 euro annui, ma il rischio chiusura visto che i finanziamenti pubblici gli sono stati tagliati nel 2006 e visto che la direzione della scuola stoicamente si rifiuta di aumentare le rette per non renderla una scuola riservata alle élite alto-borghesi. Ed allora come cazzo si può prentendere che l&#8217;informazione sia libera ed indipendente se esistono barriere del genere per diventare giornalisti? Come si può pretendere che la stampa ed i media in generale si occupino seriamente degli affari della classe al potere se sono proprio i figli e figliocci di questa classe che ne muovono le redini? Perchè queste scuole non sono pubbliche (in Francia una della principali scuole di giornalismo, quella di <strong>Sciences Po</strong> è pubblica ed accessibile a tutti)?</em></p>
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		<title>La venticinquesima ora</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 07:28:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Ventiquattro ore all&#8217;apertura delle ostilità. Ventiquattro ore all&#8217;inizio della consultazione più importante per il Paese. Tra ventiquattro ore milioni di italiani programmeranno la propria domenica in modo da lasciarsi un po&#8217; di tempo libero per recarsi in un seggio. L&#8217;agone elettorale si è concluso e ora la parola passa ai cittadini.
Con che speranza l&#8217;Italia andrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm4.static.flickr.com/3237/2373770612_70346f5a21_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ventiquattro ore all&#8217;apertura delle ostilità. Ventiquattro ore all&#8217;inizio della consultazione più importante per il Paese. Tra ventiquattro ore milioni di italiani programmeranno la propria domenica in modo da lasciarsi un po&#8217; di tempo libero per recarsi in un seggio. L&#8217;agone elettorale si è concluso e ora la parola passa ai cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Con che speranza l&#8217;Italia andrà al voto? Quali <strong>aspettative</strong> accompagneranno la scelta dei candidati (<em>rectius</em> della lista)? Che <strong>priorità</strong> dovrà prefissarsi il nuovo Governo? Provate a fornire un semplice elenco di azioni politiche che v&#8217;aspettate o che, magari, sperate siano poste in essere. O <strong>indicate una problematica</strong> che, a vostro parere, andrebbe risolta prima delle altre.</p>
<p style="text-align: justify;">I ragazzi di <em>A fronte alta</em> domattina realizzeranno delle <strong>video-interviste</strong> all&#8217;uscita dei seggi, per porre queste stesse domande ai cittadini <em>freschi di voto</em>. Per chi volesse contribuire alla realizzazione delle interviste, l&#8217;appuntamento è alle ore <strong>11.00</strong> presso il <em>II circolo didattico</em>, viale L. Da Vinci, Portici. Nel corso della mattinata ci sposteremo verso altri comuni del vesuviano.</p>
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		<title>Voto non voto</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2008/04/05/il-voto-non-voto/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 10:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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Quest&#8217;espressione potrebbe essere interpretabile in diversi modi: come un dubbio amletico, un&#8217;affermazione a cui segue una negazione, un ripensamento, oppure ancora come una sostanziale equivalenza tra le due azioni.
È una strana campagna elettorale, senza lotta all&#8217;ultimo sangue come eravamo abituati e si preannuncia ricca di incognite e sorprese al fotofinish. L&#8217;astensionismo è il grande tema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img src="http://img253.imageshack.us/img253/4752/votehomerwo5.jpg" style="border: 2px solid #000000" /></p>
<p>Quest&#8217;espressione potrebbe essere interpretabile in diversi modi: come un dubbio amletico, un&#8217;affermazione a cui segue una negazione, un ripensamento, oppure ancora come una sostanziale equivalenza tra le due azioni.</p>
<p>È una strana campagna elettorale, senza lotta all&#8217;ultimo sangue come eravamo abituati e si preannuncia ricca di incognite e sorprese al fotofinish. L&#8217;astensionismo è il grande tema al centro dell&#8217;attenzione politica. L&#8217;appello dei principali leaders al voto utile rappresenta il richiamo quotidiano, accompagnato da motivazioni legate alla maggiore giovernabilità, al cambiamento possibile, al rinnovamento della classe dirigente e alla migliore sorte dei cittadini italiani.</p>
<p>Eppure tra comizi, interviste e dibattiti televisivi si fatica ad ascoltare cosa ne pensano loro, gli elettori, ora stanchi, ora delusi, ora amareggiati per il malcontento diffuso a macchia d&#8217;olio. Un clima sociale provato dallo spettro della recessione e dai bassi consumi non è certamente dei migliori per chiedere a distanza di appena due anni un ulteriore voto. Un sentimento misto di  rabbia e rassegnazione serpeggia sotto la pelle di chi non ha voce nei salotti televisivi o sulla carta stampata.</p>
<p>Tuttavia è cambiato l&#8217;atteggiamento degli elettori, più sensibili, più attenti, meno indifferenti al contrario di quanto si possa pensare dalla realtà che emerge dai media. E non c&#8217;è più la volontà di votare il cosiddetto <strong>meno peggio turandosi il naso</strong>. Il non voto a detta di molti equivarrebbe cosi ad un segnale preciso all&#8217;intera politica, contro questa legge elettorale e l&#8217;assenza di alternative realmente credibili. Voi cosa ne pensate?</p>
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		<title>La politica latitante</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 13:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ La camorra non esiste.
La mafia non esiste.
La ndrangheta non esiste.
La premessa dell&#8217;attuale campagna elettorale è la marginalizzazione della questione principe delle nostre esistenze da cittadini italiani: le mafie. Un&#8217;esclusione netta perchè fastidiosa sottolineata di recente da Roberto Saviano. Emerge cosi un totale disinteresse dei partiti e dei candidati premier rispetto alla malavita organizzata.
Nel variegato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p> <strong>La camorra non esiste.<br />
La mafia non esiste.<br />
La ndrangheta non esiste.</strong></p></blockquote>
<p>La premessa dell&#8217;attuale campagna elettorale è la marginalizzazione della questione principe delle nostre esistenze da cittadini italiani: le mafie. Un&#8217;esclusione netta perchè fastidiosa sottolineata di recente da Roberto Saviano. Emerge cosi un totale disinteresse dei partiti e dei candidati premier rispetto alla malavita organizzata.</p>
<p>Nel variegato panorama di simboli e liste, sembra davvero arduo individuare una sola persona che tratti l&#8217;argomento nelle sue molteplici sfaccettature, impegnandosi a debellare, attraverso una legislazione più severa e maggiori risorse, il cancro che paralizza il paese intero, il mezzogiorno e in particolare la Campania un tempo <em>felix</em>, terra dalle innumerevoli potenzialità ma oltraggiata dalla commistione di criminalità, politica e imprenditoria.</p>
<p>I fatti di cronaca, le persone coinvolte, i contesti in cui attecchiscono gli affari sporchi sono diventate quotidianeità note a tutti. Chiunque conosce e riconosce i personaggi di paesi e quartieri che tengono sotto scacco l&#8217;economia, controllano i traffici di droga, attuano con feroci intimidazioni il racket e le estorsioni. Secondo una cifra approssimata, solo nella regione campana, pregiudicati, boss dal cognome pesante, famiglie e affiliati sono quantificabili in 150.000 persone.</p>
<p>Un pò più a sud, c&#8217;è poi la calabria. Recentemente la Commissione Antimafia ha evidenziato in una relazione la potenza della ndrangheta, complessa holding internazionale definita la più <em>robusta e radicata organizzazione </em>con interessi molteplici nel centro Nord e in Europa, una ramificata multinazionale del malaffare, che è stata paragonata per la capacità di moltiplicazione delle sue cellule sparse nei paesi, per l&#8217;estensione geografica e il voluminoso giro d&#8217;affari ad Al Qaeda. <em>Una mafia liquida</em> che riproduce anche in luoghi lontanissimi dalla sua origine l&#8217;identico marchio criminale.</p>
<p>Risale ad ottobre del 2007 la denuncia della Confersecenti che nel rapporto &#8220;Sos impresa&#8221; segnala il fatturato dell&#8217;azienda più virtuosa del paese, la Mafia Spa, pari a 90 miliardi di euro all&#8217;anno, equivalente al 7 per cento del Pil.</p>
<p>È difficile allora farsi una ragione del silenzio assordante che circonda questi politici, delle parole al vento abusate o svuotate del loro significato,dei monologhi preelettorali farciti di promesse stanche che sanno di antico. Il Governo del paese e il Parlamento meriterebbero persone con un&#8217;etica della responsabilità, cosa rarissima di questi tempi. Basta osservare i manifesti colorati che campeggiano sui muri delle città.</p>
<p>Nella battaglia dei manifesti che si gioca sui muri compare la sigla <em>Movimento per l&#8217;Autonomia del Sud</em>, rappresentato dall&#8217;onorevole uscente <strong>Barbato</strong>, protagonista indiscusso dell&#8217;ultima crisi del governo. I più lo ricorderanno artefice di uno spettacolo indecente contro un collega dello stesso partito -l&#8217;Udeur - insultandolo a più riprese per il suo voto a favore del governo, facendogli il gesto delle corna e, ciliegina sulla torta, sputandogli addosso. Non si parla di mafia ma non si parla neanche di esempi di virtù pubblica e alto senso delle istituzioni che, in questo caso, escono dalla finestra e vorrebbero rientrare dalla porta. E&#8217; la loro presenza che rimarca una distanza sempre maggiore tra cittadini e politica, alla quale si chiede piuttosto di affermare con forza l&#8217;unica lotta possibile contro tutte le mafie, al fine di elevare veramente il paese, sciogliendolo da lacci e catene in memoria e nel rispetto di chi ha scelto il martirio civile. Troppi gli interessi in gioco? Troppi i conflitti d&#8217;interesse? È evidente in questa drammatica contraddizione l&#8217;irrisolta questione meridionale, proprio quando il baricentro dell&#8217;attenzione politica sembra essersi spostato al Nord Est e ad una presunta questione settentrionale. Di certo è che quando cala il silenzio sulle associazioni a delinquere che infettano regole, valori e modelli comportamentali, non c&#8217;è da meravigliarsi se all&#8217;interno delle scuole gli insegnanti mostrano difficoltà ad impartire le più semplici regole di convenza civile di ogni grado.</p>
<p>In una guerra per la civiltà e il rispetto del diritto che vede coinvolti magistrati e forze dell&#8217;ordine, emerge un&#8217;estrema solitudine di taluni servitori dello Stato, con molte gatte da pelare, tanti nemici e poche gratificazioni. Negli ultimi tempi si registra un&#8217;escalation di successi inaspettati con arresti eccellenti che la politica continua a ignorare, lasciando gli operatori dell&#8217;ordine e della legge con scarsi mezzi messi a disposizione e risorse esigue che costringono anche alti magistrati a fare collette per una fotocopiatrice,per svolgere correttamente indagini, ricerche, intercettazioni o a pagare la benzina per gli spostamenti fuori città.</p>
<p>Dinnanzi a uno stato di cose cosi avvilente, non resta che esprimere sentimenti di solidarietà e vicinanza all&#8217;operato del pool anticamorra che ha denunciato pubblicamente le minacce dei Casalesi, volte a diffamare scrittori scomodi del calibro di Saviano, autore di Gomorra, giornalisti come Rosaria Capacchione, del Mattino di Caserta minacciata di morte, alla quale è stata affidata la scorta e il valido magistrato Cantone, tutti accomunati dalla colpa di compiere il proprio dovere fino in fondo.<br />
Se da un lato perdura la disillusione e la sfiducia nella politica spendacciona e miope, dall&#8217;altro i magistrati continuano a rappresentare per tanti giovani degli autentici modelli di riferimento civile, sentinelle di una democrazia fondata su diritti e doveri, custodi della legge, fari luminosi per il perseguimento di ideali di giustizia e moralità pubblica. La nobile ostinazione che anima questi uomini, pur incontrando ostacoli di ogni sorta, consente ai cittadini di poter credere ancora nel futuro, riconoscendo nell&#8217;azzeramento delle cosche e dei padrini, una speranza per la nostra travagliata società.</p>
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		<title>Questione di vita o di voti?</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 11:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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Il tema dell&#8217;aborto è stato al centro di un lungo ed esasperante dibattito messo in moto dal caravanserraglio massmediatico, trascinatosi fino alla costituzione da parte di Giuliano Ferrara di una lista pro life.
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<p align="justify">Il tema dell&#8217;<strong>aborto</strong> è stato al centro di un lungo ed esasperante dibattito messo in moto dal caravanserraglio massmediatico, trascinatosi fino alla costituzione da parte di<strong> Giuliano Ferrara </strong>di una lista<em> pro life.</em></p>
<p align="justify">In questi ultimi tempi si è creata cosi una profonda frattura all&#8217;interno dell&#8217;opinione pubblica, tra coloro che credono nella salvaguardia della vita dal concepimento naturale sino alla morte, costante richiamo di <strong>Benedetto XVI</strong> incentrato sui temi etici e quanti criticano piuttosto le perduranti invasioni della Chiesa cattolica negli affari interni dello Stato, nelle questioni che riguardano esclusivamente le donne e della libertà di scelta.</p>
<p align="justify">Ferrara dal suo giornale <em>Il Foglio</em> ha lanciato dapprima la sua provocazione per una moratoria sulla vita all&#8217;Onu, accolta con fervore dagli ambienti ecclesiastici. La ragione nasce, a detta del giornalista, al fine di proteggere la vita, dopo il successo ottenuto per la moratoria internazionale sulla pena di morte, con  numerosi paesi uniti per la prima volta su un tema cruciale come la contrarietà alla pena capitale, contro una resistenza agguerita di tanti paesi favorevoli al suo mantenimento.</p>
<p align="justify">Da allora l&#8217;accento sulla questione e le polemiche che ne sono scaturite hanno riempito giornali e notiziari, generando una corrente che ha influenzato quel portantino del Policlinico di Napoli - caso che ha suscitato scalpore - fino a chiedere l&#8217;intervento immediato della polizia che ha interrogato una donna in seguito ad un aborto in stato di choc. Immediate le reazioni di migliaia di donne che hanno manifestato in diverse città per la difesa della legge 194 e l&#8217;episodio alquanto spiacevole.</p>
<p align="justify">A Genova, un noto ginecologo che praticava aborti clandestini ha deciso di farla finita lanciandosi nel vuoto dal suo studio. Infine nei dintorni di Roma è avvenuto un macabro ritrovamento all&#8217;interno di una cartiera per riciclo del busto di un neonato.</p>
<p align="justify">Numerose le parti politiche che concordano trasversalmente su certi temi eppure riesce difficile comprendere l&#8217;ipocrisia di fondo. È prevalsa nel dibattito una voluta superficialità, un non voler andare al fondo delle situazioni, alla ricerca delle reali ragioni che potrebbero motivare un aborto.</p>
<p align="justify">Si potrebbe cominciare a riflettere sulle giovani generazioni: improntare un&#8217;educazione sessuale seria e rigorosa da inserire nelle scuole sullo stile britannico, resasi necessaria nel paese oltre Manica per le numerose ragazze madri che partoriscono o abortiscono a tredici anni. La corretta comunicazione e la conoscenza è basilare sul mondo sessuale, per prevenire malattie, disagi e complicazioni. In secondo luogo è indispensabile creare quelle condizioni economiche e sociali che consentano ad una coppia di tenere il proprio bambino. Allo stato attuale risulta un progetto di vita privo di incentivi o sussidi che rappresenta un&#8217;impresa ardua per chi vive sulla propria pelle situazioni di precarietà.</p>
<p align="justify">Appare pertanto stupida, bieca, superficiale la criminalizzazione di una donna, cosi come non è possibile immaginare obiettori di coscienza all&#8217;interno dei consultori familiari, unici luoghi che dovrebbero restare laici e fornire piena fiducia e sicurezza mediante consigli mirati, suggerimenti che accompagnino scelte non da poco, in piena libertà di coscienza.</p>
<p align="justify">Giuliano Ferrara invece ne ha fatto una questione di vita e di voti, presentando la sua fantomatica lista <em>No Aborto</em>, unico scopo per il quale combattere eventualmente entrasse in Parlamento. È paragonabile per la limitatezza dell&#8217;argomento, per la presunzione nel trattarlo e la radicalità della posizione al partito dell&#8217;amore di Cicciolina. Alle elezioni ci vorrebbe meno ipocrisia e più concretezza per affrontare i problemi del paese.</p>
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