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	<title>A Fronte Alta &#187; Etica</title>
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	<description>Siate uomini liberi, in piedi, a fronte alta, non servitori in ginocchio.</description>
	<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 13:09:43 +0000</pubDate>
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		<title>Il travaglio</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 16:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
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L&#8217;autore di questo post ha visto la puntata di Che tempo che fa andata in onda sabato 10 maggio.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img style="border: 2px solid #000000" src="http://farm3.static.flickr.com/2337/2103116561_512ec4bd3d_d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;autore di questo post ha visto la puntata di <em>Che tempo che fa</em> andata in onda sabato 10 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">I telespettatori che hanno seguito il TG delle 20 del giorno successivo non hanno ascoltato l&#8217;audio relativo alle immagini della puntata in questione. Sì, perché il giornalista di RAI1 ha deciso per noi che quelle di Travaglio erano <em>offese</em> (<em>sic</em>) e se proprio c&#8217;erano dichiarazioni da riportare, naturalmente le uniche ammesse erano quelle dei politici. Andiamo con ordine.</p>
<p style="text-align: justify;">Due sono i ragionamenti che Travaglio fa su Renato Schifani, neo-eletto Presidente del Senato.</p>
<p style="text-align: justify;">Marco Travaglio cita Schifani dopo aver elencato i nomi di importanti personaggi politici del passato (Fanfani, Parri, Einaudi, De Nicola, Nenni, etc.), al fine di ridicolizzarne la statura politica e sottintendendo quello che, per lo stesso Travaglio, è il basso valore morale dell&#8217;esponente del Pdl. Travaglio conclude, ipotizzando che solo la <em>muffa</em> potrebbe seguire Schifani nella lista. Poi si corregge sostenendo che l&#8217;esempio non è pertinente poiché dalla muffa si ricava la penicillina. Insomma, per Travaglio, la muffa è meglio di Renato Schifani.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altro momento in cui Travaglio cita Schifani è contestualizzato nel ragionamento sulla indipendenza-dipendenza della stampa. Travaglio ricorda un fatto riportato anche dal giornalista antimafia Lirio Abbate: Renato Schifani ha costituito, in passato, una società insieme con tre persone; due di queste, successivamente vengono condannate per mafia. Travaglio sostiene che in un Paese libero la stampa chiederebbe conto a Schifani delle sue frequentazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sapevo che l&#8217;intervento di Travaglio sarebbe risultato offensivo e ho giudicato io stesso certe esternazioni fuori luogo. Naturalmente, mi riferisco alle prime che ho citato: quelle sulla muffa. Sono esternazioni gratuitamente allusive a una connotazione negativa della persona di Schifani. Non è detto che tutti la pensino come Travaglio e non si possono, da giornalista, esprimere pareri <em>comici</em> sul mero valore politico di un personaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colpo di scena è che lo scalpore dei politici tutti, eccezion fatta per il giustizialista Di Pietro, è stato destato non dal primo argomento di Travaglio, ma dal secondo. Insomma, l&#8217;offesa è che Schifani aveva rapporti con gente poi accertata mafiosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Che ne pensate? È vero, come dicono, che non è stato rispettato il contraddittorio? Pensate anche voi che su fatti accertati giudizialmente ci sia bisogno di attuare un contraddittorio? E se è così, perché Schifani non ha sfruttato la prima telecamera per spiegare quei rapporti, piuttosto che minacciare querele?</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima domanda: se l&#8217;informazione è libera, perché ieri sera il TG1 non ha consentito ai telespettatori di ascoltare la viva voce di Marco Travaglio, affidando, invece, la relazione sui fatti ai commenti dei politici?</p>
<p style="text-align: justify;">P.s. YouTube è stato inondato di contributi sulla puntata, clicca <a href="http://it.youtube.com/results?search_query=travaglio+schifani&amp;page=1" title="Il caso Travaglio-Schifani" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/it.youtube.com');">qui</a> per vederli. Di seguito proponiamo parte dell&#8217;intervista a Marco Travaglio nella puntata del 10 maggio a <strong>Che tempo che fa</strong>.</p>
<span class="coolplayer_wrapper"><span class="coolplayer_playlist" id="coolplayer_playlist_195673821" style="width: 478px"><a href="javascript: coolplayer('&lt;a href=&quot;http://www.afrontealta.com/video/travaglio1.flv&quot;&gt;Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte prima)&lt;/a&gt;', '195673821', '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte prima)">1</a> <a href="javascript: coolplayer('&lt;a href=&quot;http://www.afrontealta.com/video/travaglio2.flv&quot;&gt;Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte seconda)&lt;/a&gt;', '195673821', '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte seconda)">2</a> <a href="javascript: coolplayer('&lt;a href=&quot;http://www.afrontealta.com/video/travaglio3.flv&quot;&gt;Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte terza)&lt;/a&gt;', '195673821', '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte terza)">3</a> <a href="javascript: coolplayer('&lt;a href=&quot;http://www.afrontealta.com/video/travaglio4.flv&quot;&gt;Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte quarta)&lt;/a&gt;', '195673821', '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Travaglio a Che Tempo Che Fa (parte quarta)">4</a> </span><span id="coolplayer_container_195673821"></span><span class="coolplayer_info" id="coolplayer_info_195673821" style="width: 478px;display: block;" ondblclick="coolplayer_input(this, '480', '380', '0', '0', 'utf-8', '');" title="Doppio click per immettere il tuo URL, premere Invio per iniziare la riproduzione.">Caricamento in corso...</span><script type="text/javascript"><!--
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		<title>Questione di vita o di voti?</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 11:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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Il tema dell&#8217;aborto è stato al centro di un lungo ed esasperante dibattito messo in moto dal caravanserraglio massmediatico, trascinatosi fino alla costituzione da parte di Giuliano Ferrara di una lista pro life.
In questi ultimi tempi si è creata cosi una profonda frattura all&#8217;interno dell&#8217;opinione pubblica, tra coloro che credono nella salvaguardia della vita dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3035/2321296124_d83e4b70e3_d.jpg" style="border: 2px solid #000000" /></p>
<p align="justify">Il tema dell&#8217;<strong>aborto</strong> è stato al centro di un lungo ed esasperante dibattito messo in moto dal caravanserraglio massmediatico, trascinatosi fino alla costituzione da parte di<strong> Giuliano Ferrara </strong>di una lista<em> pro life.</em></p>
<p align="justify">In questi ultimi tempi si è creata cosi una profonda frattura all&#8217;interno dell&#8217;opinione pubblica, tra coloro che credono nella salvaguardia della vita dal concepimento naturale sino alla morte, costante richiamo di <strong>Benedetto XVI</strong> incentrato sui temi etici e quanti criticano piuttosto le perduranti invasioni della Chiesa cattolica negli affari interni dello Stato, nelle questioni che riguardano esclusivamente le donne e della libertà di scelta.</p>
<p align="justify">Ferrara dal suo giornale <em>Il Foglio</em> ha lanciato dapprima la sua provocazione per una moratoria sulla vita all&#8217;Onu, accolta con fervore dagli ambienti ecclesiastici. La ragione nasce, a detta del giornalista, al fine di proteggere la vita, dopo il successo ottenuto per la moratoria internazionale sulla pena di morte, con  numerosi paesi uniti per la prima volta su un tema cruciale come la contrarietà alla pena capitale, contro una resistenza agguerita di tanti paesi favorevoli al suo mantenimento.</p>
<p align="justify">Da allora l&#8217;accento sulla questione e le polemiche che ne sono scaturite hanno riempito giornali e notiziari, generando una corrente che ha influenzato quel portantino del Policlinico di Napoli - caso che ha suscitato scalpore - fino a chiedere l&#8217;intervento immediato della polizia che ha interrogato una donna in seguito ad un aborto in stato di choc. Immediate le reazioni di migliaia di donne che hanno manifestato in diverse città per la difesa della legge 194 e l&#8217;episodio alquanto spiacevole.</p>
<p align="justify">A Genova, un noto ginecologo che praticava aborti clandestini ha deciso di farla finita lanciandosi nel vuoto dal suo studio. Infine nei dintorni di Roma è avvenuto un macabro ritrovamento all&#8217;interno di una cartiera per riciclo del busto di un neonato.</p>
<p align="justify">Numerose le parti politiche che concordano trasversalmente su certi temi eppure riesce difficile comprendere l&#8217;ipocrisia di fondo. È prevalsa nel dibattito una voluta superficialità, un non voler andare al fondo delle situazioni, alla ricerca delle reali ragioni che potrebbero motivare un aborto.</p>
<p align="justify">Si potrebbe cominciare a riflettere sulle giovani generazioni: improntare un&#8217;educazione sessuale seria e rigorosa da inserire nelle scuole sullo stile britannico, resasi necessaria nel paese oltre Manica per le numerose ragazze madri che partoriscono o abortiscono a tredici anni. La corretta comunicazione e la conoscenza è basilare sul mondo sessuale, per prevenire malattie, disagi e complicazioni. In secondo luogo è indispensabile creare quelle condizioni economiche e sociali che consentano ad una coppia di tenere il proprio bambino. Allo stato attuale risulta un progetto di vita privo di incentivi o sussidi che rappresenta un&#8217;impresa ardua per chi vive sulla propria pelle situazioni di precarietà.</p>
<p align="justify">Appare pertanto stupida, bieca, superficiale la criminalizzazione di una donna, cosi come non è possibile immaginare obiettori di coscienza all&#8217;interno dei consultori familiari, unici luoghi che dovrebbero restare laici e fornire piena fiducia e sicurezza mediante consigli mirati, suggerimenti che accompagnino scelte non da poco, in piena libertà di coscienza.</p>
<p align="justify">Giuliano Ferrara invece ne ha fatto una questione di vita e di voti, presentando la sua fantomatica lista <em>No Aborto</em>, unico scopo per il quale combattere eventualmente entrasse in Parlamento. È paragonabile per la limitatezza dell&#8217;argomento, per la presunzione nel trattarlo e la radicalità della posizione al partito dell&#8217;amore di Cicciolina. Alle elezioni ci vorrebbe meno ipocrisia e più concretezza per affrontare i problemi del paese.</p>
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		<title>Etica, scienza e politica</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 13:56:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il messaggio politico è incompatibile con il messaggio scientifico.
Da quando nasci politicamente, ti vengono posti dilemmi: aborto sì o aborto no, nucleare sì o nucleare no, termovalorizzatori sì o termovalorizzatori no, giusto per fare qualche esempio. E come si comporta la politica di fronte a questi temi? Si frattura, si spacca in due e opposti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il messaggio politico è incompatibile con il messaggio scientifico.</p>
<p align="justify">Da quando nasci <em>politicamente</em>, ti vengono posti dilemmi: aborto sì o aborto no, nucleare sì o nucleare no, termovalorizzatori sì o termovalorizzatori no, giusto per fare qualche esempio. E come si comporta la politica di fronte a questi temi? Si frattura, si spacca in due e opposti schieramenti sostenengono opposte soluzioni. Resta da chiedersi se il dilemma sia il modo giusto di porre il problema.</p>
<p align="justify">La settimana scorsa la tv ha proposto il divertente siparietto fra Pierferdinando Casini, Udc e Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica. Il tema era l&#8217;energia nucleare. Casini incalzava lo scienziato per indurlo a sancire ufficialmente l&#8217;indispensabilità dell&#8217;utilizzo dell&#8217;energia nucleare. Rubbia sudava sette camicie per spiegare che il nucleare può servire, ma è una soluzione di lungo termine e che non può comunque costituire l&#8217;unica soluzione del problema energetico.</p>
<p align="justify">Mi sono ricordato di quando, due settimane prima, alla conferenza sull&#8217;emergenza rifiuti, il Prof. Arena ci illustrava il teorema che Massimo Troisi spiegava a Leonardo da Vinci: <em>Leonà,  33% - 33% e 33%!</em> Il tema era lo smaltimento dei rifiuti e anche in quella occasione abbiamo scoperto che non esistono soluzioni uniche, mistiche, taumaturgiche.   Eppure anche su questo tema le fazioni politiche si sono fatte foriere di posizioni radicali, uniche, assolute. Perché?</p>
<p align="justify">La politica si basa sulla <strong>comunicazione</strong>. E la comunicazione è più <strong>forma</strong> che sostanza. Ve li immaginate i comizi sulla situazione napoletana  in cui si dia conto di tutti i responsabili, di tutte le disfunzionalità del sistema, di tutto il ventaglio di soluzioni che offre la scienza?</p>
<p align="justify">I discorsi sarebbero noiosi, nessuno li seguirebbe, i politici perderebbero voti. Ecco spiegata l&#8217;operazione di marketing che tende a semplificare e a scegliere un concetto, a volte una sola parola, per orientare milioni di votanti.</p>
<p align="justify">Possiamo accettarlo? No. Il messaggio scientifico è autorevole proprio perché approfondisce i problemi e li contestualizza. Di qui l&#8217;ovvia impossibilità di spiegare con una parolina fenomeni complessi.</p>
<p align="justify">Proposta: quando vogliamo farci un&#8217;idea su salute, ambiente, bioetica, energia e tutto ciò per cui donne e uomini illustri spendono la vita in biblioteche o laboratori, allontaniamoci dal Parlamento, avviciniamoci all&#8217;Università.</p>
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