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	<title>A Fronte Alta &#187; Ambiente</title>
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	<description>Siate uomini liberi, in piedi, a fronte alta, non servitori in ginocchio.</description>
	<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 13:09:43 +0000</pubDate>
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		<title>Berlusconi santo subito</title>
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		<pubDate>Wed, 21 May 2008 18:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Questo il contenuto di un lunghissimo striscione sistemato a Fuorigrotta, che accoglie il premier a Napoli. Se, continua, elimina rifiuti e criminalità, a testimoniare il clima di attesa creatosi attorno all&#8217;evento odierno che ha visto il consiglio dei ministri riunirsi presso la Prefettura per provvedimenti e misure legate all&#8217;economia e alla sicurezza.
Come giudicate le misure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo il contenuto di un lunghissimo striscione sistemato a Fuorigrotta, che accoglie il premier a Napoli. <em>Se</em>, continua, <em>elimina rifiuti e criminalità</em>, a testimoniare il clima di attesa creatosi attorno all&#8217;evento odierno che ha visto il consiglio dei ministri riunirsi presso la Prefettura per provvedimenti e misure legate all&#8217;economia e alla sicurezza.</p>
<p>Come giudicate le misure adottate dal consiglio dei ministri sull&#8217;emergenza rifiuti? Quali sono le vostre aspettative?</p>
<p>Ecco in breve le decisioni approntate:</p>
<ul>
<li>nomina di Guido Bertolaso, attuale capo della Protezione civile, a sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all&#8217;emergenza rifiuti e superpoteri;</li>
<li>cinque siti secretati per le discariche in tutte e cinque le province campane secretati sino alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale che ingoieranno un totale di dieci milioni di tonnellate di immondizia;</li>
<li>le discariche della Campania saranno aree di interesse strategico-militare e verranno presidiate dall&#8217;esercito, a Barbara Contini, ex governatrice di Nassirya in Iraq, toccherà invece il difficile compito di mediare con le popolazioni dei territori sui quali verranno aperte le discariche;</li>
<li>per superare l&#8217;emergenza, inoltre, si punterà su quattro termovalorizzatori di cui uno a Napoli da stabilire entro 30 giorni;</li>
<li>l&#8217;immediata riattivazione del termovalorizzatore di Acerra che dovrà riattivarsi entro la fine del 2008 (sebbene ogni gara di aggiudicazione vada deserta nonostante le numerose agevolazioni);</li>
<li>entro trenta mesi sarà conclusa la realizzazione del termovalorizzatore di Salerno, al quale si aggiungerà quello di Santa Maria La Fossa;</li>
<li>è prevista la chiusura di sette impianti di combustione dei rifiuti per essere trasformati in impianti per il compostaggio di qualità, consentendo secondo le intenzioni, la raccolta differenziata;</li>
<li>i comuni che non raggiungono gli obiettivi del 25% per la raccolta differenziata entro il 2008, del 35% entro il 2009 e del 50% entro il 2010, subiranno una maggiorazione della tariffa per lo smaltimento pari rispettivamente al 25%, al 35% e al 50% per ogni tonnellata di rifiuti.</li>
<li>tre i commi, inseriti in un unico articolo del decreto, che inaspriscono le pene per chi da domani tentera&#8217; di bloccare le iniziative per risolvere l&#8217;emergenza rifiuti. Il primo comma, afferma che &#8221;chi entra abusivamente nelle aree dichiarate di interesse strategico nazionale o renda difficoltoso l&#8217;accesso alle aree medesime, e&#8217; punito a norma dell&#8217;articolo 682 del codice penale&#8221; che prevede una pena da 3 mesi ad un anno. Il secondo comma stabilisce invece che &#8221;chi impedisca, ostacoli o renda difficoltosa la complessiva azione di gestione dei rifiuti e&#8217; punito a norma dell&#8217;articolo 340 del codice penale&#8221;. La pena e&#8217; fino ad un anno ma per i &#8221;capi, promotori od organizzatori&#8221; sono puniti con la pena fino a cinque anni. Il terzo comma, infine, afferma che &#8221;chi distrugge o rovina i beni e gli impianti legati alla gestione dei rifiuti e&#8217; punito ai sensi dell&#8217;articolo 635 comma 2 del codice penale&#8221;. La pena prevista va da sei mesi a tre anni.</li>
</ul>
<p>              </p>
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		<title>Naples is burning</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 12:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Cosa resta di quella città affacciata sul golfo dipinta da Giacinto Gigante nelle sue tele ottocentesche? In questo scorcio di maggio inoltrato, non più panorami incantevoli tornano alla memoria, bensì le cronistorie crude di Matilde Serao ad osservare attoniti le molteplici emergenze insolute che traboccano dai televisori delle case degli italiani. Dai rifiuti che sembrano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cosa resta di quella città affacciata sul golfo dipinta da Giacinto Gigante nelle sue tele ottocentesche? In questo scorcio di maggio inoltrato, non più panorami incantevoli tornano alla memoria, bensì le cronistorie crude di Matilde Serao ad osservare attoniti le molteplici emergenze insolute che traboccano dai televisori delle case degli italiani. Dai rifiuti che sembrano moltiplicarsi levando ossigeno e dignità ad una società civile ormai a pezzi, alla questione Rom e dei campi dati alle fiamme. È un clima nevrotico quello che si respira, un cocktail di sopportazione ed eccessi di ira che spinge giovani muniti di molotov ad appiccare il fuoco ai campi improvvisati di una periferia alle porte di Napoli. Altri giovani ancora, in varie zone della città, sparpagliano cumuli di sacchetti aperti e sfusi sulle arterie principali, bloccando il traffico nelle ore di punta. La vecchia capitale del Regno delle Due Sicilie sembra un&#8217;anziana signora rapinata e spogliata dei suoi averi. Se la stessa esasperazione che monta tra la gente fosse condotta nei confronti dei camorristi, Napoli sarebbe una città libera. Nulla di tutto ciò avviene perché la stessa camorra offre pane e companatico, insinuandosi nei vuoti lasciati dallo Stato e nella trascuratezza decennale delle istituzioni che hanno lasciato un cartello <span style="color: #000000;"><strong>Torno subito</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">I disordini spettacolari di questi giorni, sommati all&#8217;impotenza e/o l&#8217;incapacità di ripristinare l&#8217;ordine pubblico, offrono agli occhi dei media il termometro dell&#8217;umore generale. Sullo stato di natura hobbesiano, <strong>Bossi</strong> ripete: <em>La gente fa quello che non riesce a fare la classe dirigente. Bisogna dare sicurezza.</em> Da apprezzarne la sincerità. È raro poi, che nei TG di punta quando l&#8217;oggetto del servizio sia Napoli, si intervistino persone che parlino la lingua italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">La preferenza giornalistica, guarda caso, cade quasi sempre su donne e uomini del volgo, dall&#8217;accento dialettale e movenze folkloristiche da peggior sceneggiata, offrendo una rappresentazione settaria, falsa e ingiusta della gente di Napoli al paese intero. A Fronte Alta prova ad approfondire lo sguardo d&#8217;insieme:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ponticelli </strong>è un grosso quartiere della periferia orientale di Napoli. Vi risiedono circa cinquantacinque mila persone, senza contare l&#8217;elevato numero di abusivi e clandestini che secondo alcuni porterebbe il numero oltre i sessantamila. Affonda la propria identità storica nella presenza di insediamenti romani e influenze religiose fenicie. Ha rivestito inoltre un ruolo politico sia durante la rivoluzione partenopea, con la dura reazione borbonica che vide tredici impiccagioni, sia durante le quattro giornate di Napoli, testimone di una strage nazista che vide perire trentaquattro innocenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi è un quartiere connotato da un contesto di degrado urbano, sociale, economico con un alto tasso di criminalità. Come in altre periferie, la disoccupazione tocca livelli elevati per l&#8217;assenza di politiche mirate e il forte peso nella zona della camorra. I Sarno costituiscono, tra gli altri, il clan più aggressivo e al contempo più autonomo insieme al clan Di Lauro di Secondigliano. Eppure un tempo Ponticelli costituiva un comune a sè, inglobato alla città durante il fascismo nel programma di ampliamento cittadino. Nel dopoguerra, nonostante il fallimento del piano, conservò una duplice anima agricola ed industriale ma i problemi sorsero immediatamente dopo, con la ricostruzione caratterizzata dalla grande speculazione edilizia sotto il sindaco <strong>Achille Lauro</strong>. Il bisogno di case portò alla realizzazione di centinaia di rioni malsani e sovrappopolati che raccolsero la numerosa immigrazione dall&#8217;hinterland e successivamente gli sfollati dopo il terremoto del 1980.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="mw-headline">Il <strong>Rione Conocal</strong> ad esempio, è</span> una zona del quartiere di Ponticelli posta tra Via Argine e Lotto Zero. Caratterizzata da vecchie palazzine, tele di amianto e cemento, costituisce covo per spacciatori e tossicodipendenti, mentre il <strong>Rione Inicis</strong> è situato vicino ai quartieri di Volla e Caravita, nella quale è situata buona parte dell&#8217;attività illegale e del racket della zona ed è quindi gestito dalla criminalità organizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">A questi problemi si aggiunge l&#8217;alta percentuale di evasione scolastica e di disagio culturale. La rilevante presenza di immigrati extracomunitari, non ha mai creato problemi di convivenza particolari. Fortunatamente non è solo degrado quello che affiora, grazie all&#8217;impegno quotidiano di persone desiderose di restituire un&#8217;immagine gradevole e diversa della zona, attraverso manifestazioni sociali e culturali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ponticelli. Una periferia dell&#8217;anima. Palazzi grigi o casermoni ripetuti all&#8217;ossesso che si stagliano in file, ben visibili dalla tangenziale e la accomunano ad altri quartieri simili di Roma, Palermo, Bari. Gente tranquilla, persone per bene, schiere di lavoratori, famiglie e studenti che convivono con <em>gli altri</em>. Sono questi altri coloro i quali sporcano loro malgrado l&#8217;ambiente, rispondono alle leggi del sistema, spacciano droga per campare, tra quartieri fantasma e piazze di vendita al dettaglio. I napoletani, ad onor del vero, sono per natura un popolo accogliente e tollerante. Il porto, emblema di flussi secolari fatti di traffici commerciali, di incontri tra genti e culture lontane, costituisce l&#8217;orizzonte di tolleranza e apertura verso il mondo, ben interiorizzato nei secoli dalla popolazione partenopea. Sentire puntati addosso indici istituzionali che accusano di razzismo e xenofobia fa male.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure è accaduto che si sia scatenata una reazione violentissima da parte di teppisti partiti dai fortini della camorra contro il presunto tentativo da parte di una minorenne rom di portar via una bimba. Indagano gli acquirenti sull&#8217;accaduto, mentre sciacalli, tra cui il figlio di un camorrista accusato di strage, si aggiravano immediatamente dopo i roghi, tra le macerie fumanti, morali e materiali, cercando di recuperare qualche radio, tv, videoregistratore, frugando qua e la tra le baracche annerite. Una foto su tutte racconta di questo popolo, i rom, perseguitato sin dalla notte dei tempi: una colonna di sgarrubati ape car arrugginiti, con a bordo intere famiglie scortate dalla polizia che fuggono con le poche cose tratte in salvo. È sembrato di rivedere uno sgombero delle S.S. nei sobborghi di Berlino. La meta? Incognita.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;apice del fallimento politico si è raggiunto con l&#8217;ipocrisia delle dichiarazioni di sdegno e l&#8217;attacco all&#8217;intolleranza. Lo Stato, la Regione, il Comune, dove erano mentre i nomadi albergavano in condizioni igienico sanitarie da quarto mondo? Dove erano le istituzioni mentre proliferavano gli insediamenti abusivi e fatiscenti dei Rom su terreni demaniali abbandonati? La politica da queste parti fa spallucce, non essendo in grado di interpretare la realtà, i suoi bisogni, le istanze dal basso. Il non decisionismo alla lunga paga, arrivando a chiudere entrambi gli occhi sulle condizioni sanitarie impossibili di centinaia di persone, moltissime delle quali bambini e donne. E sul diritto alla sicurezza e ad un minimo di vivibilità degli abitanti di una periferia già martoriata.</p>
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		<title>Imagine there&#8217;s no garbage</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 17:19:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Da oltre cinquanta giorni l&#8217;emergenza rifiuti appare un girone infernale per i cittadini che vivono sulla propria pelle questo autentico dramma, sul quale abbondano gli articoli di cronaca dei principali quotidiani nazionali, corredati dalle immagini dei roghi e dei cumuli ammucchiati per decine di metri. Non mancano gli spazi di approfondimento televisivo con reportage, dossier [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2173/2194415961_aa1edc2e43_d.jpg" style="border: 2px solid #000000" /></p>
<p align="justify">Da oltre cinquanta giorni l&#8217;emergenza rifiuti appare un girone infernale per i cittadini che vivono sulla propria pelle questo autentico dramma, sul quale abbondano gli articoli di cronaca dei principali quotidiani nazionali, corredati dalle immagini dei roghi e dei cumuli ammucchiati per decine di metri. Non mancano gli spazi di approfondimento televisivo con reportage, dossier e opinionisti spesso fuori luogo.</p>
<p align="justify">Intanto il Prefetto De Gennaro posto dall&#8217;ex Governo in qualità di supercommissario con pienezza di poteri e l&#8217;obiettivo di risolvere entro 120 giorni la crisi al fine di riportare la gestione ordinaria ha fatto marcia indietro. Dopo l&#8217;annuncio della riapertura delle vecchie discariche è giunto un inaspettato dietrofront su Difesa Grande ad Ariano Irpino, Treponti a Montesarchio, Cava Riconta a Villaricca, descritta nel documentario shock sulle ecomafie <a href="http://www.kinoweb.it/in_uscita/biutiful_cauntri/scheda.htm" title="Biutiful Cauntri - scheda film" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.kinoweb.it');">Biutiful Cauntri</a> e Lo Uttaro nel casertano, dove sulla base di recenti accertamenti effettuati a 40 metri di profondità è stata verificata a detta dello stesso De Gennaro una situazione &#8220;sorprendente&#8221;.</p>
<p align="justify">Gli ultimi incidenti legati alla crisi si sono verificati a Savignano Irpino, unica località nella quale, assieme alla Manifattura Tabacchi di Gianturco, periferia est di Napoli, è stata confermata una discarica dalla capienza di settecento mila tonnellate. La scelta non è stata però condivisa dagli abitanti irpini che hanno dato vita a vivaci proteste, bloccando temporaneamente strade, caselli, binari, con un bilancio  pesante pari a diciotto feriti tra i manifestanti.</p>
<p align="justify">La settimana appena trascorsaha visto protagonista di un tour ufficiale, un gruppo di commissari europei all&#8217;ambiente, giunto in Campania per verificare la reale possibilità di un ciclo integrato dei rifiuti. Il 31 dicembre era già stata inviata alle autorità italiane una lettera di messa in mora, primo atto della procedura che è proseguita con il parere motivato inviato il 31 gennaio. Entro i prossimi due mesi si dovranno fornire all&#8217;Europa risposte precise sulla gestione della crisi e le migliaia di discariche abusive sparse nella regione, preludendo a sanzioni pecuniarie imminenti, incluso il deferimento dinnanzi alla Corte di Giustizia Europea.</p>
<p align="justify">La salvaguardia dell’immagine a livello nazionale ed internazionale rappresenta pertanto il refrain più utilizzato da parte degli operatori commerciali, turistici e culturali che osservano una netta tendenza negativa rispetto agli anni scorsi con gravi cali di presenze ed inevitabili conseguenze per posti di lavoro e produttività. Nel contesto attuale, nonostante gli sforzi del commissariato, la politica confusa e litigiosa stenta ad individuare una exit strategy efficace e di lungo periodo, considerando che la raccolta differenziata è ancora ferma a Napoli e in provincia, mentre proseguono i viaggi quotidiani verso Brema dei treni carichi di tonnellate di rifiuti indifferenziati.</p>
<p align="justify">Quanto tempo dovrà passare prima di poter vedere un barlume di normalità?</p>
<p align="justify">Imagine theres&#8217;s no garbage&#8230; it&#8217;s difficult, if you try.</p>
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		<title>Per non annegare in un mare di balle</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 12:56:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Venerdì, 1 febbraio alle ore 18:00, presso l&#8217;Ex Cinema Capitol di Portici (Corso Umberto I), si terrà un dibattito pubblico organizzato dall&#8217;Associazione A Fronte Alta aperto alla cittadinanza sul tema Dibattito pubblico sull&#8217;emergenza dei rifiuti: per non annegare in un mare di balle!

Interverranno come relatori il dott. Marfella, oncologo della Fondazione Tumori Pascale, Peppe Ruggiero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Venerdì, 1 febbraio alle ore 18:00, presso l&#8217;Ex Cinema Capitol di Portici (Corso Umberto I), si terrà un dibattito pubblico organizzato dall&#8217;Associazione <strong>A Fronte Alta</strong> aperto alla cittadinanza sul tema <em>Dibattito pubblico sull&#8217;emergenza dei rifiuti: per non annegare in un mare di balle!<br />
</em><br />
Interverranno come relatori il dott. Marfella, oncologo della Fondazione Tumori Pascale, Peppe Ruggiero, curatore dei rapporti con l&#8217;eco-mafia per Legambiente nonché regista del film <em>Biutiful cauntri</em>, Ing. Umberto Arena, professore  straordinario presso la Facoltà di Scienze Ambientali della Seconda Università di Napoli, dott. Renato Olivares, geologo collaboratore dell&#8217;ARPAC per discutere circa le reali ragioni, che sono alla base di questa perenne emergenza.</p>
<p>Clicca <a href="http://www.mediafire.com/?dmymb6tzlsg" title="Per non affogare in un mare di balle - Volantino" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.mediafire.com');">qui</a> per scaricare il volantino dell&#8217;evento.</p>
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		<title>Pillole di immondizia</title>
		<link>http://www.afrontealta.com/2007/12/18/pillole-di-immondizia/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 20:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		
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Chiunque si trovi a camminare per le strade delle provincie di Napoli, non può far a meno di notare cumuli di pattume, che sembrano ormai far parte integrante dell&#8217;arredo urbano. I rifiuti hanno invaso tangenziali, autostrade e,  con maggior  preoccupazione da parte di tutti,  si trovano  spesso scaricati nelle immediate vicinanze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2203/2120514359_eb6246c2f2_m_d.jpg" style="border: 2px solid #000000" /></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000">Chiunque si trovi a camminare per le strade delle provincie di Napoli, non può far a meno di notare <strong>cumuli di pattume</strong>, che sembrano ormai far parte integrante dell&#8217;arredo urbano. I rifiuti hanno invaso tangenziali, autostrade e,  con maggior  preoccupazione da parte di tutti,  si trovano  spesso scaricati nelle immediate vicinanze di zone agricole,  dalle quali provengono prodotti, che hanno come destinazione le nostre tavole.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Cosa si sta facendo per porre rimedio ad uno scenario, che ha già assunto tratti agghiaccianti e vede prospettive, se possibile, peggiori? Quali sono le possibili soluzioni che si possono adottare per far fronte ad un problema così critico?<span id="more-13"></span></span></p>
<p><span style="color: #000000">Per capirne e saperne di più l&#8217;<a href="http://www.udunapoli.com" title="UDU Napoli" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.udunapoli.com');">UDU</a> di Napoli ha organizzato <strong>Pillole di immondizia, un incontro partecipato sulla questione della gestione dei rifiuti</strong>. L&#8217;incontro si terrà domani, <strong>mercoledì 19 dicembre</strong> alle<strong> ore 15</strong>, presso la sede della <strong>Facoltà di Giurisprudenza</strong> in<strong> via Porta di Massa</strong>, <strong>aule 36/37</strong>.</span></p>
<p align="justify"><span style="color: #000000">Interverranno <strong>Giuseppe Palma</strong>, professore ordinario di Diritto Amministrativo, </span><span style="color: #000000"><strong>dott.</strong> <strong>Antonio Marfella</strong> dell&#8217;Istituto Nazionale Tumori - Fondazione <em>Pascale</em>, <strong>Fabio Matteo</strong>, consigliere d&#8217;amministrazione <em>ASIA</em>, <strong>Simone Verde</strong>, giornalista de <em>Il Manifesto</em>.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Per scaricare la locandina dell&#8217;evento, clicca <a href="http://www.mediafire.com/?bh3vtn4maz9" title="Locandina" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.mediafire.com');">qui</a>.</span></p>
<p><a href="http://img514.imageshack.us/img514/8662/19122007022tz6.jpg" rel="thumbnail" title="Foto ai relatori della conferenza" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/img514.imageshack.us');"><img src="http://img514.imageshack.us/img514/8662/19122007022tz6.jpg" alt="Foto ai relatori della conferenza" height="69" width="82" /></a> <a href="http://img116.imageshack.us/img116/6743/19122007021ux6.jpg" rel="thumbnail" title="Foto ai relatori della conferenza" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/img116.imageshack.us');"><img src="http://img116.imageshack.us/img116/6743/19122007021ux6.jpg" alt="Foto ai relatori della conferenza" height="69" width="82" /></a></p>
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		<title>L’insostenibile leggerezza dell’emergenza rifiuti</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2007 17:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		
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I rifiuti tornano a fare capolino nelle nostre città. È di questi giorni la protesta degli autotrasportatori e la contemporanea marcia su Napoli degli abitanti del cosiddetto triangolo della morte: Giugliano – Villaricca - Qualiano, descritto anche da Saviano in Gomorra.
Guidano la protesta i primi cittadini, convinti che si stia tirando troppo la corda se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="float: right; margin-left: 10px; margin-bottom: 10px"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2035/2140422105_555f52c02b_m_d.jpg" style="border: 2px solid #000000" /></p>
<p align="justify">I rifiuti tornano a fare capolino nelle nostre città. È di questi giorni la protesta degli autotrasportatori e la contemporanea marcia su Napoli degli abitanti del cosiddetto <em>triangolo della morte</em>: Giugliano – Villaricca - Qualiano, descritto anche da Saviano in <em>Gomorra</em>.</p>
<p align="justify">Guidano la protesta i primi cittadini, convinti che si stia tirando troppo la corda se è vero che in origine la raccolta delle ecoballe nei propri territori era stata definita una misura <em>provvisoria</em>, mentre ancora oggi giungono tir Iveco incolonnati e mascherati da pubblicità per continuanuare a scaricare con l’inganno.</p>
<p align="justify">Questi i fatti: la <em>terra felix</em> rinomata un tempo per la qualità pregiata della sua frutta ha ingurgitato nei decenni 4 milioni di tonnellate di rifiuti.</p>
<p align="justify">Non è necessario vivere in questi paesi per constatare il problema costante, quotidiano che rende i cittadini inermi, impotenti, condannati a vivere con la <em>mondezza</em>. Si provi ad attraversare l’Asse mediano che collega i paesi a nord di Napoli, per rendersi conto degli odori nauseabondi che provengono dalle discariche e dalle migliaia di ecoballe esposte al sole e alle intemperie che giacciono a Villa Literno su uno spazio che corrisponde a 80 campi da calcio.</p>
<p align="justify">Pare che in passato i proprietari terrieri facessero la loro offerta per accogliere sul proprio suolo i rifiuti, mentre dall’insediamento del Prefetto Pansa è stato cambiato questo strano meccanismo che ingrossava le tasche di pochi e prevede un esproprio più <em>violento</em>, accompagnato da una valutazione dell’indennizzo più seria.</p>
<p align="justify">Resta un quadro desolante, fatto di un’aria irrespirabile, di fumi notturni, di speculatori e aguzzini che divorano denari pubblici alla faccia della gente onesta che lavora, studia, vive ed è costretta a inalare ogni giorno nanoparticelle invisibili, silenti che entrano dentro e lavorano pian piano fin quando, come è stato testimoniato da un’indagine scientifica, ci si ammala più frequentemente di tumore. I cittadini sono le vittime di questo sistema.</p>
<p align="justify">Non ci si meraviglia più, anzi, è l’assuefazione che è disarmante, quell’apparente normalità del rifiuto trasbordante e spesso bruciacchiato fuori casa, col percolato che penetra nell’asfalto lasciando la sua traccia indelebile. Non lasciamo che l’orgoglio e la dignità finiscano anch’essi in un cassonetto.</p>
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