Il 29% degli italiani dichiara di essere all’oscuro di cosa sia successo il 2 giugno e a quale anno di preciso ci si riferisca. Per i lettori del post che dovessero appartenere a questa consistente percentuale della popolazione ricordiamo che il 2 giugno 1946 si tenne il referendum tra monarchia e repubblica: gli italiani scelsero la repubblica.
Molti Italiani non sanno in realtà quale sia il motivo del festeggiamento (e del conseguente giorno di vacanza). Tra quelli che lo ignorano, si registra, oltre che una prevedibile maggiore diffusione di persone con basso titolo di studio e spesso disinteressate a qualsiasi tematica politica e sociale, anche la presenza di numerosissimi giovani al di sotto dei 24 anni. Quali, secondo voi, le ragioni? Scarso senso di appartenenza? Ignoranza dilagante? Inesistenza dell’educazione civica a scuola? Sfiducia nelle istituzioni? Ragioniamo insieme sulle cause di un fenomeno molto italiano.
Il problema, secondo me, sta nel fatto che a scuola non si imparano più le date degli avvenimenti a memoria…Il problema principale è delle scuole elementari: è lì che si deve battere con questa tipologia di nozioni. Quando eravamo piccoli, ad ogni ricorrenza scrivevamo una poesia o un tema,si parlava in classe con la maestra e di conseguenza l’avvenimento (con tanto di data) lo imparavamo! Non so se questa tradizione scolastica continui ancora… Non c’è disinteresse che tenga: l’ignoranza è da attribuire unicamente all’incapacità degli insegnanti!
Forse anche perché è una festa ripresa soltanto dal 2001 grazie all’ex Presidente Ciampi e molti giovani e bambini la associano soltanto alla parata militare in cui scorrono uomini in divisa e mezzi delle Forze Armate. Eppure io ricordo a scuola, durante le ore di Studi Sociali o di Educazione Civica, queste date ce le ficcavano bene nella testa i nostri maestri e professori. Chissà perché molta gente, effettivamente, non conosce cosa si celebra dietro queste festività così importanti per la storia del nostro Paese.
l’educazione civica è quanto mai inesistente. e in generale in questi anni stiamo assistendo a un degrado scolastico tutto italiano.
unito al fatto che 30 anni fà, un modello da seguire era un giovanni falcone, ora siamo passati a fare la velina o a fare il tronista.
non mi meraviglierei che questa percentuale continui a salire durante l’anno.
i giovani, sono sostanzialmente informati di cose futili, e disinformati su argomenti utili e interessanti. e la televisione,è stato l’artefice di ciò. Pasolini aveva ragione.
Mi piacerebbe sapere da dove provengono tutte queste percentuali che di quando in quando proponete ai lettori del vostro sito.
Credo comunque che l’inconsapevolezza degli italiani riguardo ad eventi storici di rilevante importanza sia da attribuire non tanto alla sfiducia nelle istituzioni, al fallimento delle scuole e all’ignoranza dilagante (che sono piuttosto delle conseguenze), quanto alle evoluzioni sorde e ineluttabili dell’intero Occidente: il mercato misura di tutte le cose. E non per dire che l’Economia, che di per sé è importante, sia il male dell’Occidente. Ma che denaro, profitto, vantaggio, utile, sono divenuti i valori paradigmatici - e metaforici - della società, sconfinanti nei piani superiori dell’esistenza, da mezzo a fine, e che persino nei rapporti umani viviamo un processo di mercificazione del sé - anima inclusa.
E allora il significato della storia, della tradizione, della società, della stessa politica tramontano e vengono offuscati da questo ‘nuovo sentire’. Così l’uomo nel suo bagaglio di ‘cultura’ - nel senso civico, vitale del termine - non trova più un senso.
È il nichilismo annunciato da Nietzsche, da Heidegger, da Severino, che avanza e divora. È la supremazia della Tecnica su tutto. Non ha più importanza chi fummo, chi siamo, cosa facciamo e come lo facciamo, non importano tutte le necessità intime e primordiali su cui l’uomo fonda le basi della propria esistenza: la sola cosa che conta è la devozione incondizionata e assoluta alla nuova imperante deità: la Tecnica.
A ciò si deve anche la lenta asfissia delle Arti, e il graduale processo di disumanizzazione dell’uomo.
Ciao Alberto
intervengo per precisare che i dati in questione sono tratti da un sondaggio effettuato dal Corriere della Sera.
Luca