
Gli eventi di intolleranza diffusa che si stanno consumando nella Capitale ricordano le scene cruenti della provincia statunitense dipinta in American history X, riflessione sull’odio in cui va di scena il razzismo. È la storia di un ragazzo, orfano di padre e deluso dalle ingiustizie sociali, che canalizza la rabbia verso il mondo nell’attività politica di un hate group, dove crede di trovare forza e sicurezza.
Il film non è una storia che parla solo di razzismo, ideali, ostilità. Insegna a non fare agli altri ciò che non si vorrebbe venisse fatto a noi. È la vicenda di tanti giovani arrabbiati pieni di paura e di dubbi che vengono sfogati attraverso la violenza.
Una storia infinita della divisione di razza, di patria e di intolleranza, di ragazzi abbandonati a se stessi, svuotati dagli affetti e riempiti di odio per sopperire alle incertezze che la vita ha loro offerto.
Un film che andrebbe visto di certo da coloro che hanno commesso atti vandalici nelle vetrine di extracomunitari, hanno lanciato minacce e intimidazioni ad un conduttore radiofonico omosessuale, hanno usato spranghe e mazze di legno contro altri coetanei.
È di oggi la notizia di nuovi disordini a Roma, in pieno giorno. Violenza e catene tra studenti di fazioni politiche opposte. Sette feriti con spalle lussate, ferite alla testa, segni di spranghe. Secondo le indagini il gruppo dei giovani di sinistra stava strappando i manifesti di protesta appesi all’università da Forza Nuova contro l’annullamento del convegno sulle foibe, alla quale avrebbe partecipato Roberto Fiore, segretario nazionale del movimento di destra Forza Nuova. L’iniziativa è stata assunta dal prorettore vicario Luigi Frati, revocando l’autorizzazione concessa dal preside della facoltà di Lettere e Filosofia.
La rissa si è consumata in dieci minuti, all’arrivo di una macchina carica di altri militanti di Fn armati di spranghe e coltelli, coinvolgendo una ventina di militanti antifascisti e un gruppo di cinque ragazzi di estrema destra.
Sei le persone arrestate, di cui due fanno parte dei collettivi universitari di sinistra e gli altri quattro di movimenti di estrema destra. Il ministro dell’Istruzione Gelmini ha chiesto al rettore de La Sapienza di Roma una relazione sui fatti accaduti, mentre il sindaco Alemanno ha condannato le violenze e smentito al contempo la presenza di un clima intolleranza sempre più diffuso nella capitale, parlando di imbecilli pericolosi da isolare.
Eppure risale solo ad alcuni giorni fa il raid punitivo ad opera di un gruppo di venti ragazzi, guidati da un uomo, muniti di assi di legno e con i volti coperti da foulard con la svastica, nei confronti degli sporchi stranieri e Bastardi. Queste le grida dei barbari che hanno accompagnato le percosse e i danni ad alcuni extracomunitari del quartiere Pigneto a Roma, luogo di artisti e musicisti nel quale trovano sede il centro sociale Snia Viscosa, tra i più grandi e attivi della città, il Bar Necci, famoso per essere stato il bar di Pier Paolo Pasolini e una storica sede dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani.
L’irruzione vandalica a scapito di alcuni negozi ha visto andare in frantumi due vetrine e un frigo bar di un negozio di alimentari e le vetrine di una lavanderia-phone center apaprtenenti a cingalesi. A seguire un assalto ad un alimentari di un indiano e la rottura di una vetrata del portone di un’abitazione. Un extracomunitario del Bangladesh è stato picchiato dalla banda con una bastonata. Attoniti i bengalesi residenti da anni, scesi in strada per rifiutare ogni forma di razzismo e che lavorano onestamente, pagando le tasse come tutti i cittadini.
Scrive The Guardian: [...] l’attacco accade mentre il governo di Silvio Berlusconi dà il via ad azioni repressive verso l’immigrazione illegale e giorni dopo che la folla ha incendiato i campi degli zingari a Napoli. Lo scorso mese la folla ha dato il benvenuto al nuovo eletto sindato Gianni Napolitano con il saluto fascista, davanti al municipio.

Infine la recente aggressione ai danni di Christian Floris, 24 anni, conduttore del portale DeeGay.it, stava rincasando nella Capitale quando due persone gli sbattono la testa contro il muro minacciandolo per via dei temi legati alla sfera dell’omosessualità di cui si occupa e gli intimano di smetterla.
Stupisce che accadano episodi di tale gravità proprio a Roma, quel modello di comunità aperta e solidale promosso dall’ex sindaco Veltroni come un moderno riferimento culturale. Evidentemente serbavano sotto pelle odi, disagi, rancori profondi non percepiti, mai sopiti, ai quali la politica non è riuscita a offrire adeguate risposte. Sembra quasi che tutta la rabbia accumulata per l’impotenza espressa dal Governo precedente su temi scottanti come il bisogno di sicurezza, ancor prima che l’eliminazione delle mafie, tracimi nella foga rabbiosa e ceca di questi giorni, attraverso una recrudescenza di odi antichi che si traduce in violenze verbali e fisiche.
In realtà la violenza è l’ultimo stadio di una sostanziale depressione italiana per la mancanza di risposte sociali certe e l’assenza di fari etici, civili e morali. Sono i problemi economici, la difficoltà di arrivare a fine mese, il salasso delle rate dei mutui, il precariato che soffoca ogni progetto per il futuro, un grave e generale abbassamento della qualità di vita a caratterizzare l’Italia del 2008.
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