
L’autore di questo post ha visto la puntata di Che tempo che fa andata in onda sabato 10 maggio.
I telespettatori che hanno seguito il TG delle 20 del giorno successivo non hanno ascoltato l’audio relativo alle immagini della puntata in questione. Sì, perché il giornalista di RAI1 ha deciso per noi che quelle di Travaglio erano offese (sic) e se proprio c’erano dichiarazioni da riportare, naturalmente le uniche ammesse erano quelle dei politici. Andiamo con ordine.
Due sono i ragionamenti che Travaglio fa su Renato Schifani, neo-eletto Presidente del Senato.
Marco Travaglio cita Schifani dopo aver elencato i nomi di importanti personaggi politici del passato (Fanfani, Parri, Einaudi, De Nicola, Nenni, etc.), al fine di ridicolizzarne la statura politica e sottintendendo quello che, per lo stesso Travaglio, è il basso valore morale dell’esponente del Pdl. Travaglio conclude, ipotizzando che solo la muffa potrebbe seguire Schifani nella lista. Poi si corregge sostenendo che l’esempio non è pertinente poiché dalla muffa si ricava la penicillina. Insomma, per Travaglio, la muffa è meglio di Renato Schifani.
L’altro momento in cui Travaglio cita Schifani è contestualizzato nel ragionamento sulla indipendenza-dipendenza della stampa. Travaglio ricorda un fatto riportato anche dal giornalista antimafia Lirio Abbate: Renato Schifani ha costituito, in passato, una società insieme con tre persone; due di queste, successivamente vengono condannate per mafia. Travaglio sostiene che in un Paese libero la stampa chiederebbe conto a Schifani delle sue frequentazioni.
Sapevo che l’intervento di Travaglio sarebbe risultato offensivo e ho giudicato io stesso certe esternazioni fuori luogo. Naturalmente, mi riferisco alle prime che ho citato: quelle sulla muffa. Sono esternazioni gratuitamente allusive a una connotazione negativa della persona di Schifani. Non è detto che tutti la pensino come Travaglio e non si possono, da giornalista, esprimere pareri comici sul mero valore politico di un personaggio.
Il colpo di scena è che lo scalpore dei politici tutti, eccezion fatta per il giustizialista Di Pietro, è stato destato non dal primo argomento di Travaglio, ma dal secondo. Insomma, l’offesa è che Schifani aveva rapporti con gente poi accertata mafiosa.
Che ne pensate? È vero, come dicono, che non è stato rispettato il contraddittorio? Pensate anche voi che su fatti accertati giudizialmente ci sia bisogno di attuare un contraddittorio? E se è così, perché Schifani non ha sfruttato la prima telecamera per spiegare quei rapporti, piuttosto che minacciare querele?
Ultima domanda: se l’informazione è libera, perché ieri sera il TG1 non ha consentito ai telespettatori di ascoltare la viva voce di Marco Travaglio, affidando, invece, la relazione sui fatti ai commenti dei politici?
P.s. YouTube è stato inondato di contributi sulla puntata, clicca qui per vederli. Di seguito proponiamo parte dell’intervista a Marco Travaglio nella puntata del 10 maggio a Che tempo che fa.
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Ormai da parte della “Casta” è in atto un tentativo di screditamento dell’autore di “Mani Sporche”, con la speranza che, una volta delegittimata la persona Travaglio, se ne delegittimo di conseguenza le opinioni. Che poi, in realtà, piuttosto che di opinioni si tratta di fatti incontrovertibili, giacché le frequentazioni mafiose dell’attuale Presidente del Senanto sono state ammesse dallo stesso Schifani (http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75382). Oramai il livello e la qualità dell’informazione in Italia sono ai minimi storici, la realtà viene continuamente manipolata o in certi casi addirittura stravolta. Schifani non ha utilizzato la “prima telecamera” che ha avuto a sua disposizione per difendersi dalle accuse perché sa benissimo che si tratta della verità, della sola verità, di nient’altro che la verità. Se poi, fra l’esser stato socio in affari con il braccio destro di Provenzano o l’essere definito “più inutile della muffa” (pe quanto mi riguarda, ma questa è solo la mia opinione, trovata assolutamente geniale…) si reputa più grave la seconda, be’, si salvi chi può…
il contraddittorio: cosa vogliamo fare, fare seguire travaglio dal fido filippo facci in ogni trasmissione in cui è ospite, per sentire l’altra campana?
mi spiace. ma MATERIALMENTE è impossibile.
sono d’accordo che il fatto della muffa sia stato un po fuori luogo. simpaticissimo e geniale per i simpatizzanti di travaglio, meno per chi non lo è.
ma nonostante il pizzico di arroganza, travaglio è, SICURAMENTE una delle poche voci libere. non è servitore di nessuno.e su questo posso metterci la mano sul fuoco dato che ho letto alcuni dei suoi libri e seguo da sempre il suo blog (www.voglioscendere.ilcannocchiale.it)
un ultima cosa: ieri sera il tg2, DOPO le notizie sportive ha detto testuali parole “il presidente del senato schifani, ha querelato il giornalista marco travaglio perchè quest’ultimo lo ha ACCUSATO di aver frequentato persone mafiose”
prove tecniche di regime…
e dà da pensare anche il fatto che lo abbiamo detto DOPO le notizie sportive. forse volevano parlare solo all’italiano medio? quello che si interessa piu della sua squadra del cuore che ai precedenti legali del presidente del consiglio?
E’la prima volta che visito questo sito.E questo è dunque il mio primo messaggio.L’indirizzo mi è stato dato da due ragazzi che ho conosciuto in occasione di una riunione molto interessante tenutasi a Napoli il 13 Maggio,Luca e Mariano(li saluto!!)dei quali mi ha colpito l’intraprendenza e la sensibilità per temi e problemi a cui la maggior parte dei loro coetanei pare del tutto indifferente.Scrivo con piacere perchè parlare di politica ,storia,cultura e informazione mi appassiona da sempre.Bene!!Vi esporrò brevemente come la penso sull’intervista a Travaglio.Premesso che probabilmente in una trasmissione non propiamente satirica come quella di Fazio,ma piuttosto di approfondimento “leggero”,non sia stato corretto(anzi costiutisce una caduta di stile) da parte di Travaglio parlare in quel modo del presidente Schifani,tuttavia lascia perplessi il modo in cui taluni fatti(nella specie l’ aver costituito una società con persone poi condannate per mafia non so proprio come definirlo se non come FATTO!!)siano volutamente insabbiati dagli organi di informazione.Il guaio è che spesso stampa e tv ,ma soprattutto quest’ ultima ,sono più portate a riferire pareri ,ipotesi,opinioni piuttosto che notizie,fatti e come tali assolutamente verificabili da chiunque.Comunque la vicenda in questione non è di per sè sufficiente ad accusare Schifani di qualsivoglia reato nè a rovinarne la reputazione(per carità ragazzi guardiamoci bene dall’esprimere giudizi affrettati e semplicistici!!!)ma benedetto il cielo in ogni paese democratico e libero che si rispetti Schifani avrebbe dovuto rendere conto delle sue discutibili(questo si)frequentazioni.In questo Travaglio ha proprio ragione.
Saluti
Beh evidentemente l’Italia che si trascina lentamente verso una nuova era fascistoide. Oramai le voci libere si contano sulle dite di una mano, il compito di fare opposizione è riservato nientepocodimeno che ad Antonio Di Pietro. Ma ancora più grave di tutto ciò : ma voi ve ne eravate accorti che le priorità assolute di questo paese forse la sicurezza e l’immigrazione ? mah…povera Italia.
Ciao Ivan! Scusa se non t’ho risposto prima..oneri universitari.. Mi fa piacere che tu abbia partecipato praticamente da subito a una delle nostre discussioni. Aspettiamo l’abilitazione da parte vostra del nostro indirizzo e-mail, al fine di intensificare i rapporti tra i nostri gruppi..
A presto!
La vicenda Travaglio-Fazio è solo l’enneseima brutta vicenda dello stato dell’informazione in Italia. E’ innegabile la precisa volontà dei poteri forti di seppellire, anche solo con l’idifferenza mediatica, qualsiasi voce di indipendenza o che non possono controllare direttamente. Una vicenda del genere in francia o in germania avrebbe tenuto banco per settimane. Qui tiene banco Cogne o Garlasco. L’unica cosa che mi fa ancora sperare è che tra la gente il giornalismo d’inchiesta ha grande successo. Travaglio, Stella e Rizzo, Saviano e simili riescono a vendere milioni di copie. Anche se ancora troppo piano, la gente sta iniziando a sapere, a conoscere le scomode verità. La condeguenza di tutto questo è l’aumento del “fermento” della società civile. Alla riunione del 13 citata da Ivan io c’ero, e li era possibile intuire (in piccolo) come sul territorio del napoletano si stia diffondendo un vero e proprio “morbillo” di associazioni che sta iniziando ad avviare discorsi e progetti intorno all’attivismo politico in prima persona. Ovunque è possibile vedere piccoli gruppi di persone che si organizzano, ma molti gruppi piccolissimi non possono pensare di incidere sul serio. Ora è tempo di razionalizzare questo morbillo, trasformandolo quanto più possibile in un’unica grande macchia. E’ questo lo scopo di riunioni come quella del 13 e quelle che seguiranno. Ragazzi, si parte tutti dagli stessi concetti. Sono tali e tante le cose che ci accomunano che sono trascurabili quelle che ci dividono. Assieme si può e si deve iniziare a ragionare.
Martedì ci sarà una riunione del gruppo giovanile del movimento, alla quale siete invitati. Dovreste essere già stati autenticati al nostro forum. Confido quindi sulla vostra presenza e vi saluto.
Per completezza dell’informazione: le battute usate da Travaglio sono di Daniele Luttazzi ( Satyricon, 2001 ):
Siamo passati da De Gasperi a Berlusconi, da Togliatti a Rutelli. Se questa è l’evoluzione politica, per il 2008 credo voteremo per delle piante.
Comunque Rutelli non è senza speranza. Se hanno ricavato penicillina dalla muffa, qualcosa da lui ricaveranno.
Ciao Mariano, ciao tutti. Mi sono trovato a visitare questo sito e questo articolo un po’ per caso.Non ho saputo resistere però alla tentazione di inserirmi anch’io nella discussione, sia pur con un angolo di visuale completamente opposto. Sono anche io convinto, come molti di voi, che lo stato dell’informazione in Italia sia pessimo. Sono convinto, altresì, che l’episodio di Travaglio, (premetto di non averlo visto direttamente ma di averne appreso notizia dai giornali) anzichè collocarsi in quegli isolati sprazzi di buona informazione, si cali appieno nella sua parte peggiore. Certo è giusto, doveroso, che si abbia la possibilità di raccontare in piena libertà ciò che accade, di portare alla luce gli intrecci affari-politica e ancor di più i legami tra la politica e il malaffare. Questo è quanto un giornalista serio, forse tutti i giornalisti, dovrebbe/ro fare. Il vero giornalista, però, a mio modesto modo di vedere, è colui il quale racconta i fatti, smaschera, investiga, ma fa tutto ciò senza partire da un’idea precostituita delle conclusioni cui vuole giungere. Ogni giornalista sa bene quello che le sue parole, dette o scritte, provocheranno nella mente dei lettori/ascoltatori. Le emozioni che susciteranno, le idee che alimentaranno. Il giornalista serio è colui il quale, consapevole di questa forza del suo messaggio, lascia che siano i destinatari a crearsi in modo autonomo una propria opinione, senza orientarla preventivamente magari accentuando o, ancor peggio, omettendo alcuni aspetti di una stessa vicenda.
Ed è proprio questo il motivo per cui, a mio avviso, l’esmpio di travaglio chez fazio rientra in un grandissimo esmpio di disinformazione, e non di eccelsa, libera, informazione pubblica.
Quello che il buon Travaglio ha omesso di dire, ho letto altre sue cose e non mi sembra si tratti di un caso isolato, e che invece i giornali nei giorni successivi riportavano ampiamente, è che è sì vero il rapporto di conoscenza che c’è stato tra Schifani e il personaggio mafioso, di cui non ricordo il nome, ma è altresì vero che, come si ricava anche nel post indicato da qualcuno di voi (http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75382), tali conoscenze (consistente peraltro nell’essere soci di una medesima società) avvenivano ben 8 anni, o giu di li, prima che questo personaggio fosse indagato e poi condannato per mafia.
Non credo si tratti di un aspetto “irrilevante” e/o secondario. Non credo che il Sig. Travaglio non fosse a conoscenza di questo inutile dettaglio. Non credo che il sig. Travaglio abbia voluto fare una libera, indipendente, informazione.
Ma soprattutto, tutto ciò mi crea gran sconforto e paura. Non vorrei che, chiacchierando oggi qui con qualuno di voi, magari tra 10 anni esce fuori che io o voi simm cammurrist’ e il travaglio di turno va dicendo al mondo che, in virtù di una non meglio precisata proprietà transitiva della malavita organizzata, lo siamo anche noi.
P.s. non so quanti di voi abbiano mai dato soldi ad un parcheggiatore abusivo. Non so quanti di voi si siano mai premurati di informarsi che non si tratti di un cammorrista.
Ciao a tutti….
Ciao Lorenzo!
Tre precisazioni, poi lascio spazio al libero scambio d’opinioni. Travaglio è soprattutto scrittore di libri “scomodi”, e in questi, come tu ammonisci, da molti anni “racconta i fatti, smaschera, investiga, ma fa tutto ciò senza partire da un’idea precostituita delle conclusioni cui vuole giungere”. Il problema è che i libri non li legge nessuno (non a caso non ha mai fatto scandalo prima di arrivare in tv) e allora va in tv e si conforma a un certo linguaggio. Linguaggio, che come avrai capito, quando è arbitrario, io stesso non approvo, ma ribadisco: le offese, secondo i politici, starebbero nel fatto in sè riportato dal giornalista, fatto che è vero ed accertato tale. Nessuno se l’è mai presa per la sua ironia o per i sui giudizi.
Seconda precisazione. Scambiare due chiacchiere o pagare un parcheggio abusivo non equivale a costituire una società. Un contratto che si risolve nel momento stesso in cui è posto in essere non è paragonabile al gesto di costituire una persona giuridica che viva in futuro, al fine di far ricavare utili ai fondatori. I quattro fondatori di questa associazione, ad esempio, si sono esplorati a lungo prima di dar luogo a una creatura in comune.
Terza precisazione. Il fatto che una sentenza arrivi 2-5 o 10 anni dopo non costituisce il colpevole come tale dal momento in cui un giudice apre la bocca, ma, ontologicamente, va ad accertare fatti passati.
A presto, continua a visitarci!
Caro Lorenzo, integrando quanto detto Mariano, c’è poi da considerare che anche se frequentare qualcuno processato per reati di stampo mafioso non rappresenti di per se un qualcosa di penalmente rilevante ( la scusa dietro la quale si sono nascosti tanti esponenti DC ), resta sempre una questione di moralità a cui personaggi che rivestono ruoli pubblici non possono sfuggire. E poi per quanto rigurada Schifani, ritengo ancor più grave del “fatto” che tu citi la questione relativa al comune di Villabate. Con un piano regolatore messo appunto dallo stesso con la partecipazione di La Loggia per far piacere ai boss.