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Il Bel Paese

Stop agli immigrati… o agli italiani?

Chiunque da mesi si imbatta in un notiziario televisivo o nella lettura dei titoli di un qualsiasi giornale avrà appreso di allarme criminalità, di violenze sessuali in aumento e di calo della sicurezza nelle città italiane. Chiunque avrà appreso queste cose, avrà sicuramente notato la connessione tra certi fatti criminosi e la extraitalianità dell’autore. Ad onor del vero, relativamente ai delitti di violenza sessuale (argomento sempre attuale, ma che oggi gode di particolare attenzione da parte dell’informazione), pareva che a commeterne fossero solo romeni.

Qualche giorno fa il Corriere della Sera ha reso noti i dati forniti dal Ministero dell’Interno circa la nazionalità degli autori dei reati più frequenti in Italia.

La prima notizia è che al primo posto, in tutte le categorie di reato, almeno fino a tutto il 2007 si confermano gli italiani. La seconda è che il secondo posto spetta ai romeni, a seguire marocchini e albanesi.

Faremo l’esempio delle violenze sessuali nel 2007, data la particolare attenzione riservata a quest’argomento dai media. Sono 397 le violenze compiute dai romeni. Quante violenze sessuali sono riconducibili ad autori italiani? 2705. Più del doppio, più del triplo, molto più del quintuplo. L’articolo, a firma di Fiorenza Sarzanini, che commenta la tabella del Viminale si scorgono frasi un po’ approssimative, a partire dal titolo: Romeni, marocchini e albanesi in testa alla classifica dei reati.

Obiezione: in verità, l’abbiamo detto, la medaglia d’oro, in territorio italiano, non può che essere dei cittadini italiani. Seconda frase approssimativa: [...] tra clandestini e regolari entrati nel nostro paese negli ultimi quattro anni sono loro a commettere il maggior numero di delitti.

Obiezione. Loro, chi? La risposta è nel periodo precedente: [...] nella foto della criminalità straniera che agisce in Italia, romeni marocchini e albanesi confermano il proprio primato negativo. Punto. Ora, se tu contestualizzi nel quadro della criminalità straniera un fatto, chiudendo con senso compiuto un periodo e nel periodo successivo dimentichi di specificare che si sta parlando di criminalità straniera, è molto facile che il lettore capisca semplicemente che sono loro a commettere il maggior numero di delitti (cfr. figura).

Terza frase approssimativa, sempre sulla paternità romena dei delitti: [...] con un’impennata che negli ultimi dodici mesi ha riguardato i furti e le rapine e una crescita costante delle violenze sessuali.

Il crimine cresce, non i crimini dei romeni.

Certo, meglio precisare che la somma complessiva dei colpevoli stranieri (marocchini, albanesi, senegalesi, cinesi) fa acquisire più peso al dato degli immigrati che delinquono e, sia chiaro, questo post non pretende di emettere sentenze sulla questione immigrazione. Il punto qual è, allora?

Il punto è che i fatti avvengono indipendentemente da come li raccontano. Il reato si compie, sta alla stampa parlarne. Il modo in cui i fatti vengono raccontati dall’industra giornalistica dominante non rispecchia le proporzioni dei fenomeni. A volte la scoperta dei fatti non coincide con l’ascolto di un tg.

Discussione

2 Commenti a “Stop agli immigrati… o agli italiani?”

  1. Hai scritto bene “industria giornalistica” perchè come tale pare che ormai abbia come obiettivo primario arricchirsi di denaro anzichè arrichire il pubblico di notizie utili.A periodi si mettono in evidenza gli eventi che più fanno scalpore ma mi rendo conto che non sono informazioni che hanno lo scopo di istruire o di allertare o di sensibilizzare gli italiani ma fanno semplicemente parlare rubando tempo all’AGIRE!
    Per quel che riguarda gli immigrati,gli italiani o altro penso che i crimini debbano essere trattati come tali a prescindere da chi li fa,non dimentichiamo che siamo tutti UOMINI.
    La questione credo sia questa:
    per rimandare un problema che ha messo radici in questa società,che è la mancanza di VALORI veri,ci si giustifica scaricando le colpe ad altri fenomeni,oggi è il turno dell’immigrazione.

    Scritto da Laura | 6 Maggio 2008, 19:20
  2. in sociologia questa manovra viene definita “tecnica del terrore” ovvero si cerca di operare un transfer tra le problematiche oggettive e i reponsabili soggettivi…la soggetivizzazione degli extracomunitari come autori della maggior parte dei crimini( soprattutto se di natura sessuale)scarica su un colpevole x le problematiche intrinseche di una società che non riesce più a far fronte al crescente uso della violenza come confronto diretto.Indubbiamente i dati parlano chiaro.Indubbiamente la campagna mediatica ha scatenato un’ondata (sfruttando la latente xenofobia propria dell’uomo e di un paese profondamente destriota come l’Italia) di paura e di avversione.La nazionalità extraeuropea di turno diventa il capro espiatorio, ignorando che, nelle carceri stracolme, è tutto un fiorire di italiani fautori delle violenze sessuali più efferate (vedi pedofilia, vedi violenza casalinga e criduzione in schiavitù)…mi scuso per essermi dilungata, ma veramente il problema da voi proposto ha bisogno di un lungo e imperituro confronto.

    Scritto da Samantha | 12 Maggio 2008, 17:17

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