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Vita d'associazione

Nati liberi

A Fronte Alta c’è. Sta crescendo. Lentamente ma inesorabilmente. Con umiltà e sacrificio. Riunioni su riunioni, fatte di confronti, incontri, idee, azioni. Quando ci ritrovammo in quattro attorno ad un tavolo a parlare di ciò che volevamo fare, mai avremmo immaginato di arrivare in poco tempo ad un dibattito pubblico aperto alla cittadinanza e ad un sito internet cosi aggiornato e visitato, base virtuale di una realtà in carne, ossa e pensiero.

Un’associazione politica, culturale, apartitica, frutto di un progetto coltivato a lungo, ragionato, sfiorato e infine realizzato. È nata dal basso, un pò come quelle piante che dalle nostre parti sorgono dai marciapiedi o dai bordi delle strade. Escono allo scoperto facendosi spazio tra il cemento, a dimostrare che sotto i basoli o l’asfalto c’è un terreno fertile, c’è vita. Un’associazione diversa dal solito, poliedrica, che avanza una visione a trecentosessanta gradi del mondo, cosi complesso da non poter essere racchiuso e sintetizzato in un’ideologia preconfezionata.

Un movimento culturale che ha interiorizzato l’importanza e la bellezza del fresco profumo della libertà di cui parlava Paolo Borsellino, che intende farsi testimone di quelle idee e tensioni morali che camminano sulle gambe di altri uomini, come sottolineava Giovanni Falcone e che desidera vivere padrone del proprio destino e non servitore in ginocchio, seguendo l’invito di Sandro Pertini.

Il finale di Gomorra, bestseller di Roberto Saviano, termina con una frase: “Maledetti bastardi, sono ancora vivo!”

Maledetti bastardi, sono ancora vivo!
- Roberto Saviano

È un grido disperato e di speranza. Disperato perchè è l’urlo che ognuno ha dentro di sè, il grido di chi non si capacita di questa realtà paralizzata ed è costretto a dover subire passivamente le arroganze e la violenza di sistemi più grandi profondamente radicati. È però al contempo un urlo di speranza. Quell’imprecazione urlata al cielo rappresenta la libertà nella sua forma più alta e nobile, incarnando il diritto a respirare un’aria diversa, a non accontentarsi dell’orizzonte, a guardare oltre il reale, per dimostrare che si è ancora vivi. Nonostante tutto.

Tocca a noi, a tutti noi il compito di essere testimoni orgogliosi ed eredi ideali del messaggio di Saviano, un coetaneo della nostra terra che si è privato della libertà in nome della verità. Quale è Il modo migliore per sentirci moralmente vicini a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita, la propria libertà o semplicemente hanno indicato una strada? È proseguire in questo solco, facendoci avanti da soli, proponendoci e costruendo ciò di cui tutti avvertiamo il bisogno ma che non esiste ancora. Le persone per bene costituiscono da sempre la maggioranza, la stragrande maggioranza che non fa rumore. La gran parte di quelle persone si sente oltraggiata, messa ai margini, demoralizzata, disillusa. Talvolta confusa e manipolata dallo stillicidio di cronaca nera trasmesso dai tg, dalla diffusione quotidiana di morte e sangue che alimentano solo un senso di angoscia e pregiudizi, dai reality show che sfornano intrattenimento, illusioni e pseudo talenti, dal trash che abbonda con litigi, storie balorde, volgarità e banalità in un grande circo di mediocrità di cui potremmo fare veramente a meno. Queste sono le vere armi di distrazione di massa. In tanti sembrano subire l’incantesimo televisivo restando come ipnotizzati, comandati a distanza. Non disperiamo, possiamo venirne fuori. Siamo donne e uomini intelligenti e meritiamo di meglio. In ogni storia  c’è sempre una luce. Impariamo a riconoscerla e inseguiamo la fiamma della civiltà e della speranza che ognuno di noi ha dentro. Quella fiamma va stimolata, alimentata e trasmessa agli altri con passione, amore, fiducia, desiderio di rivincita.

La storia del nostro paese è fatta di persone eccezionali. Autentici testimoni civili che fanno ogni giorno il proprio dovere senza riconoscimenti o medaglie al valore, senza referenti, raccomandazioni o riferimenti nel sistema politico. A Fronte Alta vuole essere un osservatorio permanente su queste realtà. Proponiamo un’analisi che sia condivisa e realmente democratica che possa individuare le soluzioni migliori alle problematiche che riguardino il territorio, la politica, la società. Facciamo dell’elasticità mentale il nostro modus pensandi, rifugiandoci dalle chiusure mentali.  Non viviamo di ghettizzazioni del pensiero. Non erigiamo barriere, muri, paletti ideali e ideologici perchè impedirebbero un confronto libero e tollerante. Ma dalle parole all’azione il passo è breve, mediante la partecipazione, caratteristica essenziale di chi si impegna in prima persona, mettendoci la testa, le mani, il cuore. Oggi abbiamo la possibilità di creare qualcosa di completamente nuovo, che parta dai giovani e si rivolga all’intera società. Desideriamo rendere un servizio alla collettività mostrando le qualità e i talenti, le potenzialità inespresse, esprimendo la voce di tutti coloro i quali sono stufi di essere etichettati con i luoghi comuni, soprattutto nella realtà napoletana. Siamo sparuti, dispersi, lontani. Dobbiamo ritrovarci, insieme, conoscerci e provarci. Siamo ragazzi meridionali, orgogliosi della nostra identità e figli di questo paese. Crediamo nell’importanza di creare una rete tra i soggetti che operano sul territorio e non solo: l’ambizione è di cercare sostegno e supporto altrove, nelle battaglie di civiltà contro le mafie, per la legalità e per una nuova concezione del mondo che non si qualifichi con divise ideologiche che rappresentano una verità che si crede universale. È necessario studiare nuovi strumenti per interpretare la realtà, migliorandone la percezione e traducendo dall’osservazione quelle che sono le esigenze e i bisogni reali.

Noi giovani possiamo, dobbiamo fare la differenza, al di là delle ideologie, se ve ne fossero, o delle simpatie partitiche. Una buona informazione è la base per un futuro in cui ognuno sia più consapevole e partecipe.

Lasciamo una traccia allora. Apriamoci a nuove soluzioni. Cooperiamo, proponiamo, creiamo e diamoci da fare. Nulla è perduto, nessun processo è irreversibile, niente è immutabile. In tanti si riempiono la bocca parlando di cambiamento, come se dovesse cadere dall’alto, per mano di chissà chi.

È la nostra coscienza pulita che ci impone di non restare soli e rassegnati dinnanzi ad un mondo, ad una società, una nazione o una città che ci stanno strette. Ogni pensiero, impegno, partecipazione potrà rendere qualsiasi donna o uomo più ricco, riscattando l’animo dal grigio che lo circonda, dall’indifferenza a macchia d’olio e dal qualunquismo di chi, forse troppo amareggiato lascia cadere tutti dalla torre.

Se uno sogna da solo, è solo un sogno. Se molti sognano insieme, è l’inizio di una nuova realtà.
- Friedensreich Hundertwasser

E invece no. Diamoci una chance. Credere è sperare e solo l’astrazione, la fantasia, la creatività, l’ingegno, la sana rabbia, quel desiderio ardente di intere generazioni di ribaltare le condizioni sociali e culturali ha fatto girare il mondo. I problemi sono numerosi. Tanti e spesso di natura complessa, ma riguardano le nostre vite, il nostro presente quotidiano, prima del nostro futuro. A Fronte Alta è oggi una realtà attiva, un esperimento, una scomessa. Una bella sfida. Proviamoci. Diceva Gandhi che non vale la pena avere la libertà se questo non implica avere la libertà di sbagliare.

Lanciamo un segnale di fumo. Partecipiamo liberamente. Lo statuto e il chi siamo parlano di noi. Esserci è meglio che non esserci.

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