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Cronaca

Tra terrore e orrore

Era da tempo che non udivamo più il bollettino quotidiano di guerra proveniente dall’Iraq. Sembrava che fosse tornata un’apparente quiete nella martoriata terra mesopotamica dopo anni di guerra, stragi, sangue, bombe e lacrime. Tante. Troppe.

Secondo il sito Iraq Body Count al 15 maggio 2007 erano sessantatremila i civili iracheni rimasti uccisi. Forse è soltanto calata l’attenzione dei media e ne è una prova la strage dell’altro giorno.

Alle notizie sanguinose siamo oramai rassegnati, giungono sempre a tavola, ma stavolta lo shock chiude lo stomaco: due donne disabili mentali sin dalla nascita sono state inviate in due mercati popolari di Bagdad munite di potenti cinture esplosive e fatte saltare in aria azionando un telecomando a distanza.

Nel giro di pochi secondi giacciono a terra 60 morti e più di 180 feriti. Uno dei due mercati, quello di Ghazil, era il preferito dai bambini, una sorta di fiera all’aperto frequentatissima di buon mattino con animali di piccola taglia: uccelli, pesci, cani e scimmiette.

Alla tv irachena hanno trasmesso le immagini delle conseguenze del doppio attacco avvenuto attorno alle dieci, prima della preghiera settimanale del venerdì, giornata festiva.

Corpi e animali riversi sull’asfalto in uno scenario raccapricciante nel quale si mescolano le carni e nulla è più distinguibile.

Il Presidente degli Stati Uniti Bush nel suo ultimo discorso sullo stato dell’Unione aveva affermato che il numero di attacchi terroristici e morti erano in calo, ma la guerriglia prosegue e lo dimostra l’ennesima strage che vede protagoniste involontarie due donne con la sindrome di Down.

Un evento così tragico alimenta domande che forse in questo scenario di odio non avranno mai risposte sufficientemente esaurienti. Ed è l’impotenza lo stato d’animo prevalente, quell’assistere passivamente alla morte altrui che lascia ancora più sgomenti e disarmati.

Discussione

3 Commenti a “Tra terrore e orrore”

  1. Beh l’unico commento che mi sento di fare é che bisogna resistere resistere resistere alla tentazione universalista, di considerare l’islam ed il mondo arabo come irrimediabilmente selvaggio. Per non cancellare la speranza di poter ritrovare uno spiraglio per la pace nella regione in un futuro quanto più breve possibile.
    L’attentato é di una ferocia che lascia attoniti, stupiti. L’ennesimo atto di una banda di criminali selvaggi che si chiama Al-Quaeda. Bisogna lottare con altrettanta ferocia contro la barbaria, senza prediligere pero la violenza.

    Scritto da Giovanni | 4 Febbraio 2008, 10:55
  2. Un po’ di tempo fa venne pubblicato sulle pagine della BBC un articolo dedicato a blogger iracheni, che scrivono raccontando quel che vivono sulla loro pelle ogni giorno.

    Credo che sia da considerare ed approfondire sia quello che la gente del posto pensa, quello che sente dire, quello che vive.

    Alcuni tra i blog menzionati sono Last of Iraqis, Days of my life, A star from Mosul e Baghdad burning.

    Scritto da Stefano | 4 Febbraio 2008, 13:41
  3. Ecco, questo sarebbe davvero utile. Documentarsi su quale é il reale sostegno che questa accolita di malati di mente ha presso la popolazione. A mio avviso molto bassa.

    Scritto da giovanni | 5 Febbraio 2008, 11:03

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