
Chiunque si trovi a camminare per le strade delle provincie di Napoli, non può far a meno di notare cumuli di pattume, che sembrano ormai far parte integrante dell’arredo urbano. I rifiuti hanno invaso tangenziali, autostrade e, con maggior preoccupazione da parte di tutti, si trovano spesso scaricati nelle immediate vicinanze di zone agricole, dalle quali provengono prodotti, che hanno come destinazione le nostre tavole.
Cosa si sta facendo per porre rimedio ad uno scenario, che ha già assunto tratti agghiaccianti e vede prospettive, se possibile, peggiori? Quali sono le possibili soluzioni che si possono adottare per far fronte ad un problema così critico?
Per capirne e saperne di più l’UDU di Napoli ha organizzato Pillole di immondizia, un incontro partecipato sulla questione della gestione dei rifiuti. L’incontro si terrà domani, mercoledì 19 dicembre alle ore 15, presso la sede della Facoltà di Giurisprudenza in via Porta di Massa, aule 36/37.
Interverranno Giuseppe Palma, professore ordinario di Diritto Amministrativo, dott. Antonio Marfella dell’Istituto Nazionale Tumori - Fondazione Pascale, Fabio Matteo, consigliere d’amministrazione ASIA, Simone Verde, giornalista de Il Manifesto.
Per scaricare la locandina dell’evento, clicca qui.
Fino a pochi mesi fa e, più precisamente, quando l’immondizia non aveva ancora tappezzato il paese, a San Giorgio c’era un centro di conferimento della raccolta differenziata in cui tutti i giorni, nell’orario prestabilito, si potevano portare i rifiuti precedentemente separati.
Per quanto non troppo agevole rispetto alla raccolta porta a porta che si fa in altre città, una buona percentuale di cittadini ben volentieri usufruiva di questo servizio.
Non appena il pattume ha iniziato ad occupare di prepotenza ogni angolo e ogni strada, per qualche motivo che ci è oscuro, il centro è stato chiuso. Se avesse continuato a funzionare, ad oggi, per le strade di San Giorgio, ci sarebbe una notevole percentuale in meno di rifiuti. Come se non bastasse pochi giorni fa sono stati affissi dei manifesti in cui si diceva che oggi sarebbe ricominciata la raccolta differenziata, ma avrebbero preso solo plastica e carta e, comunque, non tutta la plastica e tutta la carta, ma solo specifiche cose, dalle 9 alle 13 in due piazze del comune. Ebbene sì, questa per loro è raccolta differenziata.
Perché in piazza? Nelle cittadine civili la domenica mattina in piazza ci sono i bambini, che passeggiano con i genitori, non i camion che raccolgono immondizia. E c’è da precisare che qui vendevano anche i palloncini, probabilmente, non per i bambini, ma per i sacchettini.
Non sarebbe stato molto più efficiente e civile riaprire il centro preposto a questo specifico uso? Certo non sarebbe stato possibile far andare oggi tutti i cittadini, ma si poteva tranquillamente stabilire che ogni quartiere poteva portare la sua immondizia in giorni prestabiliti.
Non ho capito per quale motivo, mente a Portici le strade sono pulite, qui continuano ad esserci cumuli sempre più grandi di sacchetti che stanno marcendo, rovinando per altro dei marciapiedi e delle strade che già erano in pessime condizioni. Non è ancora chiaro come e dove continuerà questa sottospecie di raccolta differenziata, magari era solo oggi, per festeggiare qualcosa in particolare.
E intanto il resto del Paese sa che qui c’è l’esercito che ha ripulito tutto, tanto che i bambini sono tornati a scuola e magari questa festa di piazza di stamane risulta come inizio della raccolta differenziata nella nostra cittadina. Non è abbastanza avere un simile problema da fronteggiare, dobbiamo anche essere presi in giro.
Cara Mary, purtroppo a Portici stiamo nascondendo la famosa polvere sotto al tappeto: la spazzatura la portano giù al porto del Granatello…Non so fino a quando potrà funzionare questa “tattica”, e non so neppure se sia legale…Ho davvero parecchi dubbi a riguardo!!
Spero di trovare risposte a riguardo prima o poi…
Ciao Ciao