
Per evitare i controlli del sangue a delle bufale malate di brucellosi alcuni allevatori della provincia di Caserta sostituivano i campioni prelevati con quelli di alcuni animali sani. I carabinieri se ne sono accorti perché dall’esame del DNA risultavano essere tutte bestie clonate. Praticamente con il sangue di cinque bufale si sostituivano le analisi di centinaia di bestie.
Le accuse per le diciotto persone arrestate vanno da falsificazione al commercio di sostanze alimentari nocive per la salute pubblica e diffusione di malattia infettiva pericolosa per il patrimonio zootecnico. Gli allevamenti sequestrati sono stati tredici a fronte di novecento aziende che lavorano sul territorio. Tra i fermati anche due veterinari mentre alcuni degli arrestati risultano essere persone vicine ad un clan camorristico della zona, quello dei casalesi.
Si dice che nella nostra terra la camorra crea posti di lavoro, colma le lacune dello stato e offre protezione alla parte del popolo che ne legittima l’esistenza. La camorra sarebbe un ufficio di collocamento, un ente previdenziale, un Padreterno che se da un lato usa la violenza, dall’altro…
Dall’altro uccide. Uccide comunque. Nell’aversano continuano a nascere capre a due teste o con gli occhi sotto al mento. Tra Giugliano, Marano e Villaricca si registra il più alto tasso di mortalità per tumori in tutt’Italia.
La camorra ammazza. Ammazza soltanto. Ammazza la gente che la combatte, ammazza la gente che ne fa parte, ammazza i cittadini che consentono che i rifiuti si seppelliscano sotto le proprie case.
Abbiamo regalato molta parte della nostra libertà per far spazio al Sistema e cosa ne abbiamo ricevuto, in cambio?
La favola del capovillaggio che fa gli interessi dei compaesani è finita circa cento anni fa. Il mondo è cambiato e la camorra è cambiata. Si è imprenditorializzata, industrializzata, tecnologizzata. E ci ha sommerso di rifiuti, ci ha riempito l’aria, ci ha invaso i polmoni. È giunta l’ora di schierarsi a viso aperto. È il momento di tornare a respirare.
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