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Ambiente

L’insostenibile leggerezza dell’emergenza rifiuti

I rifiuti tornano a fare capolino nelle nostre città. È di questi giorni la protesta degli autotrasportatori e la contemporanea marcia su Napoli degli abitanti del cosiddetto triangolo della morte: Giugliano – Villaricca - Qualiano, descritto anche da Saviano in Gomorra.

Guidano la protesta i primi cittadini, convinti che si stia tirando troppo la corda se è vero che in origine la raccolta delle ecoballe nei propri territori era stata definita una misura provvisoria, mentre ancora oggi giungono tir Iveco incolonnati e mascherati da pubblicità per continuanuare a scaricare con l’inganno.

Questi i fatti: la terra felix rinomata un tempo per la qualità pregiata della sua frutta ha ingurgitato nei decenni 4 milioni di tonnellate di rifiuti.

Non è necessario vivere in questi paesi per constatare il problema costante, quotidiano che rende i cittadini inermi, impotenti, condannati a vivere con la mondezza. Si provi ad attraversare l’Asse mediano che collega i paesi a nord di Napoli, per rendersi conto degli odori nauseabondi che provengono dalle discariche e dalle migliaia di ecoballe esposte al sole e alle intemperie che giacciono a Villa Literno su uno spazio che corrisponde a 80 campi da calcio.

Pare che in passato i proprietari terrieri facessero la loro offerta per accogliere sul proprio suolo i rifiuti, mentre dall’insediamento del Prefetto Pansa è stato cambiato questo strano meccanismo che ingrossava le tasche di pochi e prevede un esproprio più violento, accompagnato da una valutazione dell’indennizzo più seria.

Resta un quadro desolante, fatto di un’aria irrespirabile, di fumi notturni, di speculatori e aguzzini che divorano denari pubblici alla faccia della gente onesta che lavora, studia, vive ed è costretta a inalare ogni giorno nanoparticelle invisibili, silenti che entrano dentro e lavorano pian piano fin quando, come è stato testimoniato da un’indagine scientifica, ci si ammala più frequentemente di tumore. I cittadini sono le vittime di questo sistema.

Non ci si meraviglia più, anzi, è l’assuefazione che è disarmante, quell’apparente normalità del rifiuto trasbordante e spesso bruciacchiato fuori casa, col percolato che penetra nell’asfalto lasciando la sua traccia indelebile. Non lasciamo che l’orgoglio e la dignità finiscano anch’essi in un cassonetto.

Discussione

Un Commento a “L’insostenibile leggerezza dell’emergenza rifiuti”

  1. Un modo per risolvere parzialmente il problema sarebbe quello di fissare un deposito sull’acquisto di lattine di allumio e bottiglie di vetro, come si fa a tutt’oggi in Germania. In pratica paghi dai 5 ai 10 centisimi in più per ogni pezzo al momento della compera per poi vederti quei soldi restituiti all’atto della riconsegna delle suddette lattine/bottiglie, a patto che queste risultino essere ancora perfettamente integre e pulite. L’alluminio ed il vetro in questione saranno poi riciclati e riutilizzati per la fabbricazione di nuovi involucri e non dispersi nell’ambiente, come purtroppo assai spesso accade da noi…

    Scritto da Domenico | 29 Gennaio 2008, 15:40

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